Angela Luce: addio alla cantante, voce e cuore di Napoli

Angela Luce

Ci ha lasciati oggi, venerdì 20 febbraio 2026, la cantante e attrice napoletana Angela Luce. Nel 1975 si classificò seconda a Sanremo con “Ipocrisia”

Napoli perde una delle sue voci più autentiche e amate. Angela Luce si è spenta oggi, venerdì 20 febbraio 2026, nella sua città, all’età di 87 anni. Cantante raffinata, attrice di cinema e teatro, interprete colta della tradizione partenopea, autrice di testi e protagonista di una stagione culturale irripetibile, Angela Luce è stata per oltre settant’anni un simbolo vivente dell’anima napoletana.

Nata come Angela Savino il 3 dicembre 1937 nel cuore di Napoli, in una famiglia modesta, crebbe in una città che nel dopoguerra cercava di ricostruire non solo le case, ma anche se stessa. Fu l’anima musicale di Napoli a conquistarla per prima. Esordì a soli quattordici anni cantando “Zì Carmilì” alla Piedigrotta Bideri, ma il sogno era il teatro: tra i clienti del padre, artigiano di via Mezzocannone, c’era anche l’attore Ugo D’Alessio.

Il talento era evidente fin da subito, tanto che Eduardo De Filippo disse di lei: “Chesta nunn’ave bisogno ’e provino”. E aveva ragione. In 74 anni di attività, Angela Luce ha attraversato palcoscenici e set cinematografici con una naturalezza disarmante, lavorando con giganti come Pier Paolo Pasolini, Mario Martone e Pupi Avati, senza dimenticare il legame con Eduardo e con il grande teatro napoletano.

Nel cinema ha preso parte a circa 80 film, lasciando scene indimenticabili, come quella del celebre “bacio di condoglianze” accanto a Totò in “Signori si nasce” di Mario Mattoli. Ha lavorato con Luchino Visconti, è stata nel “Decameron” di Pasolini, ha collaborato con John Turturro e ha attraversato la stagione della sceneggiata con Mario Merola. In televisione resta memorabile la partecipazione a “Giochiamo al Varietà” di Antonello Falqui. Nel 1995 ha conquistato il David di Donatello per “L’amore molesto” di Mario Martone, film presentato in concorso a Cannes, una delle grandi soddisfazioni della sua carriera.

Ma Angela Luce è stata soprattutto voce. Voce di Napoli, come è stata spesso definita, capace di unire forza e malinconia, ironia e dramma. Ha partecipato a “Un disco per l’estate” nel 1973 con “La casa del diavolo” e nel 1975 con “Cara amica mia”. Tra i suoi successi più amati, “So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartiere” di Raffaele Viviani, interpretata nello spettacolo “Napoli notte e giorno” diretto da Giuseppe Patroni Griffi e presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Grazie a questo brano è l’unica artista al mondo presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso pezzo.

Nel 1970 ottenne il secondo premio al Festival di Napoli con “‘O divorzio” e vinse la “Maschera d’argento” per l’interpretazione de “L’ultima tarantella”. Partecipò alla Piedigrotta con “Le nuove Canzoni di Napoli” nel 1973 e cantò “La leggenda del lupino” in mondovisione dalla basilica di Santa Chiara. Fu anche autrice di testi, tra cui “Voglia”, su musica di Angelo Fiore, premiata dall’UNICEF nel 1984.

Il grande pubblico nazionale la ricorda per il secondo posto al Festival di Sanremo con il brano teatrale “Ipocrisia”, scritto da Pino Giordano ed Eduardo Alfieri, classificatosi alla pari con Rosanna Fratello. Quell’esibizione, intensa e drammatica, portò sul palco dell’Ariston la forza interpretativa della canzone napoletana, consacrandola definitivamente anche fuori dai confini partenopei.

Artista italiana con la carriera più longeva, appena un anno fa era stata premiata dal Senato a Palazzo Giustiniani. In quell’occasione aveva cantato ancora una volta “Bammenella”, il classico di Viviani che aveva rilanciato nel mondo, dimostrando una voce perfettamente conservata fino alle ultime esibizioni.

Il suo ultimo pensiero pubblico è stato per il Teatro Sannazaro, colpito da un incendio. Il 17 febbraio aveva scritto sui social parole di dolore e speranza: un messaggio che racconta il suo legame indissolubile con la città e con il teatro, casa e missione di una vita intera.

Angela Luce è stata diva popolare e interprete colta, artista grintosa e donna profondamente legata alle sue radici. La sua esistenza è stata un lungo dialogo con Napoli, città amata e mai abbandonata, che le ha donato accento, musicalità e quella vena malinconica che ha attraversato tutta la sua arte. Oggi Napoli perde una voce, ma la sua eco continuerà a risuonare nei teatri, nei film, nelle canzoni e nei cuori di chi l’ha amata.

Scritto da Alessandra Locatelli
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