Addio a Gianfranco Caliendo, fondatore de Il Giardino dei Semplici
Si è spento all’età di 70 anni Gianfranco Caliendo, frontman del complesso campano de Il Giardino dei Semplici, tra i protagonisti della scena musicale italiana degli anni ‘70
Il 31 marzo 2026 si è spento a 70 anni Gianfranco Caliendo, cantautore, chitarrista e compositore, anima storica e voce simbolo de Il Giardino dei Semplici per quasi quarant’anni. Con lui se ne va una figura centrale della musica leggera italiana, capace di raccontare emozioni semplici e profonde con autenticità e sensibilità.
Nato artisticamente a Napoli, Caliendo ha costruito sin da giovanissimo un legame indissolubile con la musica. La chitarra è stata il suo primo linguaggio espressivo, uno strumento attraverso cui ha sviluppato una cifra stilistica riconoscibile, tra tradizione melodica e influenze pop e rock. Dopo le prime esperienze locali, l’incontro con Gianni Averardi si rivela decisivo: insieme, nel 1974, danno vita a Il Giardino dei Semplici, completato poi da Andrea Arcella e Luciano Liguori.
Il gruppo nasce nella vivace scena dello Shaker Club di Napoli, dove prende forma un’identità sonora ben definita: melodie immediate, forte impronta cantautorale e una vena romantica capace di parlare direttamente al cuore del pubblico. Il successo non tarda ad arrivare. Con oltre quattro milioni di copie vendute, quattordici album pubblicati e più di duemila concerti, la band si impone come una delle realtà più amate del panorama italiano.
Brani come “M’innamorai“, “Tu ca nun chiagne” e “Concerto in La minore” diventano veri e propri classici, entrati nell’immaginario collettivo e nella memoria di intere generazioni. Nel 1977, il gruppo approda al Festival di Sanremo con “Miele“: un’esibizione rimasta nella storia anche per un curioso episodio, con Caliendo sul palco nonostante un braccio ingessato a causa di un incidente, nascosto sotto un costume medievale.
Oltre all’attività con la band, Gianfranco Caliendo si è distinto anche come autore prolifico, firmando brani per altri artisti e per lo stesso Festival, come “Turuturu“, portata in gara nel 2001 dalla figlia Giada insieme a Francesco Boccia.
La scomparsa di Gianfranco Caliendo segna la fine di una stagione importante della musica italiana. La sua voce, intensa e riconoscibile, aveva la capacità rara di trasformare ogni canzone in un racconto vissuto, senza mai cedere all’enfasi, ma puntando sempre sulla sincerità e su una fragilità espressiva che arrivava dritta all’ascoltatore.
All’interno de Il Giardino dei Semplici, non è stato soltanto il frontman, ma anche uno dei principali motori creativi, contribuendo a definire un suono coerente e immediato. Parallelamente, ha portato avanti una ricerca personale, esplorando nuove direzioni musicali senza mai perdere il legame con la melodia e con le radici partenopee.
Anche negli anni successivi, intrapreso un percorso più autonomo, ha continuato a portare in scena quel patrimonio artistico costruito nel tempo, mantenendo un rapporto diretto e sincero con il pubblico. Un pubblico che non ha mai smesso di riconoscersi nella sua musica.