Alfa a Verona, la prima volta all’Arena del cantautore innamorato – RECENSIONE CONCERTO

Alfa

Il resoconto del primo concerto di Alfa all’Arena di Verona, in scena mercoledì 23 settembre 2026

“Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”: un titolo che rimanda al suo ultimo album e che racconta già molto del mondo di Alfa. Non soltanto perché mette l’amore al centro, ma perché lo fa con quella semplicità apparentemente disarmante che è diventata una delle cifre della sua scrittura.

L’amore nelle sue canzoni è un filo sottile, si potrebbe persino osare definirlo rosso. E quale luogo migliore di Verona per tenderlo da una parte all’altra della città? Senza dover scomodare a tutti i costi William Shakespeare e la tragedia di “Romeo e Giulietta”, da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Eppure, se c’è un sentimento capace ancora oggi di scombussolarci quotidianamente, quello è proprio l’amore.

Lo sanno bene gli oltre undicimila cuori che mercoledì 23 settembre hanno riempito l’Arena di Verona per il primo concerto di Alfa nell’anfiteatro scaligero. Un debutto che aveva inevitabilmente il sapore del traguardo, ma che il cantautore genovese ha scelto di vivere senza trasformarlo in una celebrazione autoreferenziale.

L’Arena è lì, enorme, millenaria, con la sua storia e il suo peso specifico. Alfa, invece, ci entra dentro portandosi dietro chitarre, canzoni, una band numerosa e soprattutto un pubblico che conosce praticamente ogni parola.

E forse è proprio questa la prima fotografia della serata: un luogo nato per spettacoli di tutt’altra natura che, per una notte, diventa un gigantesco luogo di condivisione generazionale. Qui si è suonata l’opera, oggi si suona il pop. Quella che per comodità continuiamo a chiamare “musica leggera” tanto leggera, in fondo, non è, se riesce a riunire migliaia di persone sotto lo stesso cielo stellato, giovani e adulti, come attorno a un falò sulla spiaggia.

Per Alfa l’Arena rappresentava un passaggio importante nel percorso di crescita dal vivo. Un anno prima, proprio qui, aveva conquistato il successo all’RTL 102.5 Power Hits Estate; questa volta, però, non c’era un premio da ritirare né una manifestazione da condividere con altri artisti. C’era un palco tutto suo. Un concerto interamente costruito attorno alle sue canzoni e al rapporto diretto con il pubblico.

L’aspetto più interessante della serata è che Alfa non sembra avere alcuna intenzione di dimostrare di essere arrivato fin lì. Non cerca continuamente l’effetto speciale, non costruisce una distanza tra sé e le gradinate, non trasforma il debutto in Arena in una gigantesca prova di forza. Al contrario, mantiene quella dimensione quotidiana che appartiene alle sue canzoni.

È una scelta che funziona soprattutto quando il concerto entra nella parte più emotiva. “Come il sole”,“Testa tra le nuvole”, “Nei tuoi occhi cosa c’è”, “Wanderlust”, “Sul più bello”, “Frida” e “Anna” costruiscono progressivamente l’evoluzione di un artista che ha fatto della normalità un punto di forza.

Alfa canta la sua generazione senza avere la pretesa di rappresentarla tutta. La racconta piuttosto attraverso piccoli frammenti di vita semplice, utilizzando un linguaggio immediato e melodie riconoscibili. È questo, probabilmente, uno dei motivi per cui brani apparentemente semplici riescono a diventare così partecipati dal vivo.

E allora il concerto diventa meno una successione di canzoni e più una lunga conversazione collettiva. Alfa lancia una frase, l’Arena risponde. Lui canta un ritornello, le gradinate lo restituiscono amplificato. È una dinamica che raggiunge il suo apice con “Bellissimissima”, “Buon vento”, “A me mi piace” e “You Make Me So Happy”, quando l’energia lascia progressivamente spazio alla pura festa.

Ma la serata di Verona non guarda soltanto indietro. Prima ancora di arrivare al finale, l’artista decide infatti di aprire una finestra sul futuro e annuncia il titolo del suo prossimo album, il quarto di inediti della sua carriera: “Tempo al tempo”. La scelta del titolo sembra quasi una dichiarazione programmatica per il momento artistico che sta vivendo.

«Un disco che parla del tempo – afferma Alfa io ho un rapporto conflittuale col tempo, ma ho capito che le cose importanti non arrivano mai se le programmi. Ci sono cose che desideri e non si realizzano, poi una sera ti ritrovi qui. Ho imparato ad andare al mio passo, che è l’unico giusto. Per questo ho deciso che il mio nuovo disco si chiamerà “Tempo al tempo”, perché non tutto quello che arriva piano sta arrivando tardi».

