Solchi, parliamo dell’album “5” delle Bambole di Pezza

5 Bambole di Pezza

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “5” delle Bambole di Pezza. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “5” delle Bambole di Pezza pubblicato da EMI nel 2026.

Solchi, parliamo dell’album “5” delle Bambole di Pezza

Le Bambole Di Pezza hanno una storia di rock e palchi del tutto invidiabile. Il grande pubblico le ha conosciute meglio dopo il loro passaggio sanremese con “Resta con me”, tra le migliori canzoni dell’ultimo festival.

E dopo, concerti ed esibizioni a non finire, come è giusto che sia. “Effetto collaterale” apre l’album, dotato di un suono moderno ma pur sempre rock fm, passando per la sopracitata “Resta con me”, arrivando di botto alla mia preferita dell’intero progetto, “Orizzonte verticale”, brano sulle cadute e la voglia di rialzarsi. 

I ritornelli sono dal forte impatto cantabile e il sound ti trascina di canzone in canzone. L’album contiene anche la cover di “Occhi di gatto” con Cristina D’Avena, presentata anch’essa con grande successo a Sanremo nella serata dei duetti.

“Nuda ma alla moda” dal ritornello killer e la voce di Cleo che si prende la melodia e la fa volare, è un altro pezzo da tenere a volume alto, perchè questo disco è tutto da suonare a volume esagerato. “Glitter” ci parla di un amore finito e della vita che torna a far luce n ella quotidiana routine. Anche qui “Settembre”, spezzone/pezzone di fine estate, davvero bella.

Album forte e tra le cose più riuscite di quest’anno, che ha regalato giusta popolarità una band in giro da anni, che sotto una luce più vasta, specie dal vivo, regala grandi emozioni.

Scritto da Marco Baroni
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