Annalisa e la promessa non mantenuta di "Bye bye" - RECENSIONE

Annalisa e la promessa non mantenuta di “Bye bye” – RECENSIONE

Recensione del nuovo album d’inediti della cantautrice ligure

Annalisa giunge al suo sesto album d’inediti, Bye bye, dopo un percorso fatto di sali e scendi, di lavori a fuoco e altri meno che, però, mai erano davvero riusciti a confermare sul piano del mercato discografico una voce diffusamente riconosciuta come una delle più interessanti del più giovane panorama pop italiano. Dopo aver individuato nell’electropop il proprio presente artistico già con lo scorso Se avessi un cuore (qui la nostra video-recensione), non sfruttato per il suo miglior potenziale, la giovane savonese conferma la sua scelta e la adotta con ancor maggiore decisione affidandosi alle cuore del guru dei sintetizzatori italiani, Michele Canova Iorfida che le cuce addosso un disco di 13 brani tutti coerentemente contestualizzabili.

La sanremese Il mondo prima di te costituisce, anche questa volta, l’episodio più lontano dall’epicentro dell’intero lavoro. Almeno per quel che riguarda le sonorità che, per l’occasione, fondono quelle della tradizionale black ballad con quelle più spiccatamente pop, allineandosi abbastanza apertamente con l’universo di Giorgia e Marco Mengoni, entrambi esponenti sopraffini della vocalità plasmati dal comune produttore veneto che, in questo caso, lascia alla ormai ex-timida Nali la possibilità di sfoderare tutta la sua potenza in un inciso arioso e convincente. Finalmente la ricetta è stata trovata, o meglio, ritrovata.

Annalisa 2018Ma, non tutte le favole portano con sé un lieto fine ed ecco che la rossa cantautrice ligure si dedica per tutte le altre 12 tracce del disco ad un mondo sonoro sufficientemente lontano da quello che lecitamente dovrebbe essere considerato il manifesto dell’album. Niente più incisi ariosi e potenti, niente più orchestrazioni libere da marchingegni elettronici, niente più sussulti emotivi derivati dalla liberazione di una voce potenzialmente regina. Annalisa si schiaccia in tutta una serie di brani, più o meno belli, che potrebbe cantare chiunque dei suoi tanti colleghi, scritti dagli stessi autori che scrivono anche per tutti gli altri e arrangiati nello stesso modo in cui suonano anche tutti gli altri. Prendete Illuminami, scritta da Tony Maiello, o l’apripista radiofonico Direzione la vita, co-firmata con Davide Simonetta e Raige, ed il risultato che ne esce è una doppietta di buone canzoni, dedicate rispettivamente ad un amore a due vissuto tra i sogni e alla voglia positiva di vita, che, però, non portano con sé alcun marchio di fabbrica personale ed identificativo.

Le cose migliori giungono proprio da quei pezzi che più timidamente strizzano l’occhiolino alla Nali di un tempo, quella delle ballate e della voce in primo piano, quella alla quale, appunto, quest’album vuole rivolgere un definitivo Bye bye come recita la title track co-firmata anche da Danti, manifesto della nuova era fatta di ritornelli accattivanti e di un beat elettronico che sostituisce i sempre cari pianoforti ed archi. Le cose migliori, si diceva, s’intravedono timidamente tra la conclusiva Dov’è che si va, dove nonostante l’arrangiamento tutto sintetico la voce ha finalmente la possibilità di esprimersi senza troppe barriere in tutta la sua delicatezza melodica, la più tradizionale Superare e la già confinata vocalmente Bianco nero e grigio.

Si è definita felice e in un momento di fortunata serenità e leggerezza e, in effetti, la Annalisa che canta con disinvoltura le pre-confezionate Ogni festa e l’ultra prodotta Dimenticherai punta esattamente a raccontarsi in questa sua nuova dimensione per comunicare spensieratezza e tranquillità anche dal punto di vista della dinamica del canto. Si brinda alla vita, alla meraviglia dell’esistenza in cui “tutto può succedere” come si racconta ne Il prossimo weekend tappezzata di suoni EDM.

L’estremizzazione di questa ricerca di contemporaneità si ha nell’unica collaborazione canora del disco, Un domani, in cui Nali sposa in parte il linguaggio musicale del trap/rap moderno portato, poi, apertamente in campo sul finale da uno dei fenomeni del momento, Mr.Rain. Concludono la nostra panoramica le creazioni più ibride dell’album: l’evocazione di dolcezza Specchio e l’incessante Le parole non mentono che si evolve in un beat tutto sintetico che ha la funzione di reggere un ritornello quasi inesistente.

Questo lavoro della rossa savonese rappresenta indiscutibilmente il proseguimento coerente del passato progetto e, sotto certi aspetti, anche il suo perfezionamento che, però, va inevitabilmente di pari passo alla sua estremizzazione che, ad eccezione del brano sanremese, porta ad un totale appiattimento della proposta. Dall’inizio alla fine si ascoltano sintetizzatori, suoni elettrici pre-costruiti in studio, parole innocue buone solo per sposare il facile motivetto contemporaneo e non “affaticare l’ascolto”. I brani di questo album hanno il duplice difetto di non riuscire a creare una sospensione, una pausa, una parentesi nell’ascolto per soddisfare la necessità di diversità di proposte e soluzioni sonore e quello di schiacciare Annalisa di fronte al muro anonimo di un irriconoscibile destino impersonale. Certo, forse, la ricetta adottata porterà a maggiori risultati, ad un più coerente sviluppo musicale a passo coi tempi o al dar risposta a delle effettive esigenze di rinnovamento dell’artista ma, contemporaneamente, per fare ciò rinuncia alle proprie caratteristiche peculiari che brani sempre uguali a se stessi e improntati sull’importanza del suono piuttosto che su quella della voce e dell’interpretazione non richiedono.

Un buon disco che, però, annulla Nali ponendola affianco a tanti, troppi, altri nomi. Che ne è stata di tecnica, classe, eleganza, raffinatezza, estensione e soggettività? Eccetto rari casi, non pervenute e non per colpa dell’interprete. Almeno non totalmente. Bye bye, s’intenda, è uno di quei dischi a cui non si può rimproverare nulla se non quella (quasi) assoluta mancanza di pezzi memorabili che, però ahimè, caratterizzano la semi-totalità dei dischi dei nostri giorni. L’unica vera pecca è la promessa mantenuta, quella secondo la quale Annalisa aveva detto “mi ricorderò di proteggermi se paura avrò di confondermi. So già cosa mi dirai: non mi riconoscerai” garantendoci che avrebbe presto trovato “uno spazio per me in cui posso urlare, vincere”. Quell’evoluzione cercata e voluta, forse, non l’ha ancora portata alla sua vera meta. Non ci resta che aspettare momenti migliori certi che arriveranno.

MIGLIOR TRACCIA: Il mondo prima di te

VOTO COMPLESSIVO: 6.8/10

VIDEO RECENSIONE: in aggiornamento

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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