Thomas: “I miei 18 anni in musica tra l’affetto del pubblico” – INTERVISTA

Il baby-fenomeno diventa maggiorenne e pubblica la riedizione del suo ultimo disco, disponibile in tutti gli store a partire dal prossimo 4 maggio

Thomas 18 EditionE’ proprio vero che l’età non conta, soprattutto quando hai la fortuna di ritrovarti un talento naturale come quello di Thomas Bocchimpani, giovanissimo artista emerso nel corso della passata edizione del talent show “Amici” di Maria De Filippi. A partire dal prossimo 4 maggio sarà disponibile Thomas 18 edition, repack del suo ultimo album contenente cinque nuovi inediti. In occasione di questa pubblicazione e del suo essere diventato maggiorenne, abbiamo incontrato il cantautore per sapere come sta affrontando questo momento di vita importante, sia dal punto di vista personale che professionale.

Ciao Thomas, lo scorso 13 aprile hai compiuto 18 anni, come hai festeggiato un traguardo così speciale?

«Ho trascorso la mia giornata in Warner, la mia casa discografica che non finirò mai di ringraziare per il grande supporto, mi hanno fatto una piccola festa a sorpresa, sono stati carinissimi, non me l’aspettavo, è stato molto bello. Poi, mi sono dedicato interamente al mio pubblico, mettendo a loro disposizione un numero dove contattarmi. La loro partecipazione così calorosa e attiva mi ha davvero stupito, dalle due del pomeriggio alle sette di sera è stato un continuo di chiamate e messaggini, tant’è che il telefono è andato in tilt più volte». 

Beh, alla fine il regalo lo hai fatto tu ai tuoi fans…

«E’ stata una cosa reciproca, dai. Sono sempre splendidi con me e ci tenevo a trascorrere con loro una giornata così importante. Chi mi segue, in generale, è sempre molto attivo nel quotidiano, sia sui social che nelle occasioni che abbiamo di incontrarci, ci tengono e mi supportano in un modo incredibile. Mi sento davvero molto fortunato, anche perché sono molto rispettosi della mia persona, conoscono il mio carattere introverso e sanno come prendermi e farmi sentire sempre a mio agio». 

Ci sono delle dimostrazioni d’affetto, dei messaggi che in particolare ti hanno colpito?

«Sarò sincero, tutti sono stati carinissimi, mi ha colpito l’ondata di affetto che mi ha travolto. Più volte abbiamo dovuto mettere il telefono in modalità aereo perché non facevamo in tempo a leggere i messaggi o a rispondere alle chiamate che si sovrapponevano. Era tutto una notifica continua (ride, ndr). E’ stato fantastico, ricevere così tante parole di stima tutte insieme, che dire? Wao!».

Per festeggiare questa importante tappa anagrafica, il 4 marzo pubblicherai la riedizioni del tuo omonimo disco, contenente quattro inediti. Cosa puoi spoilerarci a riguardo? 

«Nella versione digitale ci saranno quattro inediti, mentre in quella fisica ci saranno cinque nuove tracce perché, proprio nel giorno del mio compleanno, è arrivata come una graditissima sorpresa una nuova canzone che ci è subito piaciuta: ci abbiamo lavorato da subito e il risultato ci ha soddisfatto al punto da inserirla in questo repack. In più, per tutti coloro che acquisteranno il disco su Amazon, ci sarà un’edizione limitata con la versione remix de “La tua metà”, un importante featuring con DJ Stephanie che mi ha dato la possibilità di confrontarmi con sonorità techno, un mondo che non conoscevo e che mi ha totalmente coinvolto e soddisfatto. Sono molto felice di proporre al mio pubblico un pezzo a cui tengo molto, riletto con una chiave diversa».

Personalmente trovo il tuo stile originale, inedito per il nostro Paese e, data la tua giovane età, questa è una caratteristica più unica che rara. Pensi di aver raggiunto appieno una tua identità artistica o, più semplicemente, credi di esserne ancora alla ricerca?

«Bella domanda… in generale, non saprei. Posso dirti che in questo momento sto cercando di fare quello che più mi rappresenta, tirando fuori il mio animo artistico legato al mondo del funk, del soul e del rhythm and blues, il tutto contaminato dal pop e della lingua italiana. Sono sempre stato affascinato dalle ritmiche provenienti dalla black music che mi danno la possibilità di esprimermi anche fisicamente attraverso la danza, una cosa per me di fondamentale importanza quando mi trovo su un palco. Per come sono caratterialmente, comunque, mi sentirò sempre in continua ricerca nel tentativo di conoscermi sempre più a fondo. In questo periodo, ad esempio, mi sto concentrando nel rafforzare il mio carattere e la mia personalità e questo, senz’altro, mi porterà ad avere un’immagine più nitida di quello che sono e che potrei diventare». 

