Eurovision Story 1969: quello che c’è da sapere sulla quattordicesima edizione
Tutto ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla quattordicesima edizione dell’Eurovision Song Contest datata 1969. A cura di Giovanni Saracino
Per comprendere cos’è diventato oggi l’Eurovision Song Contest, bisogna intraprendere un viaggio lungo settant’anni. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra canzoni e personaggi che hanno fatto grande la storia della manifestazione canora europea. Oggi si prosegue con il 1969.
Ripercorreremo insieme questo percorso andando a riscoprire brani apparentemente perduti e artisti, sia italiani che stranieri, che si sono distinti all’interno di una competizione che, da semplice evento musicale, si è trasformata anche in un vero e proprio show televisivo. Questo e molto altro ancora è Eurovision Story.
Eurovision Story 1969: quello che c’è da sapere sulla quattordicesima edizione
Quella del 1969 fu senz’altro una delle edizioni che, di diritto, sono rimaste in assoluto nella storia dell’Eurovisione. La manifestazione di quell’anno si tenne in Spagna, al Teatro Real della capitale Madrid. Sedici i Paesi in gara e ben quattro di questi vinsero la competizione.
Sì, proprio così. Perché, alla fine di tutte le votazioni, quattro Paesi si ritrovarono in testa alla classifica a quota diciotto punti. E, non essendoci alcuna regola relativa a un ex aequo, tutti e quattro furono dichiarati vincitori. Una situazione che, chiaramente, già dall’anno successivo venne risolta e che restò così un caso unico nella storia della manifestazione.
A trionfare fu nuovamente la Spagna, con Salomè e il brano “Vivo cantando”; i Paesi Bassi, con “De trobadour”, eseguita da Lenny Kuhr; la Francia, con Frida Boccara e la canzone “Un jour, un enfant”; e il Regno Unito, con Lulu e la sua “Boom Bang-a-Bang”.
L’Austria si ritirò dalla competizione in quanto non intenzionata a partecipare in un Paese governato da un dittatore. L’edizione si caratterizzò per essere tornata in bianco e nero, almeno in Spagna, all’epoca ancora sprovvista della tecnologia per trasmetterla a colori. Tuttavia, in molti Paesi fu trasmessa comunque a colori grazie all’aiuto della televisione tedesca, che prestò tale tecnologia alla TV spagnola.
Per l’Italia, in gara Iva Zanicchi con il brano “Due grosse lacrime bianche”. La Zanicchi venne selezionata dopo aver trionfato al Festival di Sanremo di quell’anno con quello che è forse il suo brano più celebre, “Zingara”, in abbinamento con Bobby Solo. La scelta di un brano inedito, piuttosto che di quello vincitore del Festival, fu una scelta della casa discografica, che preferì promuovere in Europa un nuovo pezzo anziché cavalcare l’onda di “Zingara”, divenuta già celebre in patria. “Due grosse lacrime bianche” si classificò al terzultimo posto, con soli 5 punti ottenuti, davanti solo a Portogallo e Norvegia.
Note curiose: l’opinione pubblica dell’epoca fu praticamente convinta che Galles e Liechtenstein avrebbero debuttato nella competizione. Se per il Galles l’intenzione effettivamente c’era, tanto che organizzarono davvero una selezione interna per scegliere il proprio rappresentante, per il Liechtenstein si trattò solo di uno scherzo organizzato da un comico francese, a cui più di qualcuno credette. Per quanto concerne il Galles, invece, solo la BBC aveva il diritto di selezionare il proprio rappresentante sotto la bandiera del Regno Unito; pertanto, i gallesi dovettero rinunciare all’ambizione di portare la propria di bandiera nella manifestazione.