Rita Pavone, una vita in musica: buon compleanno a una delle nostre signore della canzone
Da “La partita di pallone” a “Niente (Resilienza 74)”, passando per “Cuore”, “Datemi un martello”, “Viva la pappa col pomodoro” e “Il geghegè”
Ci sono artisti che appartengono a una stagione musicale e altri che, quella stagione, hanno contribuito a crearla. Rita Pavone appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Oggi, 23 agosto 2026, la cantante torinese compie 81 anni e festeggia un traguardo che racconta una carriera lunga oltre sessant’anni, attraversata da canzoni diventate patrimonio della memoria collettiva, televisione, cinema, teatro, classifiche e palcoscenici internazionali.
Nata a Torino il 23 agosto 1945, Rita Pavone si avvicina alla musica quando è ancora giovanissima. La sua voce, però, è tutt’altro che quella di una ragazzina qualunque: energica, graffiante, potente, capace di passare dalla tenerezza alla grinta con una naturalezza sorprendente. È proprio questa personalità, unita ai capelli rossi che diventeranno uno dei suoi tratti distintivi, a regalarle due soprannomi destinati a entrare nella storia: “Paul Anka in gonnella” e, soprattutto, “Pel di carota”.
Il primo vero punto di svolta arriva nel 1962, quando vince la prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia. È lì che incontra Teddy Reno, patron della manifestazione e futuro marito, che ne intuisce immediatamente il talento. La firma con la RCA spalanca le porte del grande successo e, nel giro di pochissimo tempo, Rita Pavone diventa una delle protagoniste assolute della musica italiana.
Bastano tre titoli per capire la portata del fenomeno: “La partita di pallone”, “Come te non c’è nessuno” e “Il ballo del mattone”. Tre canzoni che raggiungono il primo posto in classifica e trasformano quella ragazzina torinese in un’autentica icona pop. Il pubblico la adora, i giovani si riconoscono nella sua energia e il suo volto diventa familiare anche grazie alla televisione e al cinema.
La Pavone è infatti una delle grandi protagoniste della stagione dei musicarelli e degli sceneggiati televisivi. Tra i suoi ruoli più celebri c’è quello di Gian Burrasca, interpretato nello sceneggiato Rai Il giornalino di Gian Burrasca, dal quale nasce uno dei suoi brani più immortali: “Viva la pappa col pomodoro”. Una canzone apparentemente leggera, diventata però molto più di una semplice sigla: un pezzo di storia della televisione italiana, ancora oggi riconoscibilissimo dopo decenni.
La storia di Rita Pavone è anche quella di un’artista capace di superare rapidamente i confini italiani. Le sue canzoni vengono incise in sette lingue e la sua popolarità arriva in diversi Paesi, confermando quanto il suo personaggio fosse trasversale e immediatamente comunicativo.
Nel suo repertorio convivono canzoni scanzonate e brani più sentimentali, filastrocche pop e ballate, twist e melodie destinate a diventare classici. “Cuore”, versione italiana di “Heart”, “Datemi un martello”, “Lui”, vincitrice del Cantagiro nel 1965, “Fortissimo”, “Il geghegè” e “Questo nostro amore” sono soltanto alcuni dei tasselli di una discografia che sembra quasi una fotografia dell’Italia musicale degli anni Sessanta e Settanta.
E poi c’è Sanremo, presenza ricorrente ma curiosamente mai accompagnata da un grande piazzamento. Rita arriva al Festival per la prima volta nel 1969 con i Dik Dik e “Zucchero”. Torna nel 1970 con “Ahi ahi ragazzo!” e ancora nel 1972 con “Amici mai”. Tre partecipazioni che non restituiscono in classifica il peso della sua popolarità, ma che aggiungono altri capitoli a una storia già ricchissima.
