Francesca Alotta: “Canto con la stessa energia di un vulcano” – INTERVISTA

A tu per tu con l’artista siciliana, vincitrice tra le Nuove Proposte di Sanremo ’92 con “Non amarmi”, attualmente impegnata nello show “Ora o mai più”

Francesca AlottaPenalizzata perché subentrata alla seconda puntata con ben venti punti di svantaggio, Francesca Alotta sta dimostrando di meritare tutte le occasioni professionali che la vita le metterà sul suo cammino. Dopo le ottime performance eseguite a Ora o mai più (tra cui spiccano “E poi” di Giorgia e “Ti lascerò” in coppia con il suo Maestro Fausto Leali), in vista della serata finale, per l’ugola palermitana è arrivato il momento di mettersi in gioco non soltanto attraverso le cover.

Ciao Francesca, benvenuta su RecensiamoMusica, cosa ne pensi del format e cosa ti ha spinto ad accettare la sfida di “Ora o mai più”?

«In assoluto la possibilità di cantare l’inedito, perché ci tenevo a dare il giusto palcoscenico a un brano a cui tengo particolarmente, per far sì che non passi inosservato. Quando è arrivata la telefonata ho pensato subito a questa canzone che avevo nel cassetto da tempo, così ho accettato senza esitare, sai quando si dice il destino? Come potrai immaginare, dopo il ritiro di Donatella Milani è successo tutto molto velocemente, quasi una corsa contro il tempo, mi sono ritrovata in sala prove il giorno prima della puntata. Probabilmente il destino, o forse era arrivato il momento giusto, quel famoso treno che passa raramente e che ho preso al volo».

Dunque, un bilancio più che positivo?

«Indubbiamente sì, sotto tutti i punti di vista. E’ un’esperienza che ho vissuto a pieni polmoni, sia con i miei compagni di avventura che con tutti i coach, ho avuto l’onore di lavorare a stretto contatto con grandi professionisti e ho realizzato il sogno di cantare con Fausto Leali, un desiderio che avevo da anni. Un viaggio che sarà coronato dalla possibilità di eseguire il mio inedito, per me molto speciale. L’ho composto  insieme a Valerio Massaro, un cantautore che stimo particolarmente perché canta benissimo e scrive delle cose strepitose. Spero che questo pezzo possa emozionare come ha emozionato me».

A tal proposito, cosa puoi anticiparci a riguardo?

«Tengo molto a questa canzone che racconta la storia di una donna che si ribella a una violenza familiare, un argomento delicato e, purtroppo, molto attuale. Il messaggio è quello che non bisogna mai isolarsi, perché più si è soli e più si è fragili. E’ un pezzo che ho nel cassetto da un po’, che avevamo presentato a Sanremo quando c’era ancora Carlo Conti, ma sai come funziona, credo non l’abbia nemmeno mai ascoltata perché le persone che hanno fatto da filtro l’hanno bocciata prima che lui potesse ascoltarla. Invece, trovo che sia un pezzo che possa fare bene a tante donne e aiuti molti uomini a capire che l’amore non è possesso».

Un tema delicato, credi che sia importante lanciare certi messaggi attraverso la musica?

«E’ fondamentale! Anche “Non amarmi” è stata una canzone che ha avuto la sua valenza sociale, perché all’epoca la disabilità era vista come un argomento tabù, c’era ma non se ne parlava, si faceva finta che non esistesse. Alcuni discografici della nostra etichetta, rivolgendosi a me e ad Aleandro Baldi, ci dissero chiaramente che questo pezzo non avrebbe mai fatto successo, perché il pubblico non si sarebbe mai potuto immedesimare, tanto è vero che ci hanno preso all’ultimo minuto, a pochi giorni dall’inizio del Festival, pensa che i vestiti di scena li abbiamo comprati direttamente a Sanremo, ricordo che non avevo nemmeno un truccatore personale, siamo arrivati in extremis e tutti ci davano per sfavoriti».

