Tutti i voti alle esibizioni dei cantanti

Dagli errori s’impara. Almeno così pare dover essere ed anche la terza puntata di Amici Speciali sembra aver compreso che, a volte, è necessario rimanere fedeli al proprio status più che cercare di fare di più. Ecco che, allora, Maria de Filippi, forse, ha compreso che lo show stava diventando troppo e spesso stucchevole che, piuttosto, era necessario recuperare la parte del talent potendo contare anche su dodici autentici professionisti in grado di reggere questo peso e questa responsabilità. Ne beneficia un po’ tutto e finalmente si torna a vedere una luce in fondo al tunnel di una trasmissione iniziata con dei buoni propositi ma con delle forme non sempre azzeccatissime.

Ecco le pagelle di questa nuova puntata:

  • GIORDANA ANGI – Amami adesso: Una Giordana più fresca, rilassata e destrutturata in questo brano up-tempo pensato appositamente per la stagione tardo primaverile ed estiva pur senza ricadere nel classico abuso di reggae o di figure retoriche troppo abusate nei giorni del sole. Piace perchè mantiene il suo timbro di fabbrica nell’interpretazione pur adottando parole ed immagini più semplici e banali del solito ma riuscendo, comunque, a coinvolgere l’ascoltatore in un mondo tutto suo nel quale riesce in modo eccelso a comunicare. VOTO: 8
  • MICHELE BRAVI – La vita breve dei coriandoli: Michele in queste poche puntate è riuscito a dimostrare di esserci e di esserci in un modo tutto nuovo rispetto a come lo avevamo conosciuto finora nelle sue apparizioni. Sempre intenso, emozionante ed in bilico nel sottile filo dell’empatia del dolore interiore. La sua è la canzone da pelle d’oca per eccellenza perchè sa essere vera, sentita e senza filtri tanto nella sua scrittura musicale e testuale che nell’esibizione capace, ogni volta, di andare oltre la tradizionale messa in scena canora per toccare l’apice della teatralità. L’artista più forte a livello empatico di queste puntate. VOTO: 9

  • THE KOLORS – Non è vero: Stash e soci sono imbattibili sul piano strumentale e musicale e ogni loro esibizione ne è una conferma visto che continuano a dimostrarsi di un altro livello nella resa live dei propri brani. Anche questo nuovo singolo adotta il loro abituale sound funck e lo sfrutta a proprio vantaggio trasformando il tutto in una bomba a mano davvero funzionale e di facile orecchiabilità. Un ritorno piacevole che, si spera, possa tornare ad affermarli anche a livello di mercato in maniera sostanziale e duratura perchè la musica italiana ha bisogno di talenti davvero abili con le sette note e di brani che sanno osare almeno un po’ rispetto ai classici suoni e alle solite strutture melodiche. VOTO: 8+
  • THE KOLORS e IRAMA – Numb (Linkin Park): Due pezzi da novanta della storia del talent show mariano si mettono insieme per rivedere questo classico della storia musicale internazionale che, indubbiamente, sta più nelle corde della band partenopea che in quelle del piumato artista toscano (che cade anche in qualche imprecisione tecnica) che, comunque, ben si appoggia al brano ritagliandosi il suo spazio nella seconda metà del brano con una serie di barre rap tutte d’energia ma poco percepibili dal punto di vista delle parole pronunciate che si confondono con la potenza del suono. Vedere, però, ad ‘Amici’ brani così fa pensare che, forse, qualche cosa di sorprendente anche nel tempio del conservatorismo musicale italiano possa esserci. VOTO: 8
  • GIORDANA ANGI e GAIA – La cura (Franco Battiato): le due ragazze vanno su sicuro tirando in ballo un classicone del repertorio cantautorale italiano, uno di quelli che in ogni talent che si rispetti non può mancare e che quasi mai, come è giusto che sia, può ritenersi soddisfacente. Giordana sfodera le sue tinte più profonde nella voce mentre, invece, Gaia rimane più soave e leggera. Il mix che si crea è piacevole e positivo ma non si merita alcun complimento troppo importante. Ben cantata ma nulla di più probabilmente perchè Gaia era di troppo in una canzone così profonda (avendo Michele Bravi in squadra, probabilmente, il suo contributo sarebbe stato più adatto in una canzone simile). VOTO: 6.5