La tua è la storia di un ragazzo che, nonostante il successo improvviso ottenuto nel giro di un anno, non si è montato la testa. È indubbio la notorietà ti porta inevitabilmente a valutare equilibri interiori, affrontando paure e momenti ‘up and down’. Come stai gestendo questo cambiamento radicale ed oggettivo della tua vita?

«Inevitabilmente c’è stato un cambiamento ma, sai, ogni volta che affronti un’esperienza nuova l’impatto è sempre emotivamente forte. Quello che mi è successo, sicuramente, mi ha portato a pensare tanto, a vivere situazioni che prima mi erano sconosciute e tante domande che mi ronzano per la testa. Sin dall’inizio ho affrontato tutto questo con semplicità, più che sulla notorietà ho sempre cercato di concentrarmi sulla musica, per poter vivere di questa mia grande passione, per questo motivo cerco sempre di documentarmi, studiando e ascoltando le persone che mi circondano, perché sicuramente hanno molto da insegnarmi. Anche il rapporto con il pubblico lo vivo come uno scambio umano e non c’è cosa più bella. Insomma, cerco di guardare questi lati positivi, che poi sono la vera ragione per cui un artista sceglie di intraprendere questo percorso. Il resto sinceramente non mi interessa e nemmeno mi sfiora».

Hai sempre vissuto le passioni per il canto e la danza a stretto contatto, quasi come se per te l’una prescindesse in maniera assoluta dall’altra. Quali sono le caratteristiche principali della musica e del ballo che, messe assieme, ti portano ad avvertire una sensazione di completezza? 

«Faccio fatica a darti una risposta, perché non ho mai pensato a queste due forme d’arte in maniera separata, per me sono un tutt’uno, due passioni che parlano la stessa lingua. La mia è un’esigenza, un bisogno di esprimere canto e danza in piena sintonia. Se sono giù di voce e non riesco a cantare al meglio mi esprimo ballando, se ho male a una gamba mi concentro più sull’interpretazione. Inizialmente è stata per me una cosa inconscia, quando ho cominciato da bambino non conoscevo nemmeno il mio grande idolo Michael Jackson, un artista che ha fatto della musica e della danza un connubio vincente».

Quando e come hai conosciuto l’arte di Michael Jackson? Cosa ti attrae così tanto al suo mondo?

«Avevo 9 anni, studiavo danza e canto già da un anno, l’ho conosciuto paradossalmente prima come ballerino, poi ho scoperto che era considerato dal mondo intero come il re del pop. Lui ha incarnato alla perfezione queste mie due grandi passioni ed è diventato per me un grande punto di riferimento e d’ispirazione, lo è tutt’ora. Ho continuato a studiare seguendo il suo modello, cercando di trovare un equilibrio, una verità e la giusta armonia tra la musica e il ballo».

A breve ripartirai in un lungo instore tour, come ti stai preparando a questa grande prova sia fisica che psicologia? 

«Sono davvero felice di rincontrare i miei fans, è sempre una grande emozione ricevere il loro entusiasmo, osservarli e abbracciarli. Non vedo l’ora di scoprire cosa pensano dei nuovi brani a cui ho lavorato. Mi piacciono le dinamiche dell’instore tour, il contatto con le persone e, sinceramente, non trovo sia né una fatica fisica né psicologica, bensì una grande fortuna che mi è capitata e che intendo sfruttare al meglio».

Per concludere, qual è il messaggio che vorresti trasmettere al tuo pubblico, oggi, attraverso la tua musica?

«Al di là del punto di vista testuale, vorrei cercare di ispirare e spronare i miei fan ad essere sempre se stessi, a dare il meglio, ad essere sempre positivi, a non smettere mai di credere nelle proprie potenzialità perseguendo gli obiettivi con determinazione, lavorando sodo per realizzarli. La cosa bella di ogni tipo di passione, dall’arte allo sport, è che ti accompagnerà nel corso della tua vita e sarà sempre un bell’appiglio al quale aggrapparti. La musica è stata per me sempre importantissima, la mia più grande compagna di vita e la mia famiglia mi ha sempre spronato e supportato, questa è stata la mia più grande fortuna. A tutti coloro che mi seguono vorrei trasmettere unicamente messaggi di speranza e di positività».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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