Bambole di Pezza, tutto quello che c’è da sapere sull’album “5″

Bambole di pezza

Tempo di nuova musica per le Bambole di Pezza che, reduci dal debutto sanremese con “Resta con me”, hanno reso disponibile l’album “5″

L’incontro con le Bambole di Pezza, che si è svolto all’Hard Rock Cafe di Milano, arriva in un momento cruciale della loro carriera. Dopo l’esposizione mediatica del Festival di Sanremo 2026, dove hanno portato sul palco dell’Ariston il brano “Resta con me”, la band torna con “5”, il nuovo album di inediti disponibile dal 27 marzo per Emi / Universal Music. Un disco che non è solo una tappa discografica, ma una dichiarazione d’identità.

Cinque come loro, cinque come i dischi pubblicati, ma anche come un numero instabile, impossibile da dividere: un equilibrio imperfetto che racconta perfettamente la natura del gruppo. Ed è proprio da quella crepa — emersa anche nel dibattito sulla parità di genere acceso durante Sanremo — che riparte tutto.

«Questo album rappresenta uno dei momenti più importanti della nostra vita. Dopo il Festival finalmente ci siamo sentite delle professioniste… arrivare dopo anni di gavetta a un palco così importante è un modo per affermare di esserci – raccontano – abbiamo avuto una grande manifestazione di affetto… continueremo sempre a portare in giro la nostra musica».

5” arriva dopo mesi intensi, vissuti con un’energia che si sente tutta nella traccia d’apertura, “Effetto collaterale”, manifesto sonoro e generazionale. Il rock delle Bambole di Pezza si conferma diretto, ma si arricchisce di nuove sfumature, mantenendo quel mix di punk, pop e attitudine DIY che le ha sempre contraddistinte. Il cuore emotivo del progetto resta proprio “Resta con me”, il brano sanremese che ha segnato un punto di svolta. Una canzone intima, che racconta la crescita personale e il bisogno, semplice ma difficilissimo, di restare.

Dentro “5” convivono anime diverse. Le influenze dichiarate spaziano dal movimento Riot Grrrl a icone come Joan Jett e PJ Harvey, fino al rock classico degli AC/DC e dei Rolling Stones: «Abbiamo origini musicali molto diverse… questo disco è proprio l’unione di tutte queste influenze», spiegano. Non manca però l’evoluzione: «È assolutamente un disco “Bambole di Pezza”… ma abbiamo inserito anche brani più morbidi, delle semi-ballate come “Resta con me” o “Antiproiettile”. È stata una sperimentazione naturale, senza snaturarci».

Tra i brani più rappresentativi c’è “Fomo del sabato sera”, fotografia lucida e disillusa della contemporaneità: «All’inizio si chiamava “Febbre del sabato sera”… ma volevamo raccontare la gioventù di oggi. La paura di restare fuori dalle situazioni… però anche l’accettazione del vivere il qui e ora». Un racconto generazionale che si muove tra ironia e inquietudine, proprio come “Nuda ma alla moda”, che ribalta lo sguardo sul corpo e sul desiderio femminile: «La donna non deve essere succube del desiderio altrui… ma può essere colei che conquista, sentendosi fiera del proprio corpo».

Nella parte centrale e finale del disco emerge una dimensione più introspettiva. Brani come “Orizzonte verticale” raccontano il valore delle cadute: «È un inno a guardare il lato positivo anche nelle cadute… anche da sdraiati si può scorgere qualcosa di nuovo e bello». Mentre “Antiproiettile” chiude il disco con una presa di posizione forte, soprattutto sul tema della violenza sulle donne: «Invitiamo a non restare in silenzio, a denunciare e a crearsi una corazza… il dolore va attraversato e superato».

L’energia delle Bambole di Pezza trova la sua dimensione più autentica dal vivo. Dal 15 aprile partirà invece il “Club Tour 2026”, che toccherà città come Milano, Firenze, Padova, Torino, Bologna, Roma e Napoli. Una dimensione, quella live, che resta centrale: costruita negli anni tra club, festival e aperture a nomi internazionali, e che oggi si carica di un significato ancora più forte.

5” è quindi molto più di un disco. È la fotografia di una band che ha attraversato cambiamenti, pause e ripartenze, trasformando ogni fragilità in energia. E che oggi, con maggiore consapevolezza, continua a rivendicare il proprio spazio, dentro e fuori dal palco.

Scritto da Redazione RM
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