Alessandro Bono: il ricordo dell’artista milanese, figura di spicco del rock d’autore
Il nostro omaggio ad Alessandro Bono, cantautore che ha preso parte tre volte al Festival di Sanremo, a trentuno anni dalla sua prematura scorsa
Il ricordo di Alessandro Bono resta legato a una delle voci più promettenti del rock d’autore italiano tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Nato a Milano nel 1964 con il nome di Alessandro Pizzamiglio, l’artista morì il 15 maggio del 1994, poco prima di compiere trent’anni, a causa di complicazioni legate all’Aids, in un periodo segnato da forti paure e pregiudizi legati alla malattia.
Nel corso della sua purtroppo breve carriera, il cantautore si impose all’attenzione del pubblico con uno stile diretto e personale, tanto da essere definito una promessa del nuovo panorama musicale italiano. Nei suoi testi affrontava temi sociali, politici e sentimentali, raccontando il presente e anticipando scenari futuri.
Partecipò a tre edizioni del Festival di Sanremo: nel 1987 con “Nel mio profondo fondo”, nel 1992 con “Con un amico vicino” in duetto con Andrea Mingardi e nel 1994 con “Oppure no”. Quest’ultima esibizione, l’unica nella categoria Campioni dopo le precedenti tra le Nuove Proposte, avvenne quando la malattia era già in fase avanzata; pochi mesi dopo, infatti, arrivò la notizia della sua scomparsa.
Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 aprì i concerti italiani di artisti come Bob Dylan, Francesco De Gregori e Gino Paoli, consolidando la sua presenza sulla scena musicale. Il debutto discografico arrivò nel 1985, mentre nel 1988 pubblicò il singolo “Gesù Cristo”, incluso nel suo primo album.
Parallelamente all’attività solista, collaborò come autore con artisti come Ornella Vanoni e Loretta Goggi, oltre a partecipare a progetti discografici di Riccardo Cocciante e Mario Lavezzi, dove duettò anche con Cristiano De André.
A oltre tre decenni dalla sua morte, Alessandro Bono viene ricordato per il suo stile autentico e per un repertorio che continua a rappresentare una testimonianza significativa della musica italiana di quel periodo. Per essere stato un ragazzo sensibile,