Leonardo Monteiro e l’uso melodically correct dei sentimenti in “Bianca”

Conosciamo meglio uno degli otto protagonisti delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2018

Leonardo Monteiro BiancaDopo aver intervistato Leonardo Monteiro, torniamo a parlare della sua “Bianca”, in concorso alla sessantottesima edizione del Festival di Sanremo. Composta a quattro mani da Vladi Tosetto e Marco Ciappelli, la canzone risulta immediata, impreziosita dalla voce calda e suadente del suo interprete. Una ballad melodica all’italiana “sporcata” da interessanti contaminazioni internazionali, dal rhythm and blues al soul, che regalano al pezzo quel sapore leggiadro delle canzoni senza tempo, a cui non possiamo attribuire etichette o date di scadenza.

In sé, “Bianca” non è considerabile un pezzo vintage e nemmeno futurista, ma un brano attuale che potrebbe essere collocato e risultare credibile in qualsiasi epoca, perché possiede una struttura semplice e un’ossatura classica, che supera la prova del tempo e ogni prototipo di moda musicale. Una voce gospel prestata al pop, che regala un’interpretazione suggestiva e coinvolgente ad un brano che, personalmente, continuo a canticchiare dalla mattina alla sera. Onestamente, trovo sbagliato definire banale una canzone solo perché affronta una tematica sentimentale, anzi credo sia una scelta oggi come oggi coraggiosa e quantomai inusuale, non siamo più negli anni novanta quando a Sanremo i brani erano quasi tutti uguali: se vuoi risultare originale nel 2018 puoi benissimo rappresentare la quota melodica, ormai in netta minoranza, ma comunque all’opposizione in attesa di nuove elezioni. Noi italiani dobbiamo riscoprire il valore della nostra vera identità musicale, senza scimmiottare sonorità che non ci appartengono. Questo, scusate, ce lo insegna un ragazzo italiano di origine brasiliana, nato a Roma e residente nel Canton Ticino, che grazie alle pregresse esperienze nella danza ha girato mezzo mondo. Qualcosa vorrà pur dire.

Bianca | Video

Bianca | Testo

Scivolerò senza distrarmi
non guarderò giù per non soffrire
io ti ascolterò senza capire di te, ancora
raccoglierai frutti maturi baciati dal sole
cammineremo tu davanti a me
sopra un tappeto di grandi sogni

Bianca, la mia parete è bianca
quando il tuo aereo ritorna
cambia colore con te
l’hai visto già
tu eri lì con me

Ritornerà quella stagione
di qualche anno fa
come la moda si trasformerà
ogni ricordo che avrai nascosto
dimmi come può

Bianca, la mia parete è bianca
quando il tuo aereo ritorna
cambia colore con te
l’hai visto già

In un bar del centro mi accorgo di te
credere sia solo un caso impossibile
cade da un bancone un bicchiere
una storia va in pezzi

Bianca, la mia parete è bianca
quando il tuo aereo ritorna
cambia colore con te
l’hai visto

Bianca mentre la neve imbianca
dentro la notte ti avanza
tutte le di te
non trovo più
non trovo più

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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