Noemi tira fuori (finalmente) il jolly con “Amen”

Era da qualche tempo che ci si chiedeva dove fosse finita la Noemi che avevamo imparato a conoscere: l’interprete sopraffina dalla profonda voce soul, la ragazza sempliciotta ed insicura che cantava canzoni altrettanto semplici, la voce capace di convincere radio, classifiche e critica in un colpo solo. Amen, il quarto singolo estratto da Cuore d’artista (qui la mia recensione dell’album e qui la video-recensione del disco), ci riporta (finalmente) quell’interprete che per qualche tempo si era auto-oscurata alla ricerca di nuove galassie.

noemi1Amen è tutto quello che Noemi non è stata nell’ultimo periodo ma che era stata alle sue origini: è una canzone tipicamente italiana nel sound, estremamente densa di quel pop melodico misto al soul e al blues con cui la rossa è salita alla ribalta senza troppe sperimentazioni estere (se non qualche leggero richiamo tribale nella ritmica), è un brano capace di andare alla grande in radio, è un pezzo che punta sull’essenza piuttosto che sulla forma esteriore.

Il brano costituisce il perfetto ponte tra passato e presente con il ritorno ad una struttura melodica totalmente italiana, la rinascita di una vocalità che ultimamente era stata messa in penombra insieme alle melodie per favorire i testi firmati da grandi autori come Fossati, Masini, Curreri e Sangiorgi che avevano rivestito Noemi di lustrini dorati che, però, probabilmente brillavano solo per metà. Federica Abbate (ebbene si, ancora lei, Nostra Signora dell’autorato italiano dell’ultimo biennio musicale) e Cheope (che anche se nasconde dal proprio nome d’arte quel Mogol che ha ereditato dal padre rimane inconfondibilmente bravo nello scrivere veri e propri capolavori contemporanei) confezionano il miglior brano della discografia di Noemi degli ultimi 4 anni riportandola alla sua vera essenza: torna protagonista una voce che gorgheggia tra giochi vocali soul, immancabile il crescendo vocale e melodico tipico del pop italiano ed un testo importante e profondo che segna quell’anello di congiunzione con il presente della romana alla continua ricerca di una profondità artistica al di sopra della media (e forse anche del suo stesso modo di essere).noemi

Amen è un brano politico, sociale, religioso. Tira in ballo guerra, pace, Dio, destino lanciando un urlo determinato verso il celo che non lascia spazio a fraintendimenti: “siamo tutti figli della stessa terra e siamo in guerra” recita il ritornello mentre una batteria fa il suo sottolineando i versi che vengono poi chiusi da un lungo spazio dedicato al pianoforte che ha il compito di abbassare lentamente i toni elevati che si sono ascoltati fino a poco prima.

Attenzione, Noemi è tornata (finalmente) alla sua essenza migliore ora che è in partenza per un tour nei club d’Italia aspettando (forse) un ritorno definitivo ai periodi d’oro che potrebbe arrivare molto presto. Per ora ci basta questo gran bel pezzo che lascia comunque l’amaro in bocca pensando a come avrebbe potuto figurare positivamente all’ultimo Festival di Sanremo. Vabbè, è andata così: speriamo che Noemi impari a distinguere le grandi firme dalle grandi canzoni.

VOTO: 8.3/10

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci.

Ilario Luisetto

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