Sanremo 2018: sotto i 10 milioni di ascolti la seconda serata

Dopo l’esordio boom il Festival di Claudio Baglioni scende sotto i 10 milioni

Forti del successo della prima, prende il via la seconda serata del Festival, la Hunziker vera conduttrice del festival, Favino sempre imprigionato nel ruolo dell’attore e Baglioni visibilmente più rilassato e sicuro di sè. Gli ascolti continuano a premiare questo festival targato Baglioni, la puntata di ieri è stata seguita in media da 9.687.000 telespettatori, pari al 47,7% in termini percentuali sull’intera platea televisiva.

Ieri è stata la volta dei primi quattro giovani in gara e di dieci dei venti campioni, stasera la scaletta si ripete. Facendo un confronto con la seconda puntata dell’anno scorso, il calo degli ascolti, tolta la curiosità della prima, è sempre fisiologico e fa perdere la (non) sfida con l’edizione precedente in numero di telespettatori: l’anno scorso erano stati 10.367.000 telespettatori, ma non in termini percentuali (quest’anno 47,7% contro i 46,6% di Conti e De Filippi) grazie al fatto che la puntata di quest’anno è stata più lunga (chiusura all’una e venti), quindi quando negli altri canali si chiudono le prime serate è automatico che aumentino i telespettatori, quantomeno in termini percentuali.

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Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

Antonino Muscaglione

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.

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