Invece la storia ci insegna che non è andata proprio così…

«Per fortuna sì (sorride, ndr), perché è diventata un successo non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Addirittura Jennifer Lopez, oltre a ricantarla, l’ha definita una delle canzoni più belle degli ultimi vent’anni. Mi sono tolta tante belle soddisfazioni con quel pezzo, pensa che è rimasto per settimane in classifica in Giappone e ho fatto concerti anche in Cina! Insomma, la nostra melodia è amata nel mondo, mentre qui in Italia è vista come un qualcosa di antico, purtroppo, e lo dico con grande amarezza».

I tempi sono cambiati, come valuti l’attuale scenario discografico?

«Guarda, secondo me, oggi si dà molta importanza al vestito e meno all’essenza di una canzone. Per farti capire meglio, oggi la musica è come una bella donna, però tutta rifatta (ride, ndr)».

Dopo “Ora o mai più”, quali progetti ti aspettano

«Ho nel cassetto tante cose, tra cui un disco di canzoni antiche napoletane e siciliane, un’idea che avevo in mente di realizzare con mio padre, purtroppo non è stato possibile, adesso che finalmente è pronto per me è un sogno poterlo lanciare. Trentacinque coristi e grandissimi musicisti di stampo internazionale, sonorità acustiche e strumenti veri, musica suonata al 100%, un album a cui tengo davvero molto. E poi, il prossimo 5 settembre sto organizzando un evento musicale realizzato in memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica che è stato ucciso in un attentato camorristico nel 2010. Non si è fatta ancora luce su questa brutta storia, ho conosciuto la sua famiglia durante un mio concerto e, nel mio piccolo, farò il possibile perché questa vicenda non finisca nel dimenticatoio, purché venga fatta giustizia in memoria di una persona che ha perso la vita per la verità, pur di mantenere la propria integrità. Organizzeremo questo omaggio ad Acciaroli in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, ci saranno alcuni attori di “Gomorra”, anche il Maestro Beppe Vessicchio ha dato la sua adesione, oltre che l’Orchestra di Scampia e altri artisti che spero di coinvolgere. Cercheremo di raccogliere dei fondi per realizzare un monumento in suo onore, in modo tale da non dimenticarlo mai. La musica deve essere anche questo, bisogna dare voce anche a chi non ne ha».

E’ davvero interessante come questo programma stia riuscendo a raccontare la vostra vita dando risalto all’aspetto umano di tutti voi…

«Certo, è bello che la gente conosca anche la sensibilità e la personalità di un artista. Fortunatamente, percepisco intorno a me un grande affetto, forse perché la gente ha capito chi sono. Non potevo chiedere altro. Sai, durante la trasmissione l’ho raccontato, in passato ho visto tanta gente cambiare intorno a me, mi riferisco a persone non fondamentali della mia vita, non della mia famiglia per intenderci, quelli che senti di rado e che si sono avvicinati subito dopo il mio primo successo. Mi sono ritrovata all’improvviso circondata dal doppio dei parenti e con molti più amici di prima, gente che magari non avevo nemmeno mai visto (ride, ndr), o comunque che avevo frequentato poco. Erano cambiati loro, non io». 

Tornando indietro, c’è qualcosa che faresti diversamente?

«Beh sì, forse mi dedicherei un po’ di più al lavoro e un po’ di meno all’amore, in modo particolare ai miei ex compagni, ho dedicato troppo tempo alle persone sbagliate, mettendole spesso al primo posto, questo è sempre sbagliato, perché i sentimenti dovrebbero darti e non toglierti nulla».

Per concludere, Francesca, c’è un messaggio che vorresti trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la tua musica?

«Vorrei esprimere emozioni con tutta l’anima e con la maturità che ho adesso, perché naturalmente sono cresciuta moltissimo, sia a livello personale che artistico, mi sento molto più saggia e sono pronta a poter trasmettere quel qualcosa in più, che da giovane ti manca a causa dell’inesperienza. In passato mi sono chiusa un po’ in me stessa, nei miei problemi e nelle cose poco piacevoli della vita, mentre in questa fase sento l’esigenza di tornare a condividere con gli altri il mio amore per la musica, canto con la stessa energia di un vulcano, con una forza che non ho mai avuto prima. Sono tornata a provare emozioni e, di conseguenza, credo di riuscire a trasmetterle con ancora più determinazione a tutti coloro che vorranno ascoltarmi».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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