Estate 2018, Bollettino musicologico dei tormentoni – PARTE 4

Viaggio sola andata nel mondo delle canzoni che fanno da colonna sonora di questa stagione estiva

Dopo aver inaugurato questo nuovo appuntamento settimanale parlandovi degli ultimi singoli di Takagi & Ketra con Giusy Ferreri e Sean Kingston, J-Ax e Fedez, Jovanotti, Benji e Fede, Shade, Thegiornalisti, Boomdabash conLoredana Bertè, Laura Pausini, Luca Carboni, Dolcenera, Elodie con Michele Bravi e Guè Pequeno, Lo Stato Sociale, Ermal Meta, Annalisa, Cesare Cremonini, Francesca Michielin e altri ancora, ben ritrovati con il nostro consueto bollettino musicologico dei potenziali tormentoni dell’estate 2018, ossia le proposte musicali più fresche che ci terranno compagnia nei prossimi afosissimi mesi.

In questa quarta “puntata” parleremo di Da zero a cento di Baby KD’estate non vale di Fred De Palma e Ana Mena, Mio fratello di Biagio AntonacciUn’estate ci salverà di Max Pezzali,Viva la vita di NesliEssere semplice di Diodato, Capovolgo il mondo di Valerio ScanuApro e chiudo di Davide De MarinisHo esaurito la paura di Federico Stragà Sarà come abbracciarsi di Pacifico. Armiamoci di cuffiette, crema solare e partiamo, direzione spiaggia.

Baby K – Da zero a cento 

Baby K riesce a scombussolare ogni tipo di logica, se da un lato tende a farci esclamare “aridatece la lambada”, dall’altro si riconosce il buon potenziale estivo che trasuda dalle sue produzioni e che, di fatto, la rendono la regina incontrastata dei tormentoni made in Italy. Per citare il titolo della sua nuova “canzone”, se si paragona la roba attuale con ciò che ha sfoggiato agli esordi (citofonare “Femmina alfa”) verrebbe da darle subito zero, ma se spegniamo il cervello e ascoltiamo il brano a tutto volume in macchina con il finestrino abbassato e il vento che sovrasta i pensieri, allora potremmo darle tranquillamente un bel cento. È come quando ascolti parlare Luca Giurato di prima mattina, non ti accorgi dei mille strafalcioni fino a che Antonio Ricci non te li fa notare a “Striscia la notizia” dopo cena. Ebbene sì, anche la musica è solo una questione di prospettive, se consideriamo la moltitudine di visualizzazioni su YouTube, in fin dei conti, la ragione ce l’ha lei . In un mercato dove tutto è in discussione e non esistono più certezze, ogni ritorno della rapper di “Roma-Bangkok” è sorprendentemente senza alcuna sorpresa, nel senso che il pezzo suona esattamente come te l’aspettavi prima dell’ascolto, riflettendoci, questa può risultare oggigiorno una cosa positiva, ma l’unica… il resto è solo andale, andale, andale e vida loca.

Fred De Palma e Ana Mena – D’estate non vale 

Anche l’estate 2018 ha la sua cover italiana di “Despacito”, Fred De Palma e l’attrice spagnola Ana Mena confezionano uno dei pezzi che sarà tra più gettonati nei villaggi turistici, per farlo scimmiottano la madre di tutte le hit estive, al punto che ci puoi cantare sopra “pasito a pasito, suave, suavecito”. Il pensiero va ai seguaci di vecchia data del “Luis Fonsi de noatri” che, dopo aver ascoltato il pezzo, si saranno buttati in mare senza aspettare le canoniche tre ore per la digestione. Ma, si sà, l’estate, il caldo e le bollette da pagare, ti portano a cercare nuove contaminazioni, così è un attimo che dal rap passi al reggaeton senza nemmeno accorgertene. Riascoltarla a settembre sarà una bella doccia fredda, per il momento funziona… sarà colpa del vino, colpa del mare… ma in musica d’estate tutto vale.

Biagio Antonacci – Mio fratello

Un parabola 2.0 del figliol prodigo per Biagio Antonacci, un giro di chitarra e un ritmo coinvolgente per un brano che racchiude un messaggio di denuncia sociale nei confronti della famiglia contemporanea, sempre meno unita rispetto ad un tempo. Un pezzo che vanta la collaborazione di Mario Incudine, tra i maggiori rappresentanti della musica popolare, erede di un’antica e affascinante tecnica oratoria chiamata “cunto”, che possiamo in qualche modo considerare, nell’albero genealogico della musica, un antenato del rap. Richiami mediterranei, un po’ come era già accaduto con “Pazzo di lei”, “Sognami” e “Non vivo più senza te” solo che, dopo anni di vacanze in Salento, l’artista milanese ha finalmente deciso di cambiare meta turistica, preferendo il sole della Sicilia.

