Sanremo 2018: le pagelle della seconda serata

Arrivano i giovani, tra i big si delineano già le cose migliori e convincenti

NUOVE PROPOSTE:

  • LORENZO BAGLIONI – IL CONGIUNTIVO

lorenzo baglioniIntuizione geniale quella del giovane Lorenzo Baglioni che propone con astuzia e fantasia quello che lui ama definire un brano “pop-educativo” dotato di leggerezza, spensieratezza e orecchiabilità che, si sa, all’Ariston non fanno mai male (soprattutto di questi tempi). Scalda bene l’atmosfera e si gioca tutte le sue chance con intelligenza e la giusta dose di auto-ironia. Se andrà bene saremo felici altrimenti significherà che gli italiani non hanno intenzione d’imparare l’uso del congiuntivo. VOTO: 7

  • GIULIA CASIERI – COME STAI

Canta, eccome se canta, la giovane e bella Giulia Casieri che acquista punti su punti migliorandosi decisamente rispetto alla prima esibizione live a dicembre in quel di Sarà Sanremo dove era scoppiata in lacrime durante l’esibizione. L’orchestra valorizza l’arrangiamento del brano e lei tira fuori tutta quella grinta giusta per convincere. Esibizione eccellente e bella figura assicurata. VOTO: 7-

  • MIRKOEILCANE – STIAMO TUTTI BENE

E’ suo il tema sociale dell’anno ma la sua bravura sta nel riuscire a far sembrare il tutto fuori dal pericolo dell’essere scontato e “paraculo”. Racconta con realismo, introspezione e senza maschere la realtà dell’immigrazione regalando al palco dell’Ariston un arrangiamento molto più pieno della versione originale: buona intuizione per l’esibizione live in sè ma, forse, distoglie l’ascoltatore dall’emozione di un arrangiamento più intimo e sospeso. VOTO: 7.5

  • ALICE CAIOLI – SPECCHI ROTTI

L’artista e la canzone più intensa e sanremese del lotto e, forse, proprio per questo la più debole del quartetto. Alice canta bene il suo brano che, però, regala pochi brividi malgrado si dimostri piacevole, ben interpretata e giustamente sospesa nell’etere. Il tema, anche qui, è importante dedicandosi ad un’infanzia difficile pur senza sottolineare il tutto eccessivamente. VOTO: 6.5

BIG:

  • LE VIBRAZIONI – COSI’ SBAGLIATO

Un brano in perfetto “Vibrazioni style” con la fusione interessante di pop e rock, perfetta per creare un buon mix per un inciso radiofonico, arioso e potente. Sarcina non è precisissimo vocalmente ma non possiamo nemmeno pretenderlo da chi ha il compito di spettinare gli ascoltatori. Un buon ritorno per un pezzo che, di certo, non rappresenta però il loro punto più alto. Anzi. VOTO: 6.5

  • NINA ZILLI – SENZA APPARTENERE

Il tema fa, purtroppo, molto di più della canzone ed è, forse, un peccato per la bella e brava Nina imbavagliata dentro una canzone senza ali. Non vola, può al massimo saltare per poi cadere a terra subito dopo. Lei interpreta credendoci molto ma il suo mondo musicale è un’altra cosa, Nina lo sa e si sforza di fingere di poter cantare anche questo pezzo con la stessa eleganza delle sue migliori comparse festivaliere ma purtoppo questo brano non le permette di farlo. Dove è finito il suo soul? Aridatecela! VOTO: 6.5

  • DIODTO E ROY PACI – ADESSO

Diodato, bisogna dirlo, è unico e bravissimo nella scrittura orchestrale e questo brano, che cresce di volta in volta e di ascolto in ascolto, lo dimostra. Roy Paci è pressochè inutile eccetto il piccolissimo assolo finale, francamente del tutto evitabile. La Sala Stampa tributa e applaude nel pieno dell’esibizione. Attenzione perchè si potrebbe candidate alle zone importanti ora che qualche nome inizia a scalzarsi. VOTO: 7+

