Francesco Bellucci: “Siamo Vivi è il mio disco-promemoria” – INTERVISTA

L’artista emiliano svela i retroscena del suo album d’esordio, pubblicato lo scorso settembre.

Si intitola “Siamo Vivi” l’album che segna il debutto discografico di Francesco Bellucci, cantautore modenese classe ’89. Dodici tracce anticipate dai singoli “Vivere Davvero” e “Il Mondo Sta Girando”, che rappresentano il giusto biglietto da visita dell’intero progetto. L’artista si racconta ai lettori di Recensiamo Musica, con la consapevolezza di un profondo conoscitore di musica e la leggerezza di un artista emergente.

Ciao Francesco, partiamo da “Siamo Vivi”, com’è nato e che tassello rappresenta per il tuo percorso artistico?

«Produrre un disco era un sogno che avevo da parecchi anni, l’esigenza cresceva e a un certo punto mi sono detto: ‘o adesso o mai più’. Ho messo insieme le idee e sono entrato in studio! Nel mio percorso questo disco rappresenta il punto di partenza. La strada è appena iniziata!».

Il disco è stato anticipato dal singolo “Vivere Davvero” che la scorsa estate ha ottenuto un buon successo commerciale, oltre che un positivo riscontro del pubblico. Come stai vivendo questo momento?

«’Vivere Davvero’ è andata veramente forte e anche il nuovo singolo sta andando ‘a gas aperto’. È un momento fantastico, molto emozionante, pieno di stimoli e di soddisfazioni. Sono veramente molto contento!».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?

«Il primo approccio con la musica è stato forzato, all’età di sei anni mia madre mi portava a lezioni di pianoforte, a quell’età, però, non mi piaceva particolarmente. Dall’altra parte mio padre mi faceva ascoltare i suoi dischi ed io andavo matto per i cantautori italiani. Senza rendermene conto la musica è diventata una componente fondamentale della mia vita tanto da non poterne più fare a meno!».

Quali artisti o generi musicali hanno ispirato e accompagnato la tua crescita artistica?

«Mi piace dire che i miei maestri sono i grandi cantautori. Ho iniziato da bambino ad ascoltare i dischi di Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Vasco Rossi, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Rino Gaetano… a loro devo molto!».

Da cosa trai principalmente ispirazione per le tue canzoni?

«Io scrivo quello che vivo. Ogni canzone è tratta da un momento o da una particolare situazione vissuta. Non so esattamente cosa accade; è come se avessi un peso sullo stomaco che è rimasto lì troppo a lungo, a un certo punto, quando il peso è diventato troppo, scrivo».

Tornando al disco, è attualmente in rotazione radiofonica il secondo estratto “Il Mondo Sta Girando”. Una descrizione ironica della società di oggi?

«Sì, ho scritto ‘Il Mondo Sta Girando’ perché avevo voglia di raccontare la brutta situazione che stiamo passando e volevo farlo con ironia. In realtà è tutta una provocazione e spero faccia riflettere. La prima strofa mette davanti all’ascoltatore due grandi verità: la prima che le cose non vanno per niente bene e la seconda che basterebbe unirsi, aggregarsi, per viverla con più serenità… il problema è che siamo divisi tra noi stessi! “Dire che siamo nella merda è riduttivo, io non so più che cosa fare, se vieni anche tu, almeno soffriamo insieme”».

 A quale tua canzone ti senti maggiormente legato?

«Non posso dire di essere più legato a una canzone rispetto ad un’altra. Ogni traccia è una parte diversa di me, legata al momento in cui l’ho scritta e a come mi sentivo scrivendola. Ogni giorno è diverso e ogni giorno ha la sua canzone… a volte anche più di una!».

 Se potessi “rubare” una canzone a un tuo collega, quale sceglieresti?

«Bella domanda! Tra le tante ‘Siamo Dei’ di Lucio Dalla. L’ironia di quella canzone è assolutamente geniale. Sì… vorrei averla scritta io!».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e/o sogni nel cassetto? Ci sono artisti con il quale ti piacerebbe collaborare?

«Sto scrivendo nuove canzoni e vorrei produrre un secondo disco entro la prossima primavera. Non ho mai pensato a una eventuale collaborazione e in questo momento non sono sicuro che mi possa interessare!».

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, per concludere, quale messaggio vorresti trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la tua musica?

«Il titolo del mio album ‘Siamo Vivi’ è di fatto un promemoria, che ho scritto per me. Vorrei che fosse questo il messaggio che arrivi al pubblico… Siamo vivi!».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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