Max Pezzali – Un’estate ci salverà

Chi sostiene che Max Pezzali sia rimasto ancorato agli anni ‘90 si sbaglia di grosso, magari fosse così, ci ritroveremmo ad ascoltare capolavori simili a “Tieni il tempo”, “La regola dell’amico” o “Nord sud ovest est”, invece questo brano è la dimostrazione che l’artista pavese sia addirittura tornato indietro nel decennio precedente, grazie all’uso smodato di sintonizzatori anni ’80 che, più che agli 883, ci riportano alla memoria Sandy Marton. Dalla sua zona di comfort, il buon Max, non solo non ha alcuna intenzione di uscire, anzi, c’ha pure costruito una villa con piscina, purtroppo abusiva. E’ ufficiale, l’Uomo Ragno è stato ucciso una seconda volta.

Nesli – Viva la vita

Ultra pop, con un testo leggero ma curato, non lasciato al caso come spesso accade per le canzoni in uscita  in piena stagione balneare. Forse un po’ troppo ripetitive le parole, ma la cifra stilistica di Nesli si riconosce ed è sempre apprezzabile per la sua originalità, un tocco che hanno davvero in pochi. Più rap e meno mainstream di quanto potessimo auspicare, l’artista fa marcia indietro verso quello stile parlato che ha caratterizzato le sue prime produzioni. Un pezzo che anticipa l’uscita della sua nuova fatica discografica, prevista per il prossimo autunno, che fa ben sperare per il futuro. Incalzante il ritmo, da rivedere il testo. Se possiamo permetterci un consiglio: meno slogan, più poesia. 

Diodato – Essere semplice

Tutti quanti abbiamo ancora in testa l’arioso inciso di “Adesso”, presentato a Sanremo lo scorso febbraio in coppia con Roy Paci, brano che ci ha restituito la grazia di una delle più interessanti vocalità della nostra attuale riserva naturale di promesse della musicale leggera italiana. Ipnotico e mai banale, Diodato riesce a risultare contemporaneo pur ispirandosi ai grandi cantautori del passato, mediante un’orchestrazione armonica, fresca e accattivante. Votato alla riflessione, “Essere semplice” racchiude un titolo che è già tutto un programma, manifesto di una certa voglia di riassaporare sonorità genuine e quanto mai analogiche. Buona la seconda, aspettiamo la terza.

Valerio Scanu – Capovolgo il mondo

Leggerezza è la parola chiave di questa curiosa incursione estiva di Valerio Scanu, che non ha davvero più nulla da dimostrare a livello vocale, al punto da potersi permettere di tornare a giocare con il pop. Rispetto al precedente “Ed io” il pathos manca, ma la sua bravura sta proprio nel riuscire ad armonizzare strofe e inciso, per un brano che di base ha una buona ossatura melodica, dipinta da sonorità calde e colorate tipiche di questa stagione. Il risultato sorprende e soddisfa non soltanto la nutrita fanbase dell’artista, ma acchiappa nuovi lovers e mette a fuoco tutta la versatilità del suo interprete.

Davide De Marinis – Apro e chiudo

A quasi vent’anni dall’immenso successo di “Troppo bella”, per Davide De Marinis il tempo sembra essersi fermato, in “Apro e chiudo” ritroviamo la stessa poetica scanzonata delle sue maggiori hit, al punto da non riuscire a comprendere come mai le radio si siano completamente dimenticate di questo filone musicale, come se gli artisti dovessero adeguarsi per compiacere i network e non il pubblico. E’ estremamente apprezzabile che un cantautore come lui, decida di continuare per la propria strada, rimanendo fedele a se stesso e alla sua natura, per portare avanti l’autenticità del suo messaggio.

Federico Stragà – Ho esaurito la paura

C’è una riflessione attenta e responsabile tra le righe di “Ho esaurito la paura”, che parla della troppa dose di timore che aleggia nel nostro quotidiano. Un concetto ispirato e profondo per Federico Stragà, che torna alla musica in punta di piedi, da vero artista, con un pezzo apparentemente leggero ma denso di significato. Niente a che vedere con “mia nonna è un’astronauta” ma, stando all’involuzione musicale degli ultimi anni, l’italiano medio preferisce ascoltare parole frivole messe a casaccio, piuttosto che ricevere input che possono arricchirlo o, perlomeno, portarlo ad una riflessione. A furor di popolo, il sound scanzonato non basta, ci vuole pure un testo demenziale, solo così il successo è assicurato, mentre cantare cose serie è démodé. E comunque po po pò.

Pacifico – Sarà come abbracciarsi

Romantica e poetica, nulla a che vedere con gli stereotipi delle canzoni estive e, proprio per questo motivo, più che mai interessante. D’altronde, i cantautori non fanno della trasversatilità la loro peculiarità, anzi, risultano essere piuttosto fedeli a se stessi e al proprio repertorio, quasi a voler improntare in ogni brano il loro marchio di fabbrica. Inusuale per gli attuali canoni della moderna discografia, ma dal retrogusto affascinante. Con “Sarà come abbracciarsi” Pacifico si conferma come una delle migliori penne dell’attuale scenario autorale, raffinato ed estraneo dall’attuale concento di mainstream, perché la vera arte non tiene conto del calendario.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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