Addio a David Riondino, attore e cantautore in gara a Sanremo con La Riserva Indiana e autore di “Maracaibo”

David Riondino

Si è spento all’età di 73 anni David Riondino, personaggi difficile da definire, grande protagonista dello spettacolo e della cultura italiana

È morto all’età di 73 anni David Riondino, cantautore, attore, regista e scrittore tra i più eclettici della scena culturale italiana. Si è spento domenica 29 marzo 2026 a Roma, dopo una grave malattia. A darne notizia è stata l’amica Chiara Rapaccini con un messaggio pubblicato sui social. I funerali saranno celebrati martedì alle ore 11 presso la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, a Roma.

Nato a Firenze nel 1952, Riondino è stato una figura difficilmente incasellabile, capace di attraversare linguaggi e generi con una naturalezza rara. Cantante, autore, uomo di teatro e fine osservatore del costume, ha costruito una carriera lunga oltre cinquant’anni, segnata da una cifra stilistica personale, fatta di ironia, improvvisazione e profondità poetica.

David Riondino, gli inizi tra musica e sperimentazione

La musica è stata il primo terreno di espressione. Negli anni Settanta muove i primi passi con il Collettivo Victor Jara, incidendo i dischi “Collettivo Victor Jara” e “Non vi mettete a spingere”. Nel 1979 pubblica il suo primo album solista, “David Riondino”, seguito l’anno successivo da “Boulevard”.

In quegli stessi anni vive un’esperienza fondamentale: tra il 1978 e il 1979 apre i concerti del tour di Fabrizio De André insieme alla Premiata Forneria Marconi, entrando così in contatto diretto con una delle stagioni più fertili della musica d’autore italiana. Tra le sue composizioni più celebri figura “Maracaibo”, brano diventato iconico grazie all’interpretazione di Lu Colombo nel 1981.

Parallelamente alla musica, Riondino sviluppa una intensa attività nella satira, collaborando con riviste come “Tango”, “Cuore, “Comix” e “Linus”, per poi proseguire negli anni Novanta con “Il Male” e “l’Unità”. Una scrittura raffinata e pungente, sempre in equilibrio tra leggerezza e riflessione.

Il teatro rappresenta un altro pilastro fondamentale del suo percorso. Nel 1987 porta in scena spettacoli come “Chiamatemi Kowalski” e La commedia da due lire insieme a Paolo Rossi. Negli anni successivi collabora con Sabina Guzzanti, con cui condivide anche l’esperienza musicale e televisiva.

Nel 1995 arriva anche il palco del Festival di Sanremo, in gara con La Riserva Indiana, dove si presenta con “Troppo sole”, brano scritto insieme alla stessa Guzzanti e legato all’omonimo progetto cinematografico diretto da Giuseppe Bertolucci.

Definire David Riondino è forse impossibile, ed è proprio questa la sua cifra più autentica. La sua carriera non ha mai seguito percorsi lineari o convenzionali: ha preferito muoversi tra poesia e satira, tra musica e teatro, sperimentando continuamente nuove forme espressive.

Negli anni ha pubblicato dischi come “Tango dei miracoli”, “Racconti picareschi”, “Temporale” e “Quando vengono le ballerine“, confermando una capacità unica di raccontare il presente con uno sguardo obliquo, mai banale.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella cultura italiana contemporanea. Riondino è stato uno di quegli artisti capaci di sfuggire alle etichette, mantenendo sempre viva una tensione creativa libera, indipendente, autentica.

Scritto da Nico Donvito
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