Recensione del nuovo tour della cantante salentina

Sono passati 10 anni e sembra impossibile. Impossibile perchè Alessandra Amoroso quando cantava la sua Immobile con la tutina blu della scuola di Amici di Maria de Filippi sembrava così fragile, così piccola e così tremendamente ignara del crudele mondo della discografia che in pochi avrebbero scommesso in un così lungo futuro nel mondo della musica italiana.

Eppure Sandrina, come da sempre la chiamano i fan della sua sempre più grande Big Family, ce l’ha fatta ed oggi, 10 anni dopo, è ancora qui pronta a cantare e ad emozionare chi (e sono in tanti) è pronto ad ascoltarla senza critiche, pregiudizi o superficialità.

Con un 10 Tour costellato di ben 31 date in tutte le regioni italiane e quasi altrettanti sold-out la cantante salentina è, di fatto, ormai la maggior interprete italiana del nostro pop. I biglietti venduti sono stati oltre 170.000, una cifra che ben poche artiste donne italiane ad oggi riescono a racimolare con le proprie forze e senza troppi trucchetti del mestiere.

Due ore di intenso spettacolo in cui il pubblico non può smettere di cantare nemmeno per un secondo e, di fatti, Alessandra non abbandona mai il palco. Niente cambio d’abito, solo qualche piuma colorata da indossare come copri spalle per movimentare ancor di più l’effetto finale dove gli up-tempo della sua carriera riservati per la fine dello spettacolo. Da Immobile, cantata a cappella che incanta il pubblico, a Comunque andare, che si rivela essere il sempre verde di una carriera in ascesa, la scaletta si rivela una continua sorpresa grazie alle continue hit che contiene.

Sorprendono gli arrangiamenti di Declinami l’amore Simmetria dei desideri, che fanno abbondante uso della parte ritmica della band, mentre, invece, i grandi classici rimangono i brani più cantati da un pubblico quanto mai eterogeneo e composto. Si canta, si balla e si applaude ma lo si fa con grazia e maturità, la stessa che Alessandra mostra sul palco anche quando racconta di essere inciampata e di dover correre a fare la pipì subito dopo la fine dello spettacolo anche se, in realtà, pare non voler mai lasciare il palco. Uno spettacolo da non perdere dove Sandrina si rivela essere una perfetta padrona di casa ma anche la sorella e l’amica di ciascuno dei suoi spettatori. Una sorella ed un’amica che con rispetto e attenzione sa prenderti la mano ed accompagnarti in un mondo fatto di canzoni vere, sentite e pure. Canzoni che sanno emozionare e raccontare.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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