Century Radio: la storia di Radio Fragola, il manicomio che diventa città 

Century Radio

Un secolo di voci, musica e storie che hanno fatto grande la radio, tra passato e attualità, davanti e dietro il microfono. A cura di Pio Russo

Benvenuti a Century Radio, la rubrica dedicata ai cento anni della radio. In questo spazio esploreremo l’affascinante mondo della radiofonia, non solo attraverso ciò che ascoltiamo, ma anche svelando cosa accade quando i microfoni si spengono. Oggi parliamo della storia de Radio Fragola.

Pio Russo racconta l’evoluzione e l’involuzione di un mezzo che ha segnato intere generazioni, portando musica, voci e storie nelle case di tutto il mondo. Dal fascino delle prime trasmissioni fino all’era del digitale, in un viaggio tra passato, presente e futuro della radiofonia.

Century Radio: la storia di Radio Fragola, il manicomio che diventa città 

Radio Fragola è molto più di una radio locale. È una delle esperienze più longeve di radio comunitaria in Italia, nata dentro la storia della chiusura dei manicomi e della rivoluzione di Franco Basaglia a Trieste. La storia di Radio Fragola inizia nei primi anni ’80, subito dopo l’entrata in vigore della Legge 180 del 1978, la Legge Basaglia che ha decretato la chiusura dei manicomi in Italia. 

Trieste è il luogo simbolo di questa rivoluzione. L’Ospedale Psichiatrico di San Giovanni, diretto da Basaglia, viene aperto, smantellato dall’interno. In quel fermento culturale, politico e clinico nasce l’idea che anche chi è stato rinchiuso debba avere un microfono.

Partendo dall’esperienza delle radio libere e pirata di quegli anni, un gruppo di operatori, pazienti, volontari e cittadini inizia a trasmettere. Ufficialmente, Radio Fragola inizia a trasmettere nel 1984 dal Padiglione Emme dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni, oggi diventato Parco di San Giovanni a Trieste. La sede è ancora lì: via Guglielmo De Pastrovich 1. 

Il nome stesso è un programma: “Fragola” come il frutto dolce ma con i puntini fuori, simbolo di fragilità e diversità rivendicata. Fin dall’inizio Radio Fragola si definisce non come radio commerciale, ma come radio comunitaria e pubblica della città di Trieste. Il suo statuto è chiaro: “È un microfono aperto che dà voce a chi ha qualcosa da dire: cittadini, associazioni, movimenti, volontariato, organizzazioni dei lavoratori, istituzioni.” 

Tre sono i pilastri del palinsesto, ancora oggi: “lotta allo stigma, inclusione e aggregazione sociale“, con un’attenzione particolare alla salute mentale. L’emittente fa parte della “Cooperativa Sociale La Collina ONLUS” una cooperativa di inserimento lavorativo nata alla fine degli anni ’80 che gestisce servizi nel terziario avanzato, e aderisce a Popolare Network, la syndication nazionale di Radio Popolare di Milano. Il suo motto storico è: “Assaporala, passaparola”. 

Radio Fragola non ha mai avuto speaker professionisti e basta. È una radio fatta dalla città. Fino alla fine del 2020, ad esempio, andavano in onda 52 trasmissioni diverse a settimana: informazione, dibattiti politici, cronaca, inchieste sulla salute mentale, ma anche cinema, musica, letteratura, teatro, economia, sessualità, fumetti, poesia, filosofia, scienze, ecologia, intrattenimento. 

Ai microfoni si alternano circa un centinaio di persone dai 14 ai 70 anni: studenti, lavoratori, universitari, disoccupati, pensionati e anche rifugiati arrivati dalla rotta balcanica.  Alcuni programmi storici che potresti ancora trovare in FM o in podcast: Allontana Pugnitopo, Black Sheep, Bonsoir Mes Amis, Eclettica, Essi Parlano. Oggi trasmette in FM a Trieste su 104.5 e 104.8 MHz e ovunque in streaming su radiofragola.com

Nel 2015 Radio Fragola fa un passo nazionale: fonda e promuove “Larghe Vedute”, il primo network delle radio della salute mentale in Italia*. L’idea è mettere in rete tutte le esperienze nate sull’esempio triestino. Da quell’esperienza nasce nel 2016 anche *Radio Fragola Gorizia. All’inizio è solo una webradio nata dentro un centro diurno, con un gruppo di giovani che non si erano mai incontrati prima e che non avevano idea di cosa fosse una webradio. Dalla formazione tecnica con Andrea e Franz, al trasferimento in un coworking gestito dalla Cooperativa Arcobaleno a Campagnuzza, fino al primo viaggio internazionale alla Anglia Ruskin University di Cambridge con il radiodramma “Tanto chiasso per Arlecchino”. È la dimostrazione che il modello triestino è esportabile e continua a varcare i confini.

A 40 anni dalla prima emissione, Radio Fragola rimane un unicum in Italia per tre motivi: È memoria vivente di Basaglia. È l’unica radio in Europa che trasmette ancora da dentro un ex ospedale psichiatrico, trasformato in parco pubblico. Ogni trasmissione è un atto di de-istituzionalizzazione.

È un laboratorio di cittadinanza. Non fa informazione sulla salute mentale, la fa con chi la vive. Smonta preconcetti e censure dando spazio a voci che altrove non avrebbero spazio. È un presidio locale ma connesso. È profondamente triestina, legata al Carso e alla città, ma allo stesso tempo collegata a una rete nazionale di informazione indipendente.

Se vuoi ascoltarla, la trovi in FM a Trieste o su radiofragola.com. E se passi per il Parco di San Giovanni, il Padiglione Emme ha ancora la porta aperta.

Scritto da Pio Russo
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