“Estate” di Jovanotti: te la ricordi questa?

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Estate” di Jovanotti

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Estate” di Jovanotti.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Estate” di Jovanotti

Estate” è il manifesto di un cambiamento vissuto con entusiasmo, una canzone che trasforma la stagione più luminosa dell’anno in una metafora di rinascita. Jovanotti racconta il tempo che scorre, la necessità di lasciarsi alle spalle il passato e il coraggio di abbracciare ciò che verrà, attraverso immagini poetiche e immediate: le nuvole che cambiano forma, il mare racchiuso in una conchiglia, l’eternità ridotta a “un battito di ciglia”.

Il testo alterna riflessioni esistenziali e leggerezza, celebrando il movimento come condizione naturale della vita. Non a caso, diventato uno dei tormentoni dell’estate 2013, il brano riesce a fondere energia, malinconia e speranza, confermandosi il seguito ideale di “Estate 1992” e uno degli inni estivi più riusciti del repertorio di Jovanotti.

Il testo di “Estate” di Jovanotti

Vedo nuvole in viaggio
Che hanno la forma delle cose che cambiano
Mi viene un po’ di coraggio
Se penso che le cose poi non rimangono mai

Come sono agli inizi
Duemilatredici un nuovo solstizio
Se non avessi voluto cambiare
Oggi sarei allo stato minerale
Mi butto, mi getto
Tra le braccia del vento
Con le mani ci faccio una vela
E tutti i sensi, li sento

Più accesi più vivi
Come se fosse un’antenna sul tetto
Che riceve segnali
Da un mondo perfetto

Sento il mare dentro a una conchiglia
Estate
L’eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro a una conchiglia
Estate
L’eternità è un battito di ciglia

Faccio file di files
E poi le archivio nel disco per ripartire
Non li riaprirò mai, il passato è passato nel bene e nel male

Come un castello di sale
Costruito sulla riva del mare
Niente resta per sempre nel tempo
Uguale (e meno male)

Mi butto, mi getto
Tra le braccia del vento
Con le mani ci faccio una vela
Aeroplani coi libri di scuola

Finita, per ora
Inclinato come l’asse terrestre
Voglio prendere il sole
È il programma del prossimo trimestre

Sento il mare dentro a una conchiglia
Estate
L’eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro a una conchiglia
Estate
L’eternità è un battito di ciglia

Come un’orbita la vita mia
Gira intorno a un centro d’energia
Sento il tuo respiro
Che mi solleva
È una vita nuova

Sento il mare dentro a una conchiglia
Estate
L’eternità è un battito di ciglia
Tutto il mare è dentro una conchiglia
L’eternità è un battito di ciglia

E tutto il mondo è la mia famiglia oh-o
Famiglia eh-e
Estate, estate

Ma che caldo, ma che caldo, ma che caldo fa
Ma che caldo in questa città
Ma che caldo, ma che caldo, ma che caldo fa
Ma che caldo in questa città

Scritto da Nico Donvito
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