Giorgia racconta un amore che non cade nel vuoto con “Parafulmini” – RECENSIONE
L’artista romana fa centro ancora una volta, con produzione curata e voce sempre perfetta. La nostra recensione di “Parafulmini di Giorgia
Dopo averla anticipata a sorpresa durante le tappe finali del suo tour “G Last Call” (qui il nostro racconto dell’ultimo concerto di Milano), Giorgia ha finalmente rilasciato “Parafulmini“, disponibile da venerdì scorso su tutte le piattaforme digitali.
Il pezzo porta la firma di Lorenzo Fragola, affiancato da Mario Castiglione, in arte Mameli, che ne cura anche la produzione: una sinergia autorale moderna e ben bilanciata, in cui scrittura e arrangiamento sembrano muoversi nella stessa direzione. Il singolo anticipa la nuova versione di “G+1“, l’ultimo album di Giorgia, che oltre ad essere perfettamente cucito addosso alla sua voce si sposa perfettamente con il resto del progetto musicale. La produzione, curata nei dettagli, accompagna l’interpretazione senza sovrastarla e lascia alla voce della cantante romana il ruolo di protagonista, sempre perfetta.
L’ascolto si apre con dolcezza e raggiunge gradualmente l’intensità nel ritornello: la semplicità di avere un punto di riferimento stabile quando ci si sente in bilico. “Quante volte siamo in preda al panico, come parafulmini sui tetti sempre in bilico. Disperatamente, io ti abbraccio e non cado nel vuoto“.
La metafora che dà il titolo al brano è la chiave di lettura dell’intero testo: il parafulmine è ciò che assorbe la scarica prima che possa causare danni. La similitudine descrive la capacità di accogliere i momenti difficili e il dolore per evitare che la relazione crolli. Non si parla quindi di un amore privo di scosse, ma di un legame che regge proprio nei momenti di difficoltà.
Il risultato è un brano in cui Giorgia conferma il proprio talento senza adattarsi alle dinamiche dei pezzi virali sui social e senza ricorrere alla ripetitività del testo o a un ritornello catchy. Anche questa scelta contribuisce a rendere “Parafulmini” coerente con l’attuale progetto discografico, di cui costituisce il primo nuovo tassello. È una canzone perfetta da ascoltare nell’attesa della riedizione di “G+1”. Un inedito che si adatta alla stagione autunnale, mentre l’estate si allontana e l’inverno si avvicina.
In fondo, l’autunno non è altro che questo: una fase di assestamento e di rinnovamento interiore, che insegna a lasciare andare il superfluo proprio come fanno gli alberi con le foglie. E’ fotografia di un ciclo fragile e imperfetto, proprio come una relazione complessa, capace però di resistere alle varie tempeste della vita.