Eugenio in via di Gioia

Cura, unione e speranza nel nuovo singolo della band

Dopo la grande risonanza di “Tsunami” (di cui qui la nostra recensione), un premio della critica a Sanremo e grandi consensi da parte di esperti e pubblico la band torinese degli Eugenio in Via di Gioia (a cui qui la nostra ultima intervista) torna a puntare in alto con “A metà strada“, un brano che racconta l’ esigenza di unione, non per forza toccandosi o abbracciandosi ma senza spezzare il bisogno di “comunità”.

E’ intrinseca degli avvenimenti degli ultimi mesi nel mondo la scrittura del brano che vanta la collaborazione con il musicista e produttore tedesco Moglii (oltre 35 milioni di stream, esibizioni live in apertura di artisti come San Holo, Roosevelt and Elderbrook, partecipazione a vari festival  come il ‘The Great Escape Festival’ , ‘Dockville Festival’  e ‘Sziget Festival’)  che con il suo sound “organic electronic”, ha  vestito il brano di una sonorità internazionale. Punto cardine è sempre la “contaminazione”, alla base della ricerca stilistica della band.

Scriviamo un copione migliore per un finale vero“, tra le frasi che risaltano all’ ascolto del nuovo singolo. Gli Eugenio In Via Di Gioia  invitano alla collaborazione, all’ incontro a metà strada come cura e speranza dalle paure e dalle incertezze, proprio come loro stessi hanno fatto negli ultimi mesi, cercando sempre il modo giusto e sicuro di non smettere mai di lavorare a nuovi progetti musicali ed incontrarsi in studio per concretizzare ogni idea.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Di Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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