Amici Speciali: la seconda puntata si affloscia nello show – Pagelle – Recensiamo Musica

Tutti i voti alle esibizioni dei cantanti in gara

Secondo appuntamento con Amici Speciali che dopo una puntata d’esordio che aveva dato buoni spunti, soprattutto dal punto di vista della qualità artistica messa in campo, questa settimana pare già essersi afflosciato su se stesso riducendo notevolmente le esibizioni “wow” (almeno per il reparto canto) ed appiattendosi sulla dimensione dello show sempre più forte e presente non solo attraverso i siparietti messi in piedi consapevolmente con la giuria ma anche con diversi interventi degli stessi ragazzi “in gara” che si prestano a scherzi e battute. Tante chiacchiere e non così tante note degne.

Ecco le nostre pagelle:

  • GAIA – La prima cosa bella (Nicola di Bari / Ricchi e Poveri). Uno dei brani più coverizzati nella storia dei talent show viene qui riproposto dall’ultima vincitrice di ‘Amici 19’ che s’impone la difficile sfida di riuscire comunque a risultare originale e personale nell’interpretazione. Il cambio di produzione sicuramente la aiuta nell’impresa consentendole di far sua la canzone anche se la scelta vocale va a ricalcare la strada già optata anni fa da Malika Ayane che fece di questa cover uno dei suoi cavalli di battaglia sfoderando un timbro molto più personale di Gaia. Una buona prova, comunque. VOTO: 7
  • ALBERTO URSO – Nessun dorma. Il tenore siciliano ripesca dal cilindro questo classico della tradizione del bel canto lirico da opera. L’hanno cantato un po’ tutti da Pavarotti ad Andrea Bocelli fino a Il Volo ma ogni volta quel “all’alba vincerò” fa il suo effetto perchè di fronte ad una bella voce potente, su questo genere di brani, non si può che applaudire e riconoscerne le capacità. Alberto la esegue in modo egregio e si porta a casa una bella esibizione in quello che è il suo mondo. VOTO: 8.5

  • THE KOLORS – The wall (Pink Floyd). Lo avevano già mostrato nel corso della prima puntata ma con questa esibizione tornano a ribadirlo ad alta voce per chiunque non avesse colto il concetto: Stash ed i The Kolors giocano in un’altra categoria. Altra esibizione costruita alla perfezione in tutta quella che è la produzione, l’arrangiamento e la parte strumentale. Anche di fronte ad una pietra miliare della musica internazionale (che assai raramente si osa portare in TV) la band partenopea suona come convincente e performante al massimo. E non era scontato. VOTO: 9
  • ALBERTO URSO – The show must go on (Queen). Altro grande classicone del repertorio internazionale per Alberto che, questa volta, sceglie di confrontarsi con un brano non esattamente lirico nelle sue declinazioni originali ma potenzialmente adattabile anche a quel mondo. La voce si sporca di un graffio rock eccessivo e che sbava il tutto, l’acuto si spreca ogni volta che risulta possibile e da un punto di vista tecnico l’esecuzione non è così perfetta come avrebbe dovuto. D’impatto ma molto imprecisa. VOTO: 6

