Top & flop della prima edizione vip del programma

A quasi una settimana dalla conclusione della prima edizione di Amici Celebrities, il format di Canale 5 che ha adattato lo storico talent Amici di Maria de Filippi all’universo dei personaggi famosi, che cosa resta di positivo e che cosa, invece, vorremmo dimenticare velocemente? Cerchiamo di dirlo, seguendo quello che è il nostro pensiero, con una speciale puntata dei nostri Top & Flop dando per scontato che artisticamente nessuno dei partecipanti avrà probabilmente un futuro nè discografico nè danzereccio.

I TOP:

  • La collocazione del sabato sera. Da anni ci si lamenta, con ragione, che un talent show non trova nel sabato sera televisivo la propria miglior collocazione possibile. Questa volta, però, per un format molto meno talent e molto più show il sabato sera è la soluzione ideale mettendo in piedi una sorta di varietà. Dando meno peso alla giuria, alle votazioni e alle eliminazioni si potrebbe lavorare in questo senso confezionando un prodotto perfettamente adatto alle esigenze di rete.
  • Maria de Filippi. La signora della televisione italiana ha sempre detto di non trovarsi a proprio agio nei contesti in cui i protagonisti sono i cosiddetti “vip” eppure stavolta ha accettato la sfida e l’ha egregiamente vinta. Il segreto? Trattare i suoi “vip” come uno qualsiasi dei suoi ragazzi con cui solitamente ha a che fare: ecco, dunque, scherzi, coccole e raccomandazioni da “mamma”. Vince su tutta la linea ed incassa l’ennesimo successo personale.
  • Platinette e Ornella Vanoni. Metterle insieme in giuria è stata una trovata geniale e perfettamente azzeccata. Fa piacere (tanto) il ritorno di Platinette che, negli anni d’oro del format, contribuì non poco al suo successo televiso e, perchè no, anche di critica creando spesso dinamiche interessanti. Ornella, si sa, è una mina vagante e se abilmente stuzzicata può regalare perle anche comiche oltre che musicali. Entrambe si spengono quando la De Filippi lascia la conduzione ma rimangono la cosa più positiva della giuria.

I FLOP:

  • L’entrata in corsa di Michelle Hunziker. Dividere a metà il programma dando tre puntate alla De Filippi e tre alla Hunziker è stata una pessima idea. Tanto più se si giustifica con il fatto che Michelle avesse già un altro programma da condurre nel primo periodo di messa in onda. Ma perchè, scusate, Maria quanti programmi conduce contemporaneamente? E Barbara d’Urso? Michelle non può condurre mezz’ora di Striscia la Notizia ed anche una prima serata televisiva? Il fatto più grave, però, è che la showgirl svizzera quando entra in scena subisce il confronto con la De Filippi che le risulta impietoso: troppo mono-nota, troppo meccanica, troppo al di fuori da ogni dinamica, troppo incapace di andare oltre al dare il via alla base o la parola a questo o quel giudice. Maria vale molto di più in quanto a dinamiche televisive che sa perfettamente architettare e preparare.
  • Giuliano Peparini in giuria. Il coreografo questa volta scende dalla regia e si accomoda in giuria dove, però, premia tutti, etichetta chiunque come un grande artista e, ovviamente, pende (giustamente) per le prove di danza generate dal proprio indiscutibile talento. Una presenza che si poteva evitare in questo senso.
  • Lo spostamento al mercoledì televisivo. Partito bene al sabato sera l’idea di slittare il tutto nella serata del mercoledì non ha pagato: cambiare giorno di messa in onda confonde sempre il pubblico e se ciò avviene in contemporanea al rischioso cambio di conduzione gli effetti sugli ascolti si sentono eccome. Ed infatti…
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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