“Il volo di un angelo” di Irene Fornaciari: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Il volo di un angelo” di Irene Fornaciari
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Il volo di un angelo” di Irene Fornaciari.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Il volo di un angelo” di Irene Fornaciari
“Il volo di un angelo” costruisce il proprio racconto attorno a un’immagine semplice e potente: quella di un essere capace di muoversi tra cielo e terra, diventando metafora di un incontro che ha qualcosa di miracoloso. Il vento, il sole, il cielo e gli orizzonti che cambiano compongono un paesaggio sospeso, quasi fiabesco, nel quale la presenza dell’altro assume progressivamente un valore assoluto. Non è un caso che il testo insista sul “tu”, ripetuto come una certezza che finisce per occupare tutto lo spazio emotivo della canzone.
Il volo dell’angelo diventa così una forma di evasione dalla realtà: “guardare su” significa perdersi in qualcosa di più grande, abbandonando per un momento il peso delle inquietudini quotidiane. Il vento che prima passa e lascia una scia, poi torna e chiede di essere portati via, accompagna questo desiderio di trasformazione: “Cambia il mondo e gli uomini / E i sogni miei, come vorrei”. La natura non è soltanto uno sfondo, ma sembra partecipare al cambiamento interiore della protagonista, diventando il tramite attraverso cui immaginare una realtà diversa.
Il testo, però, non rimane sospeso nel cielo. Al volo segue inevitabilmente la caduta: “E poi cadere giù” introduce la dimensione fragile e concreta dell’esistenza. Ed è proprio qui che la figura dell’altro assume il suo significato più importante: se l’angelo rappresenta il miracolo, chi lo ama è colui che può “raccogliere l’attimo”, salvando almeno un frammento di quella magia prima che svanisca. L’immagine viene ulteriormente ribadita nel passaggio “Miracolo caduto nel mondo quaggiù”, dove cielo e terra finiscono per incontrarsi.
La canzone si chiude quindi senza spezzare davvero l’incanto: l’orizzonte continua a cambiare e il volo può ancora ricominciare. L’angelo diventa la metafora di una persona capace di elevare la realtà, mentre l’amore rappresenta quella forza che permette di ritrovare qualcosa di prezioso anche dopo la caduta. Un piccolo racconto di stupore e fiducia, costruito su immagini luminose e su una domanda implicita: quanto può cambiare il mondo quando, finalmente, qualcuno riesce a farci guardare verso l’alto?
Il testo di “Il volo di un angelo” di Irene Fornaciari
Vento caldo passa qui
Lascia una scia quando va via
Cielo dei miracoli
Alto lassù, sole nel blu
Esiste qualcosa di più
Se il più bel miracolo sei tu
Sei tu, sei tu, sei tu
È così facile guardare su
E perdersi dentro al volo di un angelo
E questa sera in più ci sei tu, solo tu
Orizzonti che cambiano
Vento caldo torna in me
Portami via, tienimi via
Cambia il mondo e gli uomini
E i sogni miei, come vorrei
Esiste qualcosa lassù
Se il più bel miracolo sei tu
Sei tu, sei tu, sei tu
È così facile guardare su
E perdersi dentro al volo di un angelo
E poi cadere giù ma solo tu, solo tu
Puoi raccogliere l’attimo
Un angelo che vola nel cielo lassù
Miracolo caduto nel mondo quaggiù
È così facile guardare su
E perdersi dentro al volo di un angelo
E questa sera in più ci sei tu, solo tu
Orizzonti che cambiano
E poi cadere giù ma solo tu, solo tu
Puoi raccogliere l’attimo