Amici 25, Arisa presenta il nuovo singolo “Nuvole”

Amici Arisa Nuvole

Torna in tv Arisa ospite di Amici 25 durante la dodicesima puntata della fase pomeridiana del talent, per presentare il suo nuovo singolo “Nuvole”

Arisa ospite di Amici 25, succede questo pomeriggio, domenica 21 dicembre, a partire dalle ore 14.00 su Canale 5, per la tredicesima puntata della venticinquesima edizione del talent show ideato e condotto da Maria De Filippi. L’artista lucana si esibirà sulle note dell’ultimo singolo “Nuvole”, uscito lo scorso 17 ottobre, e si fermerà in studio per giudicare la gara di canto di questa puntata.

Amici 25, Arisa presenta il nuovo singolo “Nuvole”

“Nuvole” arriva dopo un anno di riconoscimenti in Italia, ma anche all’estero come il Filming Italy Los Angeles Best Original Song Award ricevuto a Los Angeles sempre per “Canta ancora” e concerti in America e in Giappone, oltre ad essere stata scelta una sua fotografia tra i volti protagonisti di Faces, la mostra fotografica all’aperto firmata ArtIcon esposta ad Arles (Francia). 

Il brano è il racconto di un amore che ammala e di una donna che, tra macerie e sogni dissolti, trova la forza di rinascere. “Nuvole” non è solo una canzone d’amore: è un inno universale alla rinascita. Una ballata che mette in scena la fragilità e la forza, la caduta e la resurrezione. È la voce di chi ha imparato che anche le promesse mancate possono generare libertà, e che oltre il crollo, il cielo resta sempre aperto. 

Il titolo racchiude già il destino del brano: le nuvole sono belle e mutevoli, ma non hanno radici, si dissolvono. Così sono i sogni che diventano gabbie, le promesse che si infrangono, gli amori che invece di nutrire consumano. “Nuvole di sogni come bolle di sapone nell’aria” apre la canzone come un presagio: ciò che sembra eterno si scioglie, lasciando soltanto il vuoto. 

Il testo attraversa la ferita: labbra che non baciano ma inveiscono, mani che colpiscono al posto di accarezzare, un cuore già scucito e un’anima strappata. È l’anatomia di un rapporto tossico, in cui l’amore diventa catena. Eppure, dentro la sofferenza, cresce un seme di resistenza: fingere indifferenza, sopravvivere, guardare in faccia il “lupo nero” e non temerlo più. 

La chiusura è un atto di trasformazione: “E raccolgo le lacrime di ogni mattino, io ci impasterò il pane per la libertà”. Non più vittima, ma alchimista del proprio dolore, la protagonista fa delle ferite il nutrimento di una nuova vita. 

Scritto da Redazione RM
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