  • ELIO E LE STORIE TESE – ARRIVEDORCI

La nostalgia è tanta ma messa in musica funziona sempre decisamente meno rispetto al racconto demenziale e ironico che spesso Elio e i suoi hanno saputo regalarci sul palco dell’Ariston e non. Questa volta proprio non ci siamo e “il finale non era valido”. Peccato salutarli così ma il brano è devvero imbarazzante tanto nella sua scrittura melodica che nel la parte testuale. Il problema è che proprio tra loro “nessuno ci crede”VOTO: 3

  • ORNELLA VANONI, BUNGARO E PACIFICO – IMPARARE AD AMARSI

Impossibile non riconoscere la classe di questa interprete, la sua eleganza eterea, il suo modo d’interpretare le canzoni d’autore in modo nazional-popolare con un portamento inconfondibile. Pacifico ha cucito su di lei il testo perfetto e lei ricorda come “la seduzione mi affascina sempre” come lei affascina noi, un tempo come oggi. L’applauso è inevitabile malgrado il brano manchi di quell’esplosione di voce che saprebbe nobilitare il brano ancor di più. Le regine, però, rimangono regine e lei lo è. VOTO: 8

  • RED CANZIAN – OGNUNO HA IL SUO RACCONTO

Fermate Red! Il più trascinante della serata grazie al motivetto pienamente in “stile Pooh” capace di resuscitare anche i defunti coristi. Spensierata, radiofonica e nel suo stile retrò appare persino sorprendentemente contemporaneo. Stasera abbandona leggermente il cantato alla “Facchinetti” e si riappropria della propria identità. Uno dei pochi già canticchiati in sala stampa con l’effetto trenino dietro l’angolo (e la ola si sprecherà): da capire, poi, perchè sia finito nella zona rossa della classifica. VOTO: 7

  • RON – ALMENO PENSAMI

Di poesia trattasi. Ma poesia di Lucio Dalla, e ahimè si sente, troppo. Dolce, delicata, commovente ma buona parte del lavoro la fa, e l’ha fatta, il suo autore. Non vedo questo brano capace di arrivare alla vittoria, più probabile il premio della Critica o un posto nel podio. Il largo pubblico può davvero incoronare un brano lentissimo e di Lucio Dalla sul palco del Festival? Sarebbe bello, ma lo sarebbe di più se ci fosse stato Lucio che Ron, malgrado tutta la sua bravura, non può di certo sostituire. VOTO: 8=

  • RENZO RUBINO – CUSTODIRE

Cresce notevolmente la resa del brano di Renzo alla seconda serata che travolge con la sua interpretazione sentita, veritiera e personale per un brano che mantiene tutte le caratteristiche della scrittura del suo autore. La mano di Sangiorgi per l’arrangiamento non si sente per nulla ma, d’altronde, non serviva nemmeno. Rispetto alla serata di ieri Renzo si lascia andare, sconfigge l’emozione e la canzone ne beneficia, sicuramente scalerà le posizioni con le serate. VOTO: 7

  • ANNALISA – IL MONDO PRIMA DI TE

Ma quanta voce ci mette Annalisa in questa sua giorgesca “Il mondo prima di te”? Un continuo sali e scendi tra esplosioni potenti e tonalità bassissime rende giustizia alla capacità canora di Nali che da sempre può vantare grandissima duttilità. Non vuole “dire niente di speciale” ma dedicarsi al racconto di un amore fatto da “due radici che si dividono per ricominciare a crescere”. Un bel brano per una stagione radiofonica che, però, risulta ancora troppo deboluccio per quanto riguarda il testo. Bella ma appena per una stagione, appunto. VOTO: 7+

  • DECIBEL – LETTERA AL DUCA

Convincono sempre meno Enrico Ruggieri e compagni che con la loro dedica a David Bowie scivolano via senza troppe pretese. Innocenti e innocui più che mai. Deludenti e inaspettatamente piatti. In pochi possono, forse, capire la portata di questo elogio al grande duca bianco ma, forse, per questa reunion serviva qualcosa di più attuale e adatto. VOTO: 4

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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