Estate 2018, Bollettino musicologico dei tormentoni – PARTE 9

Viaggio sola andata nel mondo delle canzoni che fanno da colonna sonora di questa stagione estiva

Dopo aver inaugurato questo nuovo appuntamento settimanale parlandovi di “Amore e capoeira”, “Da zero a cento”, “Italiana”, “Non ti dico no”, “Nero bali”, “Moscow mule”, “Felicità puttana”, “D’estate non vale”, “Amore a prima Insta”, “Una grande festa”, “E.STA.A.TE”, “Un altro giorno sulla terra”, “Io mi innamoro ancora”, “Ti ricordi di me?”, “Bye bye”, “Nera”, “Come le onde”, “Viva la libertà”, “Faccio quello che voglio” e tante altre, ben ritrovati con il nostro consueto bollettino musicologico dei potenziali tormentoni dell’estate 2018, ossia le proposte musicali più fresche che ci terranno compagnia nei prossimi afosissimi mesi.

In questa nona “puntata” parleremo di Troppo commerciale dei Danti, Notte d’agosto di Einar, Non ne posso più di Alice Caioli, Dopo di noi nemmeno il cielo di Briga, Paracetamolo di Calcutta, Quello che siamo diventati di Motta, Ti voglio di Artù (feat. Rino Gaetano), Estate Rock & Roll di Paolo Meneguzzi e Simone Tomassini, Nessuno sposta i piedi di Chiara Dello Iacovo e Quando ho incontrato te di Cosmo. Armiamoci di cuffiette, crema solare e partiamo in direzione spiaggia.

Danti – Troppo commerciale

Se l’estate 2017 è stata dominata da Tommaso Paradiso (autore dei successi “Riccione”, “L’esercito del selfie”, “Partiti adesso”, “Mi hai fatto fare tardi” e “Pamplona”), l’hitmaker di questa stagione balneare è senza ombra di dubbio Daniele Lazzarin, alias Danti, protagonista delle classifiche 2018 con “Bye bye” di Annalisa, “Italiana” di J-Ax e Fedez e “Faccio quello che voglio” di Fabio Rovazzi. Dopo tanto altruismo arriva “Troppo commerciale”, brano che dimostra ancora una volta l’ottima capacità di scrittura del rapper milanese, che già avevamo conosciuto dai tempi dei Two Fingerz. In questo pezzo, forse, gioca un po’ troppo con sonorità trap, ma si conferma essere un abile artigiano di prodotti commerciali.

Einar – Notte d’agosto

Dopo aver dato sfoggio delle sue doti interpretative mediante intensissime ballad, il giovane italo-cubano lancia il pezzo più estivo del suo EP, l’unico che esprime appieno la spensieratezza dei suoi venticinque anni. Troppa maturità, forse, brucia le tappe e ti rende poco riconoscibile. “Notte d’agosto” racchiude sonorità attuali dal piglio internazionale, che profumano di salsedine e rendono un pochino più personale lo stile di Einar che, seppur sia bravo a cantare, pecca di mancanza di personalità, quindi sarebbe necessario cucirgli addosso un repertorio che possa donargli maggiore identità, un po’ come accade in questo pezzo.

Alice Caioli – Non ne posso più

L’abbiamo conosciuta tra le Nuove Proposte della passata edizione del Festival di Sanremo, in gara con l’introspettiva “Specchi rotti”, la ritroviamo più spensierata e leggera con un brano dal sound pop-estivo. Il testo, al contrario, ironizza sulle cose negative di questa stagione, recitando: “non ne posso più di questa estate, non ne posso più di ombrelloni e di risate, non ne posso più di questa estate, del cono all’amarena, di innamorarmi come una scema”. Un brano che mette ancora più a fuoco la forte personalità della giovane e bella artista siciliana.

Briga – Dopo di noi nemmeno il cielo

Dopo il bel ritorno sancito da “Che cosa ci siamo fatti”, l’artista romano affina le sue doti cantautorali in “Dopo di noi nemmeno il cielo”, secondo singolo estratto dal suo ultimo album di inediti, caratterizzato da una nuova consapevolezza e da un drastico cambio di rotta rispetto ai suoi precedenti lavori. Interessante svolta che ci restituisce un Mattia Briga più ispirato che mai, un qualcosa che nell’immediato sicuramente non ripaga, perché si oppone in controtendenza alle attuali logiche commerciali, ma che a lungo termine lo porterà a distinguersi e a restare a galla in questo mare di ripetitività discografica.