  • ALBERTO URSO – Quando quando quando: E’ “l’inedito” estivo del giovane cantante di Messina che ad ‘Amici’ ha sempre tentato di sperimentare uscendo anche dal suo abituale terreno di riferimento artistico per approcciarsi a mondi e suoni distanti dai suoi studi e dal repertorio che tendenzialmente gli si adatta maggiormente vocalmente. L’esperimento questa volta è fallimentare proprio per quanto riguarda la scelta ed il mondo musicale sposato che, esclusivamente allo scopo di raccogliere consensi anche nella stagione estiva, si è fatto più danzereccio, allegro e facilmente fruibile. Tutto giusto se non fosse che per un artista la coerenza nelle scelte è spesso parte fondamentale e non esiste alcuna voce al mondo che può fare questo e quello in modo sempre ugualmente credibile (e non si parla di tecnica). Canta bene ma non è il suo mondo oltre il fatto che l’arrangiamento dissacratore con cui questo classico è stato ricostruito fa venire i brividi (di paura). VOTO: 4
  • GAIA – Chega: è il tormentone dell’annata e della stagione primaverile di questo 2020 e ciò che sorprende è che il tutto sia avvenuto a prescindere dalle difficoltà dell’attuale situazione discografica e dall’utilizzo di una lingua non propriamente semplice da digerire per lo scenario musicale, radiofonico e televisivo italiano. Un plauso va fatto, dunque, a Gaia per essere riuscita a trovare la ricetta giusta per comunicare i suoi contenuti oltre che il suo sound sempre estremamente riconoscibile, contemporaneo ed internazionale nelle scelte e nelle direzioni intraprese. VOTO: 8.5

  • IRAMA – I don’t want to miss a thing (Aerosmith): Ecco un’altra delle trovate del giovane Filippo Maria Fanti che s’incarica di tradurre (fedelmente) in italiano una delle colonne sonore cinematografiche più famose al mondo. Tecnicamente non è perfetto sul piano dell’intonazione che, si sa, non è mai stato il punto forte del suo cantato e della sua arte ma la suggestione che riesce a creare con le sue scelte e le sue performance televisive sono sempre un qualcosa di così particolare dal poter sempre vincere la prova che gli si mette davanti. Bravo per l’abilità di tradurre un brano simile ma è assai difficile scordarsi della versione originale della canzone. VOTO: 6
  • RANDOM – Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa: La canzone, lo abbiamo detto, c’è e conquisterà sempre di più la scena di queste prossime settimane proprio perchè ha in sè un’orecchiabilità radiofonica che è indipendente e del tutto scollegata dalle mode o dai suoni più abituali che siamo soliti sentirci proposti. Random gioca con ritmi blues che a tratti ricordano anche Pino Daniele ed il suo mondo di riferimento ma, poi, al’improvviso cambia e si trasforma e, poi, trasformarsi ancora e continuare a sorprendere pur senza mai perdere per strada il pubblico che lo ascolta. Un personaggio ma anche un cantante che ha le carte in regola per proporre della musica piacevole. VOTO: 7

