“Alghero” di Giuni Russo: te la ricordi questa?

Alghero Giuni Russo

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Alghero” di Giuni Russo

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1986 con “Alghero” di Giuni Russo.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Alghero” di Giuni Russo

Alghero” è uno dei brani più iconici di Giuni Russo, una canzone che trasforma il desiderio di evasione in un racconto leggero, ironico e sorprendentemente moderno. Il testo descrive la fuga di una ragazza verso un’estate di libertà, tra spiagge assolate, moto cromate e il fascino di uno straniero, contrapponendo il richiamo dell’avventura alle convenzioni rappresentate dal continuo ritornello “Mia madre non lo deve sapere”.

Dietro la spensieratezza si cela una delicata rivendicazione dell’autonomia femminile, il desiderio di scegliere il proprio destino senza sentirsi giudicati. L’atmosfera sognante, impreziosita dall’inconfondibile vocalità di Giuni Russo, rende “Alghero” molto più di un semplice tormentone estivo: è un inno alla libertà, alla curiosità e alla voglia di lasciarsi trasportare dalla musica e dalla vita.

Il testo di “Alghero” di Giuni Russo

Musica, è come musica
Il desiderio regna nella mente
E parto senza voglia di tornare
Musica, è come musica
La smania che mi prende di vestirmi da sirena
È come una visione magica

Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere che

Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Su spiagge assolate
Mi parli in silenzio
Con languide occhiate
Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Le corse sfrenate
Su moto cromate
Di sera l’estate

Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghero
Con uno straniero
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere

Musica, la sabbia è musica
Cristalli scintillanti sulla pelle
Colorano un tramonto caldo e mitico

Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere che

Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Su spiagge assolate
Mi parli in silenzio
Con languide occhiate
Sono ancora ad Alghero
In compagnia dello straniero
Le corse sfrenate
Su moto cromate
Di sera l’estate

Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghero
Con uno straniero
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere

Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghero, Alghero
Che scandalo da sola ad Alghero
Con uno straniero, Alghero

Scritto da Nico Donvito
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