  • MICHELE BRAVI – Mad world (Tears for Fears). Un’esibizione intensa che permette al talento umbro di mettere in evidenza tutta la particolarità della sua vocalità che sta risultando fortemente direzionata verso l’espressione di una fragilità e di emotività sensibile. Michele interpreta bene questo classico dei primi anni ’80 trasportandolo, però, con grazia ed eleganza all’interno di un mondo intimo, delicato e del tutto personale che sa andare oltre al brano stesso. VOTO: 8
  • GIORDANA ANGI – Casa. E’ stato il brano che l’ha lanciata all’interno di questo stesso contenitore televisivo ormai più di un anno fa eppure ogni volta che questo brano rivive su quel palco qualcosa di particolare si accende e si avvera in lei e in chi l’ascolta, segno della verità che questa canzone porta dentro di sè. Giordana ci mette tutta la sua intensità nel raccontare, nel vero e proprio senso della parola, la canzone e ciò che sta dentro a quei versi. VOTO: 8.5
  • RANDOM – E’ sempre bello (Coez). Toccare un grande successo è sempre molto rischioso soprattutto se si sceglie di stravolgerlo completamente rispetto a quanto la versione originale proponeva. Il ragazzo, però, sa il fatto suo e rivisita Coez dal proprio punto vista facendone una reinterpretazione che sull’immediato spiazza ma, poi, convince consentendo di entrare dentro quel mondo ed il punto di vista da cui la scelta è scaturita. Coraggioso ma efficace nella ricostruzione anche di produzione. VOTO: 7.5
  • IRAMA – Diavolo in me (Zucchero). Non sembrerebbe, a prima vista, il mondo di riferimento del giovanissimo piumato soprattutto perchè, questa volta, Irama non rivede affatto il brano ma si concentra unicamente nella reinterpretazione del testo originale senza scrivere alcuna barra delle sue come, invece, ci aveva abituato da sempre per quel che riguardava le cover. L’introduzione dei cori gospel permettono di sopperire alla mancanza di soul e blues nella voce che a Zucchero permetteva di riempire di suono il pezzo a differenza di quanto Irama può fare. Ben eseguita ma qualche dubbio sulla scelta rimane. VOTO: 6.5
  • MICHELE BRAVI – Life on Mars (David Bowie). Sempre più teatrale nelle sue rivisitazioni che non si limitano mai alla comunicazione vocale ma che, anche in questo caso, puntano a portare il messaggio a destinazione anche attraverso la presenza scenica, lo sguardo, le movenze. Rifare Bowie è sfida difficile ma Michele porta il pezzo nel suo mondo facendo dimenticare dove lo ha preso il che è sempre una cosa positiva. VOTO: 7
  • IRAMA – Mediterranea. E’ il nuovo singolo del cantante ma è anche il primo vero tormentone estivo ad averci raggiunto quest’anno anticipando forse di qualche giorno i tempi ma dimostrando di essere già apprezzatissimo: chiunque arriverà nelle prossime settimane dovrà vedersela con lui per il titolo di “canzone dell’estate 2020”. Più vicino al mood di ‘Nera’ rispetto che a quello di ‘Arrogante’ ma Irama, lo abbiamo capito, sa scrivere pezzi per l’estate e si sente. VOTO: 8
  • GAIA – Coco Chanel. Mentre in radio impazza la sua ‘Chega’ lei prova a buttare l’esca e a proporsi con questo nuovo pezzo che fa parte del suo disco d’esordio che ha necessariamente bisogno di accumulare vendite che senza instore sono piuttosto scarse. Il potenziale c’è tutto e, dovesse finire a stretto giro in rotazione radiofonica pure questa, sarebbe un successone pari a quello attuale. Radiofonica, martellante, ben costruita su di un sound urban capace di essere attuale ma anche moderno. VOTO: 8
  • RANDOM – Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa. Ed ecco che arriva la presentazione anche del nuovo singolo del ragazzo più strano dell’edizione ma, forse, anche più genuino e senza filtri. Funziona nella sua orecchiabilità racchiusa attorno al verso dell’inciso che, però, non si limita a ripetersi all’infinito (come sempre fanno i tormentoni di questa natura e stagione) ma, anzi, si costruisce attorno dei continui cambi di melodia nelle strofe con l’obiettivo di farsi seguire con attenzione dall’ascoltatore. VOTO: 7
  • THE KOLORS – Frida (mai, mai, mai) / Everytime. Momento nostalgia per la band di Stash che ripesca due cavalli di battaglia dal proprio repertorio mettendo in evidenza sempre una grande ricerca musicale ma evidenziando anche il fatto di come in inglese siano, nonostante tutto, preferibili e di maggior impatto. Poi, certo, il mercato li ha obbligati ad altre scelte… VOTO: 7.5

  • GIORDANA ANGI – Tu es Foutu (In-Grid). Non poteva mancare l’esibizione in francese di Giordana che in questa lingua suona sempre ipnotica. In questo caso il tutto viene esaltato anche dal beat elettronico del pezzo che suona coinvolgente e martellante. Lei sempre dotata di una presenza scenica capace di riempire da sola il palcoscenico e di obbligare l’ascoltatore a non togliergli gli occhi di dosso malgrado un brano non così popolare. VOTO: 7
  • MICHELE BRAVI – Vengo dalla luna (Caparezza). Altra scelta inaspettata della serata eppure Michele riesce nell’impresa di riuscire ad entrare nel mondo di Caparezza o, forse, impone alla canzone il processo contrario facendola entrare dentro di sè. Il risultato è comunque riuscito, efficace e sorprendente. Il ragazzo ha talento, lo sapevamo ma queste serate lo stanno mettendo in evidenza sotto una luce del tutto nuova. VOTO: 7.5

  • ALBERTO URSO – Zombie (The Cranberries). Cambia ancora mondo il giovane Urso che esplora un rock più convinto che, però, nelle strofe si affaccia anche ad un timido rap/parlato. L’inciso è cantato con potenza e precisione ma le strofe, di controcanto, risultano a tratti imbarazzanti con una pronuncia inglese prossima al ridicolo ed una dinamica del cantato non perfetta in cui si percepisce troppo la presa di fiato. Da rivedere lo studio della lingua e della dinamica vocale se si vuole approcciare una canzone simile perchè essere dotati nella potenza non è sufficiente. VOTO: 4
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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