Aiello: “Ho sciolto nodi, tolto maschere, asciugato l’ego e la rabbia” – INTERVISTA

Aiello

A tu per tu con Aiello in occasione dell’uscita del suo nuovo album, intitolato “Scorpione”. La nostra intervista al cantautore calabrese

A tre anni di distanza da “Romantico”, Aiello torna con “Scorpione”, il nuovo album disponibile dal 22 maggio 2026, un lavoro che segna una tappa importante del suo percorso artistico e personale. Nove tracce nate da un lungo viaggio dentro sé stesso, tra cambiamenti, fragilità, rinascita e nuove consapevolezze. Un disco che abbandona il racconto del dolore fine a sé stesso per lasciare spazio a una luce diversa, più matura, in cui anche le ferite diventano occasione di evoluzione.

Al centro di “Scorpione” torna l’R&B, genere che ha sempre fatto parte dell’immaginario musicale del cantautore, qui riletto attraverso sonorità contemporanee e lo-fi che si fondono con il cantautorato italiano. Un lavoro in cui cambia il modo di scrivere, di raccontarsi e persino di usare la voce, più morbida, essenziale e libera da sovrastrutture.

Nel corso della nostra intervista, Aiello ha raccontato il trasferimento da Roma a Milano, il percorso di psicoterapia iniziato negli ultimi anni, il bisogno di allontanarsi dalle logiche del confronto continuo e la volontà di ritrovare un rapporto più sano con sé stesso e con la musica.

Abbiamo parlato anche delle collaborazioni con Levante, Leo Gassmann e Antonia, del significato più profondo di brani come “Arrivederci mostro” e “Mille uragani” e di un disco che, come suggerisce il titolo, nasce dall’incontro con le proprie ombre e dalla scelta di smettere di combatterle.

Aiello presenta il disco “Scorpione”, l’intervista

“Scorpione” arriva a tre anni da “Romantico”. Cosa è cambiato dentro e fuori di te in questo periodo?

«È cambiato tantissimo. Spesso diciamo “sono sempre lo stesso”, quasi avessimo paura degli stravolgimenti, ma in realtà cambiamo continuamente. Negli ultimi tre anni ho fatto un grande percorso di cura personale: ho sciolto nodi, tolto maschere, asciugato l’ego e la rabbia. Ho lavorato molto per tornare a vivere la musica con entusiasmo e luce nuova. Ho anche cambiato città, passando da Roma a Milano, perché sentivo il bisogno di farlo. Roma resterà sempre importante per me, ma oggi qui sto bene. Da tutto questo è nato un disco pieno di gratitudine, che per me è uno dei sentimenti più importanti che dovremmo esercitare».

Hai detto che in questo disco “non c’è spazio per il dramma, la sconfitta, la resa”. In questo viaggio hai trovato più domande o più risposte?

«Mi sono messo profondamente in discussione. Mi sono incontrato, forse per la prima volta davvero. Ho fatto pace con alcuni scheletri che tenevo nell’armadio, li ho guardati, accolti e abbracciati. Anche le parti più scure e ombrose di me».

Nel disco inviti a cambiare prospettiva e a smettere di guardare continuamente gli altri. Ma concretamente come si fa?

«Con molta fatica. Viviamo in una società che ci porta continuamente al paragone. Apri i social e trovi subito qualcuno che sembra più bello, più bravo, più felice. Io ho cercato di spegnere questa dinamica, di allontanarmene perché è tossica. Però ci vuole volontà, disciplina, coraggio. Devi scegliere di fare la tua strada senza stare sempre dentro logiche performative. A un certo punto non mi stavo più divertendo a fare questo mestiere, e allora ho deciso di iniziare un percorso di psicoterapia. Tre anni e mezzo fa ho cominciato semplicemente a respirare e parlare. E questo mi ha aiutato tantissimo».

In “Scorpione” cambia anche il suono. C’è molto R&B, ma anche un modo diverso di usare la voce. Hai avuto la sensazione di metterti totalmente in discussione?

«Assolutamente sì. Credo che noi siamo fatti di tante sfaccettature e bisogna avere il coraggio di raccontarle tutte. Ho voluto fare un disco che profumasse dell’R&B che ascolto da sempre. Anche vocalmente non sentivo più il bisogno di spingere sempre. In alcuni pezzi c’è ancora il mio graffio, la mia voce più sofferente, ma oggi la mia voce è anche lo specchio del momento che sto vivendo. Non mi interessava rassicurare chi si aspetta sempre lo stesso colore da me. Il cambiamento è un’opportunità».

Nel disco troviamo anche tre collaborazioni importanti: Levante, Leo Gassmann e Antonia. Che cosa hanno aggiunto al racconto di “Scorpione”?

«Levante la adoro artisticamente e umanamente. “Sentimentale” è forse il pezzo più vicino al cantautorato italiano classico e la sua voce lì dentro era perfetta. Antonia invece è stata una scoperta umana recente, anche se artisticamente la seguivo già da tempo. Ha una voce incredibile, molto R&B, e in “Fiammiferi” era la presenza ideale. Con Leo invece c’è un legame molto autentico. Dopo Sanremo ci siamo avvicinati ancora di più e gli sarò sempre grato per quel momento che abbiamo condiviso. “Scorpione” è un pezzo molto delicato, pieno di parole importanti, e lui ha saputo dargli uno spessore speciale».

La parte centrale della tracklist sembra rappresentare il cuore del disco: “Arrivederci mostro” e subito dopo “Mille uragani”. È lì che avviene la trasformazione?

«Sì, direi proprio di sì. “Arrivederci mostro” è il saluto definitivo a tutto ciò che mi trascinava giù, mentre “Mille uragani” è la rinascita. È il pezzo in cui dichiaro di sparare alla paura, che è la cosa che ci blocca davvero nella vita. Musicalmente è uno dei brani che più mi rappresenta oggi. Lì dentro ritrovo il piacere puro di vivere la musica con leggerezza. È stato davvero un turning point del mio percorso».

A novembre partirà il tour nei club. Quali canzoni non vedi l’ora di cantare dal vivo?

«In realtà tutte. Sono molto emozionato all’idea di unire questo nuovo disco ai brani più importanti del mio percorso. Riguardando la scaletta mi sono reso conto di quante canzoni siano rimaste nel cuore delle persone. Credo che questo nuovo lavoro darà anche nuove sfumature a tutto quello che ho fatto finora. Sarà un live molto intenso».

Chiudiamo con l’astrologia: sei Leone ascendente Scorpione. In cosa ti senti Leone e in cosa Scorpione?

«Leone nella necessità di sentirmi riconosciuto, approvato, applaudito. È una cosa che sto cercando di asciugare sempre di più. Scorpione invece nella parte opposta: quella che si sente non abbastanza, non all’altezza. Ho capito che dentro di me convivono queste due forze, il bisogno di essere guardato e quello di sparire. A un certo punto ho smesso di rifiutare queste ombre e ho deciso di accoglierle. Per questo ho dedicato loro il disco. Va bene avere la luce, ma va bene anche avere un po’ di dark: fa parte di tutti noi».

Aiello
Scritto da Nico Donvito
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