Valerio Scanu: “Ricomincio da Dieci” – INTERVISTA

A tu per tu con l’artista sardo in occasione del lancio del suo settimo album di inediti, disponibile in versione fisica e digitale a partire da venerdì 5 ottobre

Dieci come i suoi anni di carriera, ma anche come il numero dei brani che compongono la tracklist del nuovo progetto discografico di Valerio Scanu, in uscita dal 5 ottobre per l’etichetta NatyLoveYou. Secondo la cabala, il 10 simboleggia la perfezione, così come l’annullamento di tutte le cose poiché la somma dei due numeri (1+0) corrisponde a uno, quindi all’eterno ricominciare. Da qui la scelta di realizzare un disco di inediti e non una raccolta, in occasione del decennale dalla sua partecipazione al talent show “Amici” di Maria De Filippi, talent show dal quale è cominciata la sua scalata al successo. Tante le tappe di questo viaggio, tra cui figura la sorprendente vittoria della 60esima edizione del Festival di Sanremo, con il brano “Per tutte le volte che”.

A distanza di circa nove anni dal trionfo, Pierdavide Carone torna a comporre un brano per l’artista sardo, il nuovo singolo Inciampando dentro un’anima. Tanti gli autori che impreziosiscono con la loro presenza questo lavoro: da Tony Maiello a Simonetta Spiri, passando per Giulia Capone, Carlo e Niccolò Verrienti, Davide Papasidero, Emilio Munda, Davide Sartore, Diego Ceccon, Mattia Foderà, Fabio Vaccaro, Kikko Palmosi, Saverio Grandi, Gabriele Oggiano, Marco Rettani, Sabatino Salvati e Giulio Pretto. A qualche mese di distanza dalla nostra precedente intervista, realizzata in occasione della pubblicazione della sua autobiografia Giuro di dire la verità – Dalla A alla Zia Mary, abbiamo incontrato Valerio Scanu per fare con lui un bilancio su questi dieci anni di carriera.

Ciao Valerio, oggi è un giorno importante…

«Si, abbiamo presentato il nuovo album e ripercorso insieme quelle che sono state le tappe fondamentali di questi dieci anni insieme, abbiamo scherzato e ho cantato per la prima volta alcune delle mie nuove canzoni davanti al pubblico, le reazioni sono state positive e questo mi fa molto piacere. Ho sempre fatto il tifo per la serietà, per l’umiltà, per l’impegno, per il talento, per la musica di qualità»

Lo hai definito “un disco che parla d’amore”, in che senso?

«Penso che l’amore sia sempre il motore di tutto, che anche quando si parla di politica in una canzone sia sempre l’amore a movimentare tutto, quel fuoco che arde e che ti fa schierare da una parte piuttosto che dall’altra. L’amore ha tante forme differenti, moltissime sfaccettature, non è soltanto quel sentimento che ci lega ad un’altra persona, è qualcosa di più. É un’attitudine da cui scaturisce la nostra visione del mondo, il modo con cui ci rapportiamo con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda»

Dieci è un titolo che lascia presagire un rendiconto, com’è il tuo personale bilancio di questi anni di carriera?

«Ovviamente positivo, ma non potrei dire altrimenti. Ci sono stati alti e bassi in questi dieci anni, ma analizzando con oggettività anche le fasi più difficili hanno rappresentato per me una crescita positiva, fortunatamente non c’è mai stato un periodo dove non ho avuto la possibilità di lavorare, di esprimermi, oppure senza date dal vivo o con poco riscontro da parte del pubblico. E’ stato un decennio bello, dall’inizio dalla fine, logicamente con alcuni picchi di maggiore successo, però fa parte del mio mestiere». 

A livello di sensazioni e del tuo vissuto, cosa hai voluto portare con te e cosa hai voluto lasciare fuori da questo disco?

«In questo disco ho portato tutto quello che c’è stato, nel bene e nel male. Ho voluto incontrare nuovi autori, consolidare rapporti e sodalizi con persone con cui avevo già lavorato, ad esempio con Pierdavide Carone. L’esperienza mi ha portato a lasciare i miei collaboratori liberi di esprimersi al meglio, ho chiesto loro semplicemente di descrivere in musica come mi vedono artisticamente, reputando cosa fosse giusto per me. Poi, ovviamente, la scelta finale è stata la mia, ma sono contento perché in questo modo, senza porre paletti o dare pressioni, sono arrivate davvero tante belle cose». 

Valerio ScanuLargo ai giovani autori ma anche un piccolo spazio anche a te che sei co-autore di “Dannata distanza”…

«Si, ma non ho voluto fare una cosa forzata, è stata una cosa sentita, per questo motivo mi sono cimentato in una sola canzone. In futuro chissà…». 

A tal proposito, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

«Guarda, di progetti in cantiere ce ne sono tanti, per il momento mi concentro sulla promozione di questo album per me davvero importante, cerco di pensare e concentrarmi sul presente che è già abbastanza carico. Subito dopo il disco ci sarà il consueto appuntamento con il concerto di Natale, in programma il prossimo 15 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con alcuni ospiti che annunceremo nei prossimi giorni. E poi si vedrà…». 

Un pensiero per il tuo pubblico che, in tutti questi anni, c’è sempre stato. Da domani riabbraccerai i fan nell’instore-tour, come ti stai preparando?

«Sai, i firmacopie mi trasmettono sempre tanta serenità, mi fa sempre piacere incontrare i miei fan, scambiare con loro due chiacchiere, carpire le loro impressioni, firmare i dischi. E’ sempre un’esperienza molto piacevole. Ho ancora tanti obiettivi da raggiungere, tanti progetti da realizzare, sarà dura… ma non mi lascerò sopraffare dalla paura. La musica ha sempre fatto e farà sempre parte di me e questo album è l’ennesimo mio sogno realizzato, spero possa diventare colonna sonora delle vostre future “esperienze”». 

Per concludere Valerio, qual è l’insegnamento più importante che hai appreso dalla musica in tutti questi anni?

«Devo ammettere di aver ricevuto tanti insegnamenti, in generale la cosa più importante che ho imparato è restare sempre se stessi, magari smussando alcuni lati del proprio carattere, cercare di essere più diplomatici, fondamentalmente il segreto è rimare fedeli a ciò che si è veramente. Spesso ci chiediamo come siamo arrivati ad essere quelli che siamo… ma basta guardarsi indietro per capirlo. Siamo la somma delle nostre esperienze ovvero siamo ciò che ci è successo nella vita, ciò che abbiamo voluto far succedere, le nostre scelte, i nostri amici, i nostri amori, la nostra famiglia, i nostri incontri. Oggi sono il frutto della mia vita passata, il risultato di questi anni.».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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