Alberto Urso cerca “Il sole ad est” ma perde la bussola – RECENSIONE

Recensione del nuovo album d’inediti del cantante

Arriva a soli pochi mesi dal primo progetto discografico di debutto il nuovissimo album d’inediti di Alberto Urso che, come tradizione vuole, dopo la vittoria del talent show Amici di Maria de Filippi per quest’autunno ha già realizzato un nuovissimo lavoro. Il sole ad est è, dunque, l’album che ha il compito di guardare avanti, di provare ad alzare l’asticella e di aggiungere qualche piccolo tassello al percorso musicale ed artistico fatto fin qui dal giovanissimo interprete siciliano.

Ad aprire i giochi è la ballad E poi ti penti che non solo dà inizio all’intero album ma è anche il brano incaricato di essere il primo estratto radiofonico digitale del progetto. Partenza tutta piano e voce con gli archi che sorreggono l’arrangiamento ma rimangono nello sfondo per permettere alla voce di porsi nel punto focale del pezzo che racconta di un amore a due in cui le diversità non contano di fronte all’intensità e alla forza del sentire amoroso. Solo nella seconda parte entra in gioco anche la ritmica che caratterizza ogni scrittura di Kekko Silvestre dei Modà che qui porta Alberto all’interno del suo più classico recinto tematico: un amore che si prende e si lascia non senza strascichi, pentimenti e sofferenze.

Il passo in avanti di questo progetto sta proprio nei nomi coinvolti per i ruoli autorali che vedono nomi più prestigiosi rispetto a quelli contenuti nel primo lavoro discografico. Kekko dei Modà è l’autore anche di Non sono più lo stesso che fa leva, invece, su di una leggera chitarra acustica che apre il brano non lasciando alcun dubbio all’idea di partenza decisamente più pop per il pezzo. L’inciso si apre melodicamente e la voce cerca di sporcarsi per suonare via via più rock per sostenere l’arrangiamento ritmico sorprendente della seconda parte del brano. A proposito di nomi importanti c’è anche quello di Ermal Meta che firma ben due pezzi: Resta per sempre, che fa leva su di un’atmosfera soffusa e pacata per arrivare ad una vera esplosione soltanto nel finale (grazie alle sovrapposizioni vocali) malgrado la voce aspettasse quel momento fin dal principio, e Il mondo tranne te, decisamente più in Meta-style grazie ad un arrangiamento più pop che sinfonico.

Dona le proprie liriche ai fini autorali anche Briga che è l’autore unico di un brano che, potenzialmente, dovrebbe regalare delle novità come L’oro del mondo ma che risulta appiattito su di una ricetta fin troppo ridondante ed abusata. Intervengono, in chiusura, anche Federica Camba con Da qui all’eternità, perfettamente inseribile nella tradizione pop-amorosa della sua autrice che, però, mette in campo tutto il suo mestiere obbligando anche Urso a rinunciare al suo vocione per lunghi tratti, la collega ed amica Giordana Angi per Solo con te, che non riesce comunque a sfuggire al perimetro musicale ormai fissato, ed il duo di Gerardo Pulli e Piero Romitelli per l’ultima Se fossi aria, che si affidano pienamente alla tradizione pop-lirica dando finalmente spazio vero alla vocalità del giovane interprete che accetta di confrontarsi con un pezzo più tipicamente adatto a sè e al proprio modo di cantare.

Questo secondo progetto discografico di Alberto Urso avrebbe il compito di cercare nuove strade o, meglio, di espandere quelle già affrontate nel precedente lavoro perchè è palese la certezza che nel poco tempo a disposizione non sia stato possibile lavorare nel senso dell’innovazione o della ricerca. Ecco che, allora, i grandi nomi autorali chiamati a raccolta potevano fungere da rampa di lancio per dei brani che avevano bisogno di un carburante bello potente per affermarsi davvero. Malgrado le tracce siano soltanto otto la sensazione del “già sentito” dopo appena due o tre brani è fortissima. La ricetta adottata è sempre la stessa: partenza lenta, voce soffusa e morbida, poi si cresce insieme all’arrangiamento e nell’ultimo inciso arriva l’esplosione vocale con l’immancabile acutone che si sposa ad un uso della ritmica dettato soltanto dall’esigenza di “svecchiare” un pop-lirico che, altrimenti, non avrebbe alcun appeal nel mercato d’oggi. Ecco, malgrado ci siano delle cose piacevoli e apprezzabili la sensazione che predomina è quella di noia, ripetitività e piattume emozionale diffuso: tutto troppo uguale, tutto troppo davvero prevedibile nelle sue direzioni e scelte. Risica una sufficienza grazie alla sua voce ma siamo sicuri possa bastare ancora per molto? Mah…

Migliori tracce | E poi ti penti

Voto complessivo | 6.3/10

Tracklist |

  1. E poi ti penti
    [Francesco Silvestre – Diego Calvetti]
  2. L’oro del mondo 
    [Briga]
  3. Da qui all’eternità
    [Federica Camba]
  4. Non sono più lo stesso
    [Francesco Silvestre]
  5. Resta per sempre
    [Ermal Meta, Daniela Chiara]
  6. Solo con te
    [Giordana Angi – Alberto Urso]
  7. Il mondo tranne te
    [Ermal Meta]
  8. Se fossi aria
    [Gerardo Pulli, Piero Romitelli]

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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