ALB: “La musica è una medicina per il malessere” – INTERVISTA – Recensiamo Musica

A tu per tu con il cantautore toscano, in uscita con il nuovo singolo intitolato “La ragazza distratta

Tempo di nuova musica per Alberto Buffa, meglio noto con lo pseudonimo di ALB, giovane cantautore toscano che torna in rotazione radiofonica con il singolo “La ragazza distratta”, disponibile in tutti gli store digitali dallo scorso 21 aprile. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Alberto, benvenuto. Partiamo da “La ragazza distratta”, che sapore ha per te questo tuo nuovo singolo?

«”La ragazza distratta” per me ha un sapore dolce e salato allo stesso momento… difficile da esprimere a parole, ma comunque bello; un po’ come la nutella dolce sul pane salato…».

I ricordi a volte fanno male, in altri momenti servono a guarire le ferite. Quali stati d’animo hanno accompagnato la stesura e la realizzazione di questo pezzo?

«Sinceramente questo pezzo rimane un ricordo, un ricordo di un certo periodo, che nonostante tutto, mi ha aiutato a sorpassare anche un pò di malessere.. per me la musica è questo… come fosse una medicina».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato del brano?

«La frase che per me rappresenta e sintetizza il significato del brano è “ da poco non gli interessa e resta sempre la stessa’’.. sto capendo che tutto scorre e a nessuno frega niente di come stai.. ma comunque tutto scorre».

A livello di narrazione, cosa aggiungono le immagini del videoclip?

«Il video è stato creato da una cara amica per me, molto appassionata sia ai video che alla musica… io ho espresso quei piccoli particolari che volevo e lei è stata davvero brava ad entrare nel mood mio e della canzone».

Facciamo un salto indietro nel tempo, come e quando hai scoperto la tua passione per la musica?

«La musica c’è sempre stata.. fin da piccolo.. appena nato ballavo come un ballerino ascoltando i pooh con la canzone “ se balla da sola”. Ballavo alle elementari credendo di essere un  hip hop dancer… Poi all’età di 14 ho iniziato a imparare il ruolo di DJ… per poi iniziare a scrivere canzoni… che non facevo ascoltare a nessuno; Diciamo che lo facevo solo per me».

Quali ascolti hanno influenzato e accompagnato il tuo percorso?

«Beh, credo ogni artista italiano e non… sono cresciuto, grazie a mia mamma, ascoltando veramente tutta la musica italiana… da Battisti a Celentano, da Biagio Antonacci a De Gregori, da Calcutta a Gazzelle…ultimamente non ascolto molto musica ma in Generic Animal trovo quel mood che mi affascina e ascolto volentieri».

Con quale spirito ti affacci al mercato musicale? Come valutati il livello generale dell’attuale settore discografico nazionale?

«Sinceramente all’aspetto commerciale non ho mai pensato. Ho iniziando scrivendo canzoni per me  e solo per me. Ascolto la musica degli altri artisti e mi sembra davvero tutta una magia».

In questo periodo stiamo vivendo una situazione inedita a livello mondiale, l’emergenza sanitaria Covid-19 ha mutato, seppur momentaneamente, la nostra quotidianità. Tu, personalmente, come stai vivendo tutto questo?

«Io questa quarantena, avendo tre cani e tre gatti, un giardino, la vivo abbastanza bene.. poi ovviamente la mancanza di libertà si fa sentire… ma cerco di pensar più positivo possibile».

Se dovessimo trovare un aspetto positivo da tutta questa situazione, in cosa lo individueresti?

«Che quando tutto finirà, riscopriremo dei valori che purtroppo sono stati dimenticati con l’andamento storico…».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Spero che arrivi alle persone che ne hanno bisogno; che hanno bisogno di sorridere, proprio come “La ragazza distratta” e forse a quelli come me, che ne hanno bisogno… Si ha sempre il bisogno di sorridere e vorrei che questa canzone, a chiunque arrivi, faccia scappare un sorriso». 

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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