Nel 2020 arriva uno dei momenti più significativi della sua storia recente: il ritorno al Festival di Sanremo a 48 anni dall’ultima partecipazione in gara. Sul palco dell’Ariston porta “Niente (Resilienza 74)”, un titolo che contiene già una dichiarazione d’intenti. Il brano, scritto dal figlio Giorgio Merk, parla della capacità di affrontare le difficoltà, assorbire i colpi e rialzarsi. Non è il tentativo di ricreare la Rita Pavone degli anni Sessanta, ma la fotografia di una donna che ha attraversato decenni di vita e di musica e che sceglie di raccontare proprio la capacità di resistere.
Per celebrare gli 81 anni di Rita Pavone, abbiamo allora scelto di percorrere la sua carriera attraverso 81 canzoni, una per ogni candelina. Una playlist ideale che parte dagli esordi e dai grandi successi degli anni Sessanta, attraversa Sanremo, televisione e cinema, arriva agli anni Ottanta e Novanta e si spinge fino alle pubblicazioni più recenti.
Buon compleanno | 81 canzoni per Rita Pavone
- La partita di pallone (1962)
- Amore twist (1962)
- Come te non c’è nessuno (1963)
- Alla mia età (1963)
- Pel di carota (1963)
- Cuore (1963)
- Sul cucuzzolo (1963)
- Il ballo del mattone (1963)
- Non è facile avere 18 anni (1964)
- Datemi un martello (1964)
- Che m’importa del mondo (1964)
- Son finite le vacanze (1964)
- Ti vorrei parlare (1964)
- Scrivi! (1964)
- L’amore mio (1964)
- Viva la pappa col pomodoro (1965)
- Stasera con te (1965)
- Lui (1965)
- Solo tu (1965)
- Occhi miei (1965)
- Fortissimo (1966)
- Qui ritornerà (1966)
- Il geghegè (1966)
- Una notte intera (1967)
- Questo nostro amore (1967)
- Non dimenticar le mie parole (1967)
- Da cosa nasce cosa (1967)
- La sai troppo lunga (1967)
- Pirulirulì con Lucio Dalla (1967)
- Ma che te ne fai (1967)
- Tu sei come (1967)
- Pippo non lo sa (1968)
- Niente di simile al mondo (1968)
- Parlare con gli animali (1968)
- Nella mia stanza (1968)
- Il mondo nelle mani (1968)
- Palla pallina (1968)
- Lettera a Pinocchio (1968)
- Zucchero (Sanremo 1969)
- Per tutta la vita (1969)
- Nostalgia (1969)
- Arrivederci Hans (1969)
- Quelli belli come noi (1969)
- Maramao perché sei morto (1969)
- Voglio amarti così (1969)
- Ahi ahi ragazzo (Sanremo 1970)
- Notte nera (1970)
- Finalmente libera (1970)
- Stai con me (1970)
- Ma cos’è questo amore (1971)
- Come un tiranno (1971)
- Arriverciao (1971)
- Il mio uomo (1971)
- Amici mai (Sanremo 1972)
- Magari poco ma ti amo (1972)
- La fine del mondo (1972)
- Amore ragazzo mio (1972)
- L’amore è un poco matto (1972)
- Sapore di sale (1975)
- Amore scusami (1975)
- Sei già lì (1975)
- E… zitto zitto (1976)
- My name is potato (1977)
- Ma volendo (1977)
- Siamo tutti Gian Burrasca (1977)
- Pollinico e Pollicina (1977)
- Il mondo dei ragazzi (1979)
- Ovunque la notte (1979)
- Mettiti con me (1979)
- Prendimi (1979)
- Daniele (1984)
- Adorable Sixties (1984)
- Finito (1985)
- La valigia (1986)
- Donne ferme, donne che camminano (1989)
- Come la prima volta (1989)
- Gemma (1989)
- Un amante per ogni sospiro con Alda Merini e Giovanni Nuti (2007)
- Se potessi amarti ancora (2013)
- Un film in anteprima (mia madre disse) (2013)
- Niente (Resilienza 74) (Sanremo 2020)