I Dei dell'Olimpo, quando un errore è decisivo - INTERVISTA - Recensiamo Musica

I Dei dell’Olimpo, quando un errore è decisivo – INTERVISTA

I Dei Degli Olimpo sono una rock band laziale nata fra i banchi del liceo nel 2010 dall’amicizia di cinque ragazzi e dal loro amore per la musica. Dalle prime esperienze live alle feste scolastiche, la band inizia a farsi spazio fra la realtà musicale del Lazio. Della scorsa estate la partecipazione al contest Liga Rock Park, vincendo così l’apertura a Luciano Ligabue al Parco di Monza il 25 settembre 2016, davanti ad 80.000 persone. Sono riuscito ad intervistarli.

D: Ciao, raccontateci come vi siete formati.

R: Il nostro progetto nasce per gioco, eravamo innamorati di una ragazza quindi abbiam deciso di scrivere una canzone e girare un video amatoriale. Durante le riprese abbiamo clamorosamente sbagliato il nostro nome e la cosa è diventata talmente virale che abbiam deciso di chiamarci così.

D: Come è nato il vostro progetto?

R: Siam partiti suonando cover poi abbiamo deciso di autoprodurci un disco nel Kick Recordings Studio, gestito da Gabbianelli, musicista dei Kutso. Ci ha dato diversi consigli intelligenti e tutti insieme ci hanno indirizzati verso il nostro sound.

D: Com’è stato suonare in apertura del concerto di Ligabue?

R: È stata l’esperienza più bella della nostra vita poiché finalmente potevamo suonare davanti ad una marea di persone. Ligabue è uno dei pochissimi che organizza questi concorsi per artisti emergenti. Lo abbiamo scoperto su Internet, ci abbiamo provato e ci siamo riusciti. I commenti in seguito sono stati veramente positivi e non possiamo che esserne orgogliosi.

D: Cosa pensate del nostro paese? Avete anche fatto una canzone molto critica, pensate che in Italia ci sia futuro per la musica?

R: Il popolo italiano è un popolo meraviglioso però lo spazio in Italia spesso è poco, le case discografiche non cercano più veri talenti, da noi è diversa la mentalità dei live perché gli italiani non vogliono rischiare ed uscire. Tirano tantissimo le cover band perché rassicurano, coccolano il cliente che entra e viene a sentire mentre nessuno considera le band che propongono pezzi nuovi. Il pubblico deve agire.

D: Che pensate di questo sviluppo capillare dei talent show?

R: I talent show sono una specie di esca quindi non si biasima chi ci va ma ci sono tantissimi rischi. I giovani vengono spremuti dalle major, l’arte passa in secondo piano, qualcuno che vende trentamila copie è un vanto mentre una volta era un flop. L’artista diventa uno showman, non è per forza qualcosa di sbagliato ma occhio!

D: Quale pezzo è quello che più vi rappresenta?

R: “Mille anni dall’ombra” che rappresenta il compimento di un percorso durato 6 anni. Il prossimo disco sarà impiantato su quegli stili. È come andare al ristorante e prendere più cose dal menu con vari stili diversi. Cerchiamo di variare i sound ma allo stesso tempo un suono unico.

D: Quali sono le vostre ispirazioni?

R: Musica classica, heavy metal ma anche blues ed indie rock, jazz, musica brasiliana ma anche funk. Vari stili che si congiungono nella nostra amicizia che è molto forte. È una marcia in più, le idee cozzano tra di loro e facendolo si levigano.

D: Se doveste scegliere una canzone della musica italiana che avreste voluto scrivere voi?

R: “Impressioni di settembre” (PFM), “Con le mani” di Zucchero, “Se telefonando” di Mina.

D: Che consiglio dareste ai giovani emergenti?

R: Mai, mai mollare! È una giungla, una scalata spietata, ti metteranno in tanti i bastoni tra le ruote, bisogna sempre ricominciare da capo. La vita dei musicisti è come l’orgasmo femminile, è fatto di salite e discese. Bisogna cercare di trarre il positivo da ogni situazione, anche dalle fregature. Usare bene l’Internet.

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un’altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere.
Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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