  • GAIA – I put a spell on you (Annie Lennox): prova difficile per l’ultima vincitrice del talent che sceglie di confrontarsi con un brano impegnativo di un colosso della musica soul e black come Annie Lennox ma che, a sorpresa, riesce a trovare nella voce quelle tinte che, pur non potendo fare leva su di un timbro spesso o denso, sanno rendere comunque giustizia al brano adattandosi a dovere alla canzone. Una vera e propria sorpresa tanto nella scelta del brano quanto nella sua esecuzione. VOTO: 7/8
  • IRAMA – Your sex is on fire (Kings of Leon): Altra scelta a sorpresa di questa serata e del percorso che Irama sta dimostrando di voler tracciare in queste sue serate. L’inglese non gli calza bene quanto l’italiano (è vero) eppure anche in questa circostanza riesce a reggere adeguatamente la scena e a dimostrandosi all’altezza della situazione sfoderando presenza scenica, carica energica, empatia con il brano ed una buona dose di coraggio nel scegliere di rischiare con un brano simile che riesce, comunque, a trasportare con coerenza ed efficacia nel suo mondo. Non son scintille, certo, ma è comunque un’esibizione degna. VOTO: 6+
  • GAIA – Shape of you (Ed Sheeran) Dance Monkey (Tones and I): Mush up che unisce due dei più grandi successi delle ultime annate della musica internazionale da classifica e che ci sono stati riproposti già per diverse volte. Gaia trascina entrambi i brani nel suo mondo urbano con suoni ritmici che ben si sposano con la sua voce pulita e lineare quasi dando l’impressione che si tratti di un unico solo grande pezzo. Una buona esibizione in pieno stile Gaia. VOTO: 7

  • GIORDANA ANGI – La vie en rose (Edith Piaf): una delle più belle canzoni di sempre della tradizione musicale francese interpretata da una delle artiste più grandi della storia della musica mondiale di tutti i tempi. Un artista nel vero senso della parola. Giordana, si sa, quando canta in francese (una delle poche che se lo possono permettere nel nostro scenario discografico) acquista sempre in eleganza, trasporto ed eterea emotività. Il suo timbro scuro, colorato dalle note più intense ed una dinamica del cantato sempre puntuale e precisa esaltano una canzone che ha solo bisogno di essere rispettata e cantata. VOTO: 8
  • ALBERTO – Ave Maria: Alberto torna a concedersi al repertorio classico e questo, sicuramente, è senz’altro un bene per quella sua credibilità artistica che si accennava in precedenza. La sua voce su questi terreni si sa confrontare in modo più pulito e preciso risuonando concretamente come più convincente e fedele al mondo a cui è ispirata. Non è sempre preciso nell’esecuzione, a tratti il suo timbro si sporca eccessivamente e a momenti, invece, finisce per essere surclassato dal volume di una base che, una volta tanto, risuona più potente della sua voce. Meglio qui che altrove trattandosi di un tenore leggero. VOTO: 7.5

  • RANDOM – L’essenziale (Marco Mengoni): Random sceglie di rivisitare uno dei più grandi successi del cantautore di Ronciglione o, per meglio dire, quel pezzo che l’ha rilanciato e consacrato nel grande pubblico mainstream ne 2013 dal palco del Festival di Sanremo. I rischi vedere rovinato questo bel brano pop erano elevati ma Random se la gioca con astuzia riscrivendo completamente le strofe ed intonando, del brano originale, solo parte del ritornello. Il mezzo disastro è evitato ed il pezzo scorre via. VOTO: 6.5
  • THE KOLORS – Man in the mirror (Micheal Jackson): Una di quelle canzoni che spesso abbiamo sentito risuonare in televisione ma che Stash e soci sanno interpretare meglio di tanti altri loro colleghi partendo proprio dalla ricerca del suono. L’arrangiamento, come sempre, è il focus su cui si concentra tutta la riuscita a meno della performance e tutto, dalla voce alla ritmica, viene messo a disposizione della ricerca del giusto equilibrio per suonare fedeli alla versione originale ma, insieme, anche attuali e contemporanei. Nella seconda parte del pezzo si spinge sull’acceleratore e la canzone assume tutt’altri connotati il che può piacere o meno perchè quando si tocca un brano-manifesto in modo così pesante il rischio di fare troppo c’è sempre ed è serio. VOTO: 7.5
The following two tabs change content below.

Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.