Calcutta – Paracetamolo

“Lo sai che la Tachiprina 500 se ne prendi due diventa mille?”, comincia così la proposta per l’estate 2018 di Edoardo D’Erme, al secolo Calcutta, cantautore che più di ogni altro ha incarnato lo spirito commerciale dell’indie senza snaturarlo. Dopo i successi di “Orgasmo” e “Pesto”, l’artista trova in “Paracetamolo” la giusta dose di originalità mista ad un pizzico di follia, quella che in genere manca agli attuali esponenti musicali italiani, che preferiscono risultati sicuri studiati a tavolino, stravolgendo i naturali criteri dell’arte che vedono nell’ispirazione una preziosa fonte da cui attingere le proprie idee. Il sound leggermente retrò, infine, impreziosisce il tutto rendendo il risultato finale piuttosto estemporaneo e, al tempo stesso, un autentico evergreen.

Motta – Quello che siamo diventati

Tempo di conferme anche per Francesco Motta, che invigorisce la propria credibilità al ritmo scanzonato-introspettivo di “Quello che siamo diventati”, secondo estratto da “Vivere o morire”. Per il cantautore toscano è il momento giusto per fare il salto di qualità, perché le genialità per essere comprese realmente hanno bisogno di trovarsi al posto giusto e nel momento giusto, una fortuna e un lusso a numero chiuso. Rispetto al precedente singolo “La nostra ultima canzone”, in questo pezzo viene messa maggiormente a fuoco la poetica contemporanea e urbana che caratterizza fedelmente la scena indie-pop.

Artù – Ti voglio (feat. Rino Gaetano)

Un brano del grande Rino Gaetano lasciato nel cassetto per troppi anni, affidato dalla sorella del compianto cantautore direttamente nelle mani di Alessio Dari, in arte Artù, che è riuscito a donare nuova vita al pezzo senza alterare l’equilibrio narrativo-musicale tipico dell’autore di “Ma il cielo è sempre più blu”. Una canzone che dimostra quanto la bellezza sia immortale, perché resta nel tempo, è nostro compito valorizzarla e restaurarla di tanto in tanto, come le opere d’arte che rimarrebbero impolverate e non splenderebbero di luce propria. Artù ha il merito di aver ristrutturato la Cappella Sistina, ravvivando i colori e i suoni di un’opera che, altrimenti, sarebbe rimasta sconosciuta al grande pubblico.

Paolo Meneguzzi e Simone Tomassini – Estate Rock & Roll

Sono due dei più ispirati esponenti della scena pop-cantautorale dei primi anni duemila, amici di vecchia data dai tempi della loro congiunta partecipazione nel 2004 al Festival di Sanremo. Nei loro rispettivi repertori spiccano brani interessanti e di valore, un’originalità che ci piacerebbe ascoltare ancora oggi e che in “Estate Rock & Roll”, purtroppo, non ritroviamo. Sembra più una rimpatriata tra amici, più che un rilancio e un voler “unire le forze” per offrire al pubblico una proposta inedita e all’avanguardia. L’idea è interessante, il brano può anche essere considerato piacevole, ma non rende giustizia alle passate produzioni di entrambi. Da Paolo Meneguzzi e Simone Tomassini ci aspettiamo ben altro, buona la prima aspettiamo la seconda.

Chiara Dello Iacovo – Nessuno sposta i piedi

A due anni e mezzo dal secondo posto al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte con “Introverso”, Chiara Dello Iacovo torna a dar sfoggio della sua intuitiva eccentricità, caratteristica che l’accompagna sin dal palco di The Voice, attraverso il singolo “Nessuno sposta i piedi”, un pezzo dotato di meno impatto rispetto alle tracce presenti nel suo disco d’esordio “Appena sveglia”. Ascolto dopo ascolto, la canzone si mostra per quello che è realmente: un totale colpo di genio, come tutto ciò di alternativo che viene immesso sul mercato, avanguardia pura.

Cosmo – Quando ho incontrato te

Sonorità minimali che sfociano in un inciso arioso e canticchiabile per Cosmo, che manifesta tutta la sua crescita artistica in “Quando ho incontrato te”, un brano che mescola i principi del cantautorato ai dogmi dell’elettronica. Una poetica surreale che descrive il mondo reale e che evoca emozioni senza tempo, perché parla di famiglia e di sentimenti che non passeranno mai di moda. Se Lucio Battisti e Franco Battiato avessero scritto qualcosa insieme, avrebbero dato vita a questa canzone, un inno alla vita senza filtri e senza schemi.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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