Alessandra Nicita e le sue "Canzoni di nascosto" - INTERVISTA - Recensiamo Musica

Alessandra Nicita e le sue “Canzoni di nascosto” – INTERVISTA

In attesa del lancio del nuovo singolo “In ogni caso”, la cantautrice di origine salentina ci racconta alcuni retroscena della sua carriera.

E’ un momento importante e pieno di soddisfazioni per Alessandra Nicita che, dopo il successo del suo album “Canzoni di nascosto”, si è esibita lo scorso 11 settembre sulla prima rete della Tv di Stato moldava, in occasione dell’evento organizzato da Merelis Star e da Elita 9. Nata a Nardò, in provincia di Lecce, ma bolognese di adozione, l’artista ci ha parlato dei suoi attuali progetti, tra cui il lancio del singolo e del video di “Ipocondria”, oltre che svelarci i suoi sogni nel cassetto.

Ciao Alessandra, partiamo da questo tuo importante appuntamento internazionale a Chisinau, capitale della Moldavia. Come ci si sente nel ruolo di ambasciatrice della musica italiana?
«Sono orgogliosa di aver potuto avere una così grande opportunità. Sono arrivata in Moldavia con un po’ d’incoscienza e solo adesso mi accorgo che è stato un bel banco di prova per me».

Dalle spiagge del Salento alla Pianura Padana, fino alla Steppa. Hai trovato particolari analogie tra noi e i moldavi?
«Siamo entrambi legati e orgogliosi delle nostre rispettive terre».

Passiamo al tuo ultimo progetto discografico “Canzoni di nascosto”, cosa rappresenta per te questo EP?
«Cantare le mie canzoni è la mia più grande possibilità di espressione. ‘Canzoni di nascosto’ è un modo per ripartire da me, senza fronzoli, senza giri di parole e con la spinta giusta ».

C’è un filo conduttore che lega tra loro le sei tracce presenti?
«L’ umanità dell’uomo che comprende limiti e contraddizioni e il divino che è in ognuno di noi».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?
«Ero ancora nella culla, mi regalarono una chitarra giocattolo e un microfono. Io mi alzavo da tavola, andavo a prendere di nascosto i miei “strumenti” e la domenica quando la famiglia era tutta al completo, improvvisavo un concertino con canzoni inventate e l’apertura era sempre la stessa: ‘Spero che la mia canzone vi piaccia’. Avevo quattro anni ».

Quali artisti o generi musicali hanno ispirato e accompagnato la tua crescita?
«I Beatles sopra tutti, ma anche i Doors, Elvis Presley, Edith Piaf, e poi De Gregori, Dalla, De Andrè, Vecchioni, Guccini».

A vent’anni fa risale il tuo incontro con Lucio Dalla, che importa ha lasciato nella tua carriera?
«Lucio mi ha semplicemente ricordato chi sono, mi ha dato il coraggio di tentare e di fregarmene. Una volta l’ho sognato su una strada in America che mi dava una pacca sulla spalla e mi diceva: ‘Vai’. Sono sicura che non sia stato solo il frutto di una proiezione». 

Oltre che cantautrice sei anche scrittrice, come coniughi queste due forme d’arte?
«Montale diceva che: ‘la poesia è nata in musica’. Che aggiungere di più?».

Da cosa trai principalmente ispirazione per le tue produzioni?
«Dalle persone, dalle loro paure, dalla loro voglia di andare o di fermarsi. Dai limiti, dal buio, dalla luce che ognuno porta con sé. Solo noi possiamo farne di noi stessi un regalo o una condanna».

Non hai mai nascosto il desiderio di voler partecipare al Festival di Sanremo. Incrociando le dita, stai lavorando in questa direzione per il prossimo anno?
«Ho una canzone che a mio avviso e del mio produttore, sarebbe perfetta per Sanremo. Tuttavia, sarà quel che dev’essere».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e/o sogni nel cassetto?
«Ho già voglia di fare un altro disco e il mio sogno è quello di calcare importanti palchi, magari con l’opportunità di fare qualche importante duetto».

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, per concludere, quale messaggio vorresti trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la tua musica?
«Vorrei che ritornassimo a sporcarci le mani, a toccarci il cuore, e a vedere guardando e a guardare osservando».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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