E, coerentemente con il titolo, non c’è ancora una data di pubblicazione fissata per il nuovo disco. C’è però già una canzone pronta a fare da apripista: “Eri solo da incontrare”, presentata al pubblico dell’Arena in anteprima. Il brano entra così nel racconto della serata senza sembrare un corpo estraneo. È il primo tassello di un nuovo capitolo che Alfa sceglie di condividere proprio con le persone che lo hanno accompagnato fin qui.

In un’epoca in cui il concerto pop rischia spesso di trasformarsi in un gigantesco contenitore di visual, passerelle, effetti, fuochi, coreografie e sovrastrutture, quello di Alfa sceglie una strada diversa. Non rinuncia allo spettacolo, ma mette la musica al centro. Ed è per questo che in questa occasione diventa doveroso nominare i musicisti che hanno condiviso con lui il palco. Daniela Nocella alla tromba, Raffaele Trapasso al basso, Claudio Bruno ed Ettore Giannì alle chitarre, Marco Lanciotti alla batteria, Stefano Gentilini alle tastiere, Riccardo Sala al sax, Dario Tanghetti alle percussioni, Francesco Cangi al trombone, Andrea Cavalazzi al violoncello, Francesco Mariotti, Simone Draetta ed Elisa Cavalazzi ai violini. A completare l’organico, la Banda del Corpo Bandistico Arrigo Boito di Verona e il Gruppo Majorettes Afrodite ASD di Verona, per un totale di circa quaranta performer sul palco.

C’è poi un momento che porta idealmente il concerto verso casa. Alfa è genovese e, a Verona, sceglie di rendere omaggio alla grande tradizione del cantautorato ligure con “Sapore di sale”, nel giorno in cui Gino Paoli avrebbe compiuto gli anno. Non è soltanto una cover inserita in scaletta. È un piccolo ponte tra generazioni e un modo per ricordare che dietro il giovane cantautore che parla di innamoramenti, adolescenza e quotidianità esiste anche una precisa geografia musicale. Genova, in questo senso, è una matrice culturale importante, una città che ha dato alla canzone italiana alcuni dei suoi autori più riconoscibili.

La parte conclusiva del concerto è quella in cui Alfa lascia definitivamente spazio alle canzoni che più di altre hanno costruito il suo rapporto con il pubblico. “Il filo rosso” è quasi inevitabilmente il momento in cui il tema dell’amore torna a occupare il centro della scena. Quell’amore che attraversa la sua discografia non come una risposta definitiva, ma come una domanda continua, fatta di incontri, distanze, errori e possibilità.

Il bis si apre con “Sogna ragazzo sogna” e si chiude con “Cin cin”. E, prima di concludere la serata, Alfa si concede un’ultima sorpresa. Annuncia il “Tempo al Tempo Tour 2027”, il nuovo tour nei palazzetti che lo porterà in cinque città italiane: Bari il 27 novembre al Palaflorio, Firenze il 2 dicembre al Nelson Mandela Forum, Napoli il 4 dicembre al Palapartenope, Roma il 6 dicembre al Palazzo dello Sport e Torino il 13 dicembre all’Inalpi Arena.

Alla fine rimane l’immagine di un ragazzo che entra per la prima volta da protagonista in uno dei luoghi simbolo della musica italiana e sceglie di non tradire la propria identità. Alfa porta in Arena il suo mondo fatto di sentimenti semplici, parole quotidiane, melodie immediate e una voglia quasi contagiosa di stare insieme. Non è necessario trasformarlo in qualcosa di diverso da ciò che è. Anzi, la forza della serata sta proprio nel contrario: nella capacità di crescere senza perdere quella leggerezza che lo ha portato fin qui.

E così Verona, città degli innamorati, diventa per una notte anche la città di un cantautore innamorato. Non soltanto dell’amore raccontato nelle sue canzoni, ma della musica, del palco, del pubblico e di quel mestiere ancora giovane che, sera dopo sera, sta imparando a prendersi spazi sempre più grandi. L’Arena è uno di questi. E, almeno per una notte, Alfa l’ha riempita senza aver bisogno di chiedersi quanto fosse grande. Gli è bastato cantare.

Alfa, la scaletta del concerto all’Arena di Verona

  1. Ma so che era innamorato
  2. Come il sole
  3. Le cose in comune
  4. Testa tra le nuvole pt. 1
  5. Nei tuoi occhi cosa c’è
  6. Wanderlust
  7. Testa tra le nuvole pt. 2
  8. Sul più bello
  9. Frida
  10. Anna
  11. Vai!
  12. Dove sei
  13. Sofia
  14. Metti a posto
  15. Vabbè ciao
  16. Eri solo da incontrare
  17. Bellissimissima
  18. Buon vento
  19. A me mi piace
  20. You Make Me So Happy
  21. Sapore di sale
  22. Il filo rosso
  23. Ci sarò
  24. Cinque minuti
  25. Sogna ragazzo sogna
  26. Cin cin
Scritto da Nico Donvito
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