Rap Italy, dentro la traccia: “Poter scegliere” di Nayt
Viaggio nella storia e nell’evoluzione dell’hip hop, tra derive, evoluzioni e sottogeneri. Oggi parliamo del brano “Poter scegliere” di Nayt. A cura di Mattia Cantarutti
Nato nei ghetti d’America come espressione di ribellione e rivalsa sociale, l’hip hop ha attraversato l’oceano per piantare le sue radici anche in Italia. Quello che inizialmente era visto come un fenomeno d’importazione, con il tempo è stato assorbito e trasformato, diventando qualcosa di profondamente nostro. Oggi parliamo del brano “Poter scegliere” di Nayt.
Dalle rime grezze dei pionieri fino alla conquista delle classifiche, il rap italiano ha saputo imporsi come una nuova forma di cantautorato contemporaneo, capace di raccontare le sfide e i sogni di un’intera generazione. In questa rubrica, Mattia Cantarutti ci guiderà attraverso la storia e l’evoluzione di un genere che, da sottocultura, è diventato parte integrante della nostra identità musicale.
Rap Italy, dentro la traccia: “Poter scegliere” di Nayt
Abbiamo dedicato un approfondimento intero allo splendido lavoro realizzato da Nayt e 3D per il disco disco “Lettera Q” del 2024. Tra le tante espressioni d’arte e culturali del progetto, emerge senza ombra di dubbio alcuno la traccia “Poter scegliere”. Un connubio di poetica rap, beatmaking e un’interpretazione del rapper romano semplicemente travolgente ed impattante.
Il continuo scavare dentro se stessi da parte del rapper ci porta a un racconto, come sempre, non solo del proprio stato interiore, ma anche del riflesso esterno che trova poi un suo riscontro concreto nella vita quotidiana e nella nostra società. Di tutto il bellissimo testo, la riflessione sulla scelta dell’accettazione della vita e della morte è per noi un punto chiave di analisi.
L’empatia che emerge da Nayt nell’ulteriore accettazione, poi, che le nostre azioni possono ferire, ma che anche noi, apparentemente forti di armature scelte, possiamo essere feriti, è un’altra realizzazione ancora che lo stile di scrittura (portato con una melodia sonora, come già detto, travolgente), riesce proprio a toccare delle corde del cuore che solo l’arte può raggiungere in questo modo.
La determinazione al cambiamento, all’indagine e all’approfondimento che abbiamo visto da parte di Nayt negli ultimi sette anni è per noi uno dei casi più interessanti del rap italiano. L’umilità, in un genere dove l’ego è uno dei personaggi chiave, di cambiare e indagare se stessi con sincerità e curiosità.
Lo sciogliere i nodi di cui ci parla Nayt alla fine, concetto più volte riportato nel disco, è una volontà di arrivare all’essenza stessa delle cose, di togliersi definitivamente l’armatura di cui sopra e conoscersi veramente.
Questi echi sono già stati analizzati in più arti e da più cantanti, alcuni anche popolari, ma, riportati in uno stile diretto e mai come ora mainstream qual è quello del rap, rendono a nostro modo di vedere estremamente stimolante e apprezzato lo sforzo di Nayt nel comunicare qualcosa di diverso e, è proprio il caso di dirlo, di valore.