“Basta così” di Pierdavide Carone: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Basta così” di Pierdavide Carone
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2012 con “Basta così” di Pierdavide Carone.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Basta così” di Pierdavide Carone
Pubblicato come secondo estratto dall’album “Nanì e altri racconti”, “Basta così” arriva subito dopo la forte esposizione emotiva e mediatica di Pierdavide Carone a Sanremo 2012, accanto a Lucio Dalla. È un brano che, pur muovendosi in una dimensione più intima e quotidiana, conferma la cifra più autentica del cantautore: la capacità di raccontare la fine di un amore senza retorica, affidandosi alla precisione delle parole e alla lucidità dell’analisi emotiva.
La canzone si apre come una dichiarazione irrevocabile. Non c’è rabbia, non c’è dramma urlato, ma una stanchezza consapevole. L’addio non è improvviso, è maturato nel tempo, consumato da silenzi e ripetizioni. Il protagonista se ne va “stasera”, senza scenate, senza bisogno di spiegazioni ulteriori. Mentire ancora non serve più, perché la relazione ha già smesso di esistere prima ancora di finire formalmente.
Il silenzio è il vero antagonista del brano. Non è assenza di parole, ma assenza di senso. Quando “comincia il silenzio”, l’amore è già finito. Pierdavide Carone costruisce una serie di parallelismi efficaci, quasi matematici, in cui ogni fine genera un inizio doloroso: l’assenzio che termina lascia spazio al dolore, l’accordo che scivola in minore segna la conclusione del sentimento. La musica diventa metafora emotiva, linguaggio attraverso cui leggere la relazione stessa.
Nella parte centrale del brano emerge anche una dimensione più introspettiva. Il protagonista prende atto delle proprie fragilità, dell’insicurezza che lo accompagna da sempre, di un malessere che ha contribuito a scavare la distanza. L’immagine del “fascio di luce esanime” è particolarmente significativa: l’amore c’è stato, ma ha perso forza, vitalità, direzione. Persino il riferimento al prete di periferia, che parla di salvezza delle anime, sottolinea il contrasto tra parole alte e una realtà emotiva ormai svuotata.
“Basta così” è una canzone sulla fine dell’amore raccontata con dignità e lucidità. Non offre consolazione, non promette rinascite immediate. Si limita a constatare un fatto doloroso ma necessario: quando l’amore finisce davvero, l’unica scelta possibile è accettarlo. E basta così.
Il testo di “Basta così” di Pierdavide Carone
Me ne vado stasera
A che serve mentire ancora, no
Me ne vado perciò
Ho lasciato com’era
Tutto in ordine, una chimera, sai
Questo tu penserai
Era uno dei tuoi litigi preferiti
Sta tranquilla, ormai, sono già finiti
No, non torno per cena
A che serve, sarebbe solo scena
Preferisco così
Quando comincia il silenzio, finisce l’amore, finisce l’amore
Quando finisce l’assenzio, comincia il dolore, comincia il dolore
Quando l’accordo è in minore, finisce l’amore, finisce l’amore
Quando finisce l’amore, finisce l’amore e basta così
Basta così
Forse torno domani
Ma non dirmi rimani, vita mia
Prendo tutto e poi via
Perché comincia il silenzio e finisce l’amore, finisce l’amore
Quando finisce l’assenzio, comincia il dolore, comincia il dolore
Quando l’accordo è in minore, finisce l’amore, finisce l’amore
Quando finisce l’amore, finisce l’amore e basta così
Basta con l’insicurezza che da sempre mi contraddistingue
Basta con l’inopportuno malessere che ci distingue
Con l’amore che assomiglia a un fascio di luce esanime
Mentre un prete di periferia ci parla della salvezza delle anime
Così comincia il silenzio e finisce l’amore, finisce l’amore
Come finisce l’assenzio ricomincia il dolore, ricomincia il dolore
Quando l’accordo è in minore, finisce l’amore, finisce l’amore
Quando finisce l’amore, è finito l’amore e basta così