Alex

A tu per tu con l’artista comasco classe 2000, in uscita con il suo Ep d’esordio intitolato “Non siamo soli

Ha debuttato in vetta alla classifica FIMI degli album più venduti della scorsa settimana, lui è Alessandro Rina, meglio conosciuto semplicemente come Alex, giovane cantautore lombardo che abbiamo avuto modo di conoscere durante la ventunesima edizione di “Amici” di Maria De Filippi. “Non siamo soli” è il titolo dell’Ep che segna il suo debutto discografico, in uscita per 21co a partire dallo scorso 10 giugno.

Ciao Alex, Partiamo da “Non siamo soli”, quali sono gli elementi e le caratteristiche che ti rendono orgoglioso del risultato finale di questo EP?

«E’ bellissimo incontrare finalmente le persone e poterci scambiare due chiacchiere, soprattutto con questo EP che parla di me, delle mie emozioni e sensazioni, di quello che ero ancora prima di entrare dentro la scuola di “Amici”. Sono fiero del risultato finale, perché mi rappresenta al 100%. Di conseguenza, sono davvero felice di tutto quello che mi sta succedendo attorno in questo momento.».

Tra le collaborazioni spicca il nome di Giordana Angi, come ti sei trovato a lavorare con lei?

«Benissimo, ammiro molto Giordana sia come cantante che come autrice. Per questa canzone avevo già pronto il ritornello da tempo, da questo punto di vista lei mi ha dato una grandissima mano nel trasmettermi il giusto input per concludere “Non siamo soli”».

Alex - Non siamo soli

Altra presenza di lusso è quella di Michele Bravi, più volte hai detto di essere ammiratore della sua musica. Cosa ti colpisce del suo modo di scrivere, di cantare e della sua personalità in generale?

«Penso che sia l’artista che la persona siano perfettamente in linea. L’importanza che Michele attribuisce alle parole che dice è la stessa che impiega quando canta, lo ammiro molto anche per questo. In realtà l’ho sempre seguito, conosco a memoria tutte le sue canzoni e, prima di “Amici”, avevo comprato un biglietto del suo concerto a cui poi non sono più potuto andare una volta entrato nel programma. Mi rifarò sicuramente (sorride, ndr)».

Per concludere, qual è la lezione più importante che pensi di aver imparato dalla musica? Cosa pensi ti abbia insegnato fino ad oggi?

«La musica mi ha insegnato a capire meglio determinate emozioni, soprattutto attraverso la scrittura di un pezzo come “Sogni al cielo”. Ascolto qualsiasi tipo di musica, indipendentemente da chi sia l’artista, vario molto a seconda di come sto e di quello che mi piace ascoltare».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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