Angelina Mango, Nina canta e torna a volare nei teatri – RECENSIONE CONCERTO

Angelina Mango

Il racconto del live di Angelina Mango in scena al Teatro Lirico Giorgio Gaber venerdì 27 marzo 2026, tappa del suo tour “Nina canta nei teatri”. La nostra recensione del concerto di Milano

C’è tutto un non detto che solo la musica sa tirare fuori. Un linguaggio invisibile che urla più di mille parole e si trasforma in urgenza espressiva. È esattamente lì che si colloca ciò che Angelina Mango ha portato in scena al Teatro Lirico di Milano: uno spettacolo che non rincorre la perfezione, ma anzi la sfiora appena, scegliendo invece la strada più difficile, quella dell’imperfetta autenticità.

Lo si capisce fin dalle prime note. Fin dall’ingresso in scena. A cominciare dalla destrutturazione quasi spiazzante de “La noia”, brano che possiamo considerare il suo maggior successo finora, con cui la cantante si è aggiudicata la vittoria di Sanremo 2024. Una versione così diversa, più fragile e più cruda, eppure incredibilmente potente.

Un inizio devastante quanto travolgente, di quelli che ti costringono a rimettere in discussione ogni aspettativa. E sì, ero stato avvisato dall’attento collega Claudio Cabona che, dopo aver assistito alla data di Torino, mi aveva anticipato le sue impressioni più che mai condivisibili Ma, a certi appuntamenti, non si arriva mai davvero preparati.

Perché quello di Angelina Mango non è semplicemente un ritorno sul palco. Ha il sapore di una prima volta, pur non essendolo affatto. È qualcosa che assomiglia a una rinascita, o forse a una fase di passaggio, un momento sospeso in cui tutto si ridefinisce. L’artista di Lagonegro porta in scena una sorta di fotografia analogica, una polaroid ben sviluppata, ricca di sfumature e colori che i nostri occhi non siamo più abituati a vedere in epoca digitale. 

Lo spettacolo scorre tra canzoni, applausi e momenti di sincera commozione. Il pubblico la osserva, la ascolta, si lascia attraversare, donandole tutto il proprio calore. Ogni tanto sì, canta pure, ma meno rispetto al passato. Come se, per una sera, la priorità fosse un’altra: sentire e avvertire il talento di questa giovane ragazza che, tra gioia e struggimento, regala tutto di se stessa. Senza risparmiarsi.

Lo fa con “La vita va presa a morsi”, “Gioielli di famiglia”, “7up”, “Pacco fragile”, “Nina canta”, “Edmund e Lucy” (dedicata a suo fratello) e tante altre belle canzoni contenute nel suo ultimo disco “Caramè”, uscito a sorpresa senza alcun clamore e destinato a fare da spartiacque non solo nella carriera di Angelina, ma, perché no, in un mondo discografico che tende a lanciare progetti in serie, come se fossero prodotti da confezionare e da spedire in fretta alla grande distribuzione.

Tra i momenti più intensi della serata, le incursioni di colleghi e amici che l’hanno raggiunta sul palco, come Madame con cui ha intonato “Ioeio” ed Henna con cui ha interpretato “Cosicosicosicosì”, ma anche sottopalco, come nel caso di Marco Mengoni che, tra lo stupore del pubblico in platea, duetta con Angelina sulle note di “Uguale a me”, in un momento intimo quanto corale di questo tour “Nina canta nei teatri”, che proseguirà anche la prossima estate (qui le date annunciate).

C’è un non so che di genuino e di artigianale nella voglia che Angelina ha oggi di fare musica a chilometro zero, dal produttore al consumatore, o per meglio dire: dalla scrittura all’esecuzione. E questo spettacolo ne rappresenta la sintesi più pura. Anche quando decide di smontare e reinventare i suoi brani più noti, da “Melodrama” a “Che t’o dico a fa”, adattandoli al suo nuovo mondo.

Un mondo affascinante, che non rinnega il passato, ma lo rilegge, lo plasma, lo integra con ciò che sta diventando. E in questo viaggio c’è coerenza, c’è evoluzione e c’è la voglia di tornare all’essenza delle cose. Tempo fa, in un’intervista, la stessa Angelina mi raccontò di avere l’abitudine, fin da bambina, di cambiare la disposizione dei mobili in casa. Un vizio che la spinge in questa fase di carriera a trovare un nuovo arredamento alle sue canzoni che, di arrangiamento in arrangiamento, continuano a raccontarla più di mille parole.

E forse è proprio questo il punto. Perché, alla fine, troviamo a come abbiamo iniziato e a un semplice quanto autentico concetto: c’è tutto un non detto che solo la musica sa tirare fuori.

Angelina Mango, la scaletta del concerto di Milano (27 marzo)

  1. La noia
  2. La vita va presa a morsi
  3. Ioeio (con Madame)
  4. Ci siamo persi la fine
  5. Gioielli di famiglia
  6. Come un bambino
  7. 7up
  8. Pacco fragile
  9. Melodrama
  10. Aiaiai
  11. Nina canta
  12. Che t’o dico a fa
  13. Edmund e Lucy
  14. Tutto all’aria
  15. Mani vuote
  16. Uguale a me (con Marco Mengoni)
  17. Smile
  18. Le scarpe slacciate
  19. Cosicosicosicosì (con Henna)
  20. Mylove
  21. Bomba a mano
  22. Fila indiana
  23. Velo sugli occhi
  24. Igloo
  25. Caramé
Scritto da Nico Donvito
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