Alessandra Amoroso e la consapevolezza estiva di “Cose stupide” – RECENSIONE

Analisi del nuovo singolo di Alessandra Amoroso, intitolato “Cose stupide”, fuori da venerdì 4 aprile per Epic / Sony Music. La nostra recensione del pezzo
Mancano 77 giorni all’estate, eppure il singolo di Alessandra Amoroso contiene qualcosa di straordinariamente pertinente rispetto alla bella stagione. “Cose stupide”, però, non vuole essere il solito tormentone un po’ ruffiano, anzi, strizza l’occhio a richiami anni ’90 che a loro volta strizzavano l’occhio a richiami anni ’60. Un po’ come faceva “L’esercito del selfie” di Takagi e Ketra, che a sua volta la ricorda.
Per restare nel repertorio amorosiano, invece, il riferimento principale è “Starò meglio”, quarta traccia di “Amore puro”, pezzo del 2013 firmato tra gli altri anche da Tiziano Ferro. L’andamento questa volta è più lento, ma a livello filantropico “Cose stupide” sembra quasi un sequel, tant’è che nel testo si ripete spesso “Soffrirò, d’amore soffrirò, come un cane soffrirò, ma poi starò meglio”.
Scritto da Pietro Celona, Daniele Fossatelli e Leonardo Zaccaria e prodotto da Celo, questo nuovo singolo segue di qualche mese l’uscita di “Si mette male”, che a sua volta ripercorreva le orme di “Notti blu”, che al mercato mio padre comprò. Ecco, quando ci sono troppi riferimenti in musica, non è mai un bene… e a nulla vale rispolverare il grande classico che “le notte sono sette”.
Ma qui parliamo più di mood che di somiglianze vere e proprie, e nel caso di Alessandra Amoroso può anche essere un bene, perché negli ultimi anni ha sperimentato veramente tanto, e avrebbe bisogno di tornare a consolidare il suo genere, un po’ come ha fatto per il primo decennio. “Cose stupide” può essere il pezzo giusto al momento giusto perché, nonostante la veste pop, si sente che possiede un cuore da ballad.
Se il sound richiama una leggerezza necessaria per la stagione a cui andiamo incontro, il testo non è poi così banale, anzi, riflette su un sentimento forse finito, ma con una storia ancora in piedi. C’è la consapevolezza di chi sa che si arriverà a una possibile rottura, o quantomeno a momenti di sofferenza, a causa dell’incapacità di un reale dialogo e di un confronto che sappia andare al di là della banalità.
In conclusione, “Cose stupide” è una ballata emotiva travestita da up tempo, che racconta della ricerca di equilibrio in una relazione sbilanciata e, a tratti, sconclusionata. Un rapporto che finirà per lasciare ferite profonde, più di quelle già esistenti. C’è consapevolezza nei versi cantati da Alessandra Amoroso, ma anche la voglia di andare fino in fondo e magari, perché no, smentire tutto questo parlando di cose leggere, futili e stupide.
Alessandra Amoroso – “Cose stupide” | Testo
Sognavo per noi una vita come tante
uscire fuori con il freddo e darti il mio cappotto nero
che da un tocco di mistero alla mia malinconia
E non ti appartenevo
e ora sono un’altra donna nel tuo letto
a pensarci mi bastava ma che scema, dai
prendi il tuo cappotto nero che alla fine mi sta meglio
Oh, oh, oh
ti direi che è contento chi rende la notte giovane
non perdiamoci in chiacchiere per carità
io con te non ci voglio parlare di cose stupide
cose stupide
e lo so che soffrirò
d’amore soffrirò
come un cane soffrirò
non te lo posso dire, per carità
che ogni volta finiamo a parlare di cose stupide
cose stupide
E’ strano rincontrarsi dopo tanto sotto un fulmine
mi chiedi ‘come stai?’ ma non saprei come riassumere
in un attimo
magari evito di fare la drammatica
che tanto non ti appartenevo
ero solo un’altra donna nel tuo letto
ti prego non mi dire ‘non è vero’
no, non siamo mai stati male
non siamo mai stati meglio
tu lo sai
Oh, oh, oh
ti direi che è contento chi rende la notte giovane
non perdiamoci in chiacchiere per carità
io con te non ci voglio parlare di cose stupide
cose stupide
e lo so che soffrirò
d’amore soffrirò
come un cane soffrirò
non te lo posso dire, per carità
che ogni volta finiamo a parlare di cose stupide
cose stupide
Soffrirò
d’amore soffrirò
come un cane soffrirò
ma poi starò meglio
Soffrirò
d’amore soffrirò
come un cane soffrirò
ma t’importa no se un giorno
Soffrirò
d’amore soffrirò
come un cane soffrirò
non te lo posso dire, per carità
che ogni volta finiamo a parlare di cose stupide
cose stupide