Anna Tatangelo vuole rinascere con “La fortuna sia con me” – RECENSIONE

Recensione del nuovo album d’inediti

A volte, nella carriera di un’artista arriva il momento di mettere definitivamente un punto e voltare pagina. A volte, quel punto occorre per iniziare davvero un nuovo capoverso altre, invece, quel punto serve solo per dare qualche secondo di pausa e riprendere il discorso esattamente da dove lo si era interrotto. Un punto farlocco, insomma. Anna Tatangelo con questo suo nuovo La fortuna sia con me ha deciso di metterlo questo punto ma rimarrà da capire se sia stata una scelta efficace e se, soprattutto, sia davvero riuscita a svoltare dando nuova linfa ad una carriera che, negli ultimi anni, si era un po’ adagiata su se stessa.

Non è un caso, in effetti, che nel nuovo album d’inediti della cantante, piuttosto ridotto in termini di quantità di tracce, trova spazio anche una nuova versione del sempreverde Ragazza di periferia che Lady Tata rivista, a 14 anni dalla pubblicazione, insieme alla trap di Achille Lauro. Anche se Anna si dedica con impegno e capacità a riattualizzare un grande classico della sua discografia il risultato delude per l’eccessivo impianto contemporaneo adottato nei suoni troppo condizionati dall’autotune e dalle linee guide del linguaggio trap d’oggi. Anche la scelta di rispolverare questo grande classico a fatica permette al progetto di risultare davvero un lavoro nuovo e realmente appartenente ad una nuova alba.

In effetti, questa nuova alba non sorge mai del tutto e ce ne rende conto nel modo migliore con Le nostre anime di notteil brano che ha caratterizzato l’ottava partecipazione al Festival di Sanremo nel corso di 17 anni. Il brano, malgrado abbia scelto di fare a meno delle più tradizionali firme che spesso hanno caratterizzato i brani sanremesi di Anna (Gigi d’Alessio in testa) affidandosi al giovane e talentuoso Lorenzo Vizzini, non ha la forza adatta nè per scrivere una nuova pagina musicale in senso evolutivo nè di consacrarsi con coerenza e abbastanza forza all’interno del repertorio più tradizionale della cantante. La canzone racconta di un amore in difficoltà che si divide e si allontana progressivamente anche se “mai potremmo perderci”. Anna canta con tutta la sua voce una ballata pop coerente e sincera ma che manca dell’elemento giusto, soprattutto musicalmente inteso, per spiccare davvero.

Nel corso dell’album si assiste a quel momento in cui “lasci il buio alle spalle, la strada si fa strada da sè” come recita Chiedere scusa, traccia che apre l’album oltre che il percorso del progetto in radio. Se il tema rimane la svolta e la ricerca di un nuovo futuro la penna di Matteo Buzzanca opta per un sound leggermente più contemporaneo che, poi, torna a riproporsi anche in La fortuna sia con me che grazie alla scrittura aggraziata di Giuseppe Anastasi riesce a mettere da parte gli errori e a guardare al futuro: “basta con le lacrime tanto adesso è inutile”.

Intervengono, poi, anche le firme dei fratelli Verrienti e Giulia Capone in Perdona, bella ballata pop in cui la voce trova una tinta meno immateriale acquistando corpo, della coppia di Federica Camba e Daniele Coro, sempre pop-traditional in La vita che vive che si trova tra le mani un inciso non esattamente ispirato, e di Rosario Canale/Rory di Benedetto che con Tutto ciò che serve s’incaricano di proporre il brano più fresco ed estivo del progetto grazie ad un arrangiamento attuale e condito di qualche buona tastiera ed un ritornello orecchiabile.

La parte conclusiva del progetto è affidata alla penna di Giovanni Caccamo che risuona (stranamente) piuttosto moderno già ne L’attesa per poi proseguire in Amami domani e nella ritmica Astronauti che spicca musicalmente rispetto alle altre creazioni un po’ impersonali. Chiude, poi, La condanna e la felicità che non si discosta molto dalla ricetta seguita da tutto l’album pur vantando alcune delle strofe maggiormente ispirate.

Questo nuovo progetto di Anna Tatangelo ha il merito di sapersi dimostrare omogeneo e coerente sotto il profilo musicale e soprattutto tematico-testuale raccontando uno spaccato di vita vera dell’artista e dando, quindi, corpo a quelle emozioni e a quei pensieri che ella stessa ha provato sulla propria pelle. Il grande deficit del progetto, però, sta nell’assoluta mancanza della canzone manifesto, quella capace di segnare davvero la svolta e di riportare l’interprete ciociara nell’hit parade come un tempo. Manca la canzone capace di distinguersi dalla massa, quella capace di far riconoscere la Tatangelo di sempre con le sue belle orechestrazioni melodiche o, piuttosto, una Tatangelo completamente nuova. Questo La fortuna sia con me mette effettivamente un punto ma non ha il coraggio di iniziare un nuovo capoverso e si rifugia, senza troppo successo, in un territorio che non è nè carne nè pesce. Ci sono canzoni orecchiabili ed altre emozionali, ci sono brani dai suoni contemporanei ed altri più tradizionali, ci sono tinte vocali eteree ed altre corpose ma manca qualcosa davvero in grado di sorprendere l’ascoltatore, un sempreverde.

Migliori tracce | Le nostre anime di notte

Voto complessivo | 6.3/10

Tracklist |

  1. Chiedere scusa  
    [Matteo Buzzanca]
  2. Ragazza di periferia feat. Achille Lauro
    [Vincenzo d’Agostino, Achille Lauro – Gigi d’Alessio]
  3. La fortuna sia con me
    [Giuseppe Anastasi]
  4. Tutto ciò che serve
    [Rosario Canale, Rory di Benedetto]
  5. Le nostre anime di notte
    [Lorenzo Vizzini]
  6. Perdona
    [Niccolò Verrienti, Carlo Verrienti, Giulia Capone]
  7. La vita che vive
    [Federica Camba, Daniele Coro]
  8. L’attesa
    [Giovanni Caccamo]
  9. Astronauti
    [Giovanni Caccamo]
  10. La condanna e la felicità
    [Enrico Bulla, Eugeniu Darie – Eugeniu Darie, Giulio Filotto]
  11. Amami domani
    [Giovanni Caccamo – Giovanni Caccamo, Placido Salomone]

Video recensione | (in aggiornamento)

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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