Recensione del concerto vicentino dell’artista potentina

E’ stata una serata di musica leggera direbbero alcuni riguardo a quella che ieri sera ha inaugurato la nuova edizione del Vicenza in Festival con un concerto leggiadro e magistrale di una Arisa davvero in formissima. In realtà, però, è stato ben di più perché la cantante potentina ha incantato il pubblico accorso nella bellissima cornice di Piazza dei Signori, all’ombra della Basilica Palladiana, con una prova ineccepibile di bel canto e con un repertorio irraggiungibile per molti (se non quasi tutti) dei suoi colleghi generazionali.

Quasi due ore di spettacolo ininterrotto (non ama, confida al pubblico, abbandonare il palco sul finale come fanno molti suoi colleghi per poi risalirvi dopo che il pubblico, ripetendo ormai un cliché che sa di farsa, grida a gran voce “bis”): un concerto fatto di tante canzoni rese uniche dalla voce unica ed inimitabile di Arisa e da tre musicisti perfetti ad accompagnarla con pianoforte, basso e batteria riuscendo a riempire tutte le gamme di suono e non dando mai la sensazione di quella noia soporifera che, a volte, i concerti così “acustici” rischiano di trasmettere.

Nella scaletta, ovviamente, trovano posto le immancabili Sinceritàe La notte’, che aprono il concerto subito con il botto, ma anche le altre colonne sonore sanremesi di una carriera che all’Ariston deve tanto e quindi le delicatissime ‘Guardando il cielo’ e ‘Controvento’ oltre alla frizzantina ‘Mi sento bene’ che fa scatenare il pubblico grazie ad un arrangiamento ritmico tutto rivoluzionato. Ma poi ci sono anche ‘Kobra’ di Rettore, ‘Vecchio frack’ di Domenico Modugno ed un’incredibile ‘Dancing queen’ degli Abba per testimoniare il fatto che Arisa è un interprete eccellente con qualsiasi canzone si trovi tra le mani o, per meglio dire, tra le corde vocali.

Le chicche arrivano quando Arisa propone al pubblico una struggentissima ‘L’amore è un’altra cosa’, le cinematografiche ‘Ho cambiato i piani’ e ‘Vasame’ ed una potente Quante parole che non diciche lascia il pubblico a bocca aperta una volta in più per la potenza e la capacità vocale di cui è capace. Non potevano mancare, ovviamente, nemmeno ‘Meraviglioso amore mio’, ‘Pace’ e l’ultima ‘Ricominciare ancora’ oltre a numerose altre canzoni che, tra un intermezzo ed un altro, lasciano spazio a improvvisazioni, aneddoti, spontaneità ed una vera interazione con il pubblico.

Arisa si rivela in ottima forma oltre che una vera signora della canzone italiana capace di conquistare la scena e catturare l’attenzione dello spettatore che non può toglierle lo sguardo di dosso per due ore ininterrottamente rimanendo incantato da una delle più belle voci degli ultimi 20 anni e da un repertorio così ricco di capolavori che difficilmente può trovare dei concorrenti all’altezza al giorno d’oggi. Non una nota fuori posto, non un errore, una disattenzione o una parola detta fuori posto ma soltanto uno show perfetto in cui è la musica a parlare davvero grazie ad un talento cristallino che da solo riempie la scena riuscendo a creare l’illusione, mai vera come in questo caso, di essere all’ascolto, in realtà, di un disco. Arisa, semplicemente, mette in scena l’arte del cantare. Cantare bene e belle canzoni.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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