Aguzziamo l'orecchio: tutti i brani degli emergenti in radio ala settimana 39

Aguzziamo l’orecchio: tutti i brani degli emergenti della settimana 39 del 2017

Tutte le mini-recensioni dei brani degli emergenti italiani in radio questa settimana

Alfonso Oliver – Generazione Smartphone: Un pezzo che strizza l’occhio all’italodance dei primi anni 2000 unendo il classico testo su quanto i social network influenzino la nostra vita. Il piccolo problema è che Alfonso è terribilmente stonato e questo, insieme alla banalità generale, uccide il pezzo. Voto: 4+

gabriele decaGabriele Deca – Le cose che non capirò mai: Suadente brano underground con numerevoli influenze del pop più classico e radiofonico. Il brano ha nel suo testo la quotidianità e funziona perfettamente. Voto: 7.5

Marcello Romeo – Via Zamboni 33: Melodia anni ’60 per Marcello che decide di seguire le orme del primo cantautorato italiano. Il pezzo non è assolutamente attuale ma se piace il genere è una piccola perla. Voto: 7

Emilio Stella – Maledetto tempo: Stile poetico e parlato per il pezzo di Emilio. Il cantautore realizza un brano che ricorda lo stile del primo Fabrizio Moro ma non con la stessa efficacia scenica. Voto: 6.5

Alfina Scorza – Così sia: Ballad dialettale mediamente energica per questa cantante campana. Convince solo se piace il genere. Voto: 8

Astol – Mi fai innamorare: Young pop fresco e frizzante che parla delle problematiche degli adolescenti. Non sono un appassionato di questo genere che tende praticamente spesso ad essere autoreferenziale ma Astol non è affatto male. Voto: 7+

Darman – Chioma di Berenice: Botta di vita grunge. Vengono ripercorse le sonorità da garage americano anni ’90. Ottimo pezzo. Voto: 8

Federica Vincenti – Sorry: Ballad in inglese che scorre fluida su un ritmo delicato e ben eseguito. Voto: 7+

Francesco Bellucci – Il mondo sta girando: Pezzo molto divertente e ritmato, dove una vocalità un po’ sporca si accompagna ad ottime inventive musicali. Voto: 7.5

Luca D’Aversa – Voleranno via: Ennesimo pezzo dallo stile indie che trattiamo in questa rubrica. Funziona ed è scorrevole, classico del genere. Voto: 8.5

Luca Pacioni – Sei Tu: Luca ricorda l’ultimo Masini con la voce graffiata ed ampi giri di chitarra pop rock. Voto: 8

Rum – Settembre: Pezzo jazz alla Mario Venuti che si dipana tra vocalità del bel canto e note di pianoforte. Solo per appassionati. Voto: 6+

Simone Cocciglia – Cercavo un senso: Ottimo brano che non avrebbe sfigurato al Festival di Sanremo che si basa su un ritornello martellante e su una chitarra decisa. Voto: 7.5

Terramadre – Nadia non si diverte più: Pezzaccio rock duro e crudo che si sviluppa su ritmi decisi di chitarra e con una batteria a tenere il tempo. Assente un vero e proprio ritornello ma i diversi refrain ed i cambi di ritmo non lo fan rimpiangere. Voto: 9

Vincenzo Zocco, Ylenia, Giuseppe Fassari & Betta – Brivido sulla schiena: Pezzo pop che mischia le atmosfere melodiche del cantautorato classico con la lirica. Atmosfera decisamente retrò. Voto: 8+

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Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un'altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere. Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

Nicolò Giusti

Classe 1996, amo la musica da sempre e seguo qualsiasi cosa la riguardi. Aspettando dal 2011 la vittoria di un’altra under donna ad XFactor, continuo ad ascoltare quasi ogni genere.
Editorialista per Recensiamo Musica dal dicembre 2016 mi occupo di XFactor e dello spazio emergenti.

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