A tu per tu con la giovane artista siciliana, al suo ritorno discografico con il nuovo singolo “Sugar Daddy

A circa un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Beatrice Visconti,  in arte Beatrice Quinta, in occasione dell’uscita di “Sugar Daddy”, singolo prodotto da Giulio Nenna e Andrea DB Debernardi per l’etichetta Iris Flower. Un brano che racconta il mondo della notte con gli occhi delle ragazze, un invito ad utilizzare l’ironia come meccanismo di autodifesa, lasciandosi andare alla provocazione e all’irriverenza.

Ciao Beatrice, benvenuta. Partiamo da  “Sugar Daddy”, che sapore ha per te questo pezzo?

«Piccante, a tratti agrodolce. Tutto sommato dolce!».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il senso della canzone?

«“Qualche regalo e un sorso di felicità che stia da Dio con la mia personalità!». 

Prosegue la collaborazione con Giulio Nenna e Andrea DB Debernardi, come siete arrivati a questo tipo di sonorità?

«Ho fatto una playlist con tutti i brani che ascoltavo quando volevo un boost di confidence, io Giulio e Andrea abbiamo cercato di trasferire quell’energia nei pezzi che ho scritto. “Sugar Daddy” è solo l’inizio del mondo musicale che voglio navigare».

Dal punto di vista narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto da Byron Rosero?

«Accompagna l’ascoltatore nel mio viaggio. È un immaginario cucito addosso alla canzone: ironico, irriverente e provocatorio. Visione su cui ho lavorato soprattutto durante la quarantena con la mia art director (Adriana Tedeschi) guardando fino a tardi maratone di Rupaul drag race, pose, live di Lady Gaga ecc… Byron è stato bravissimo a capire il concept e dirigere. Il video ricrea un ambiente glamour mantenendo l’attenzione sulla libertà d’espressione e sulla libertà sessuale».

Noi ci eravamo sentiti lo scorso anno, quando il tuo nome d’arte era Beatrice V. A cosa si deve questo “cambio di identità”?

«Quando è uscita “Coco Pops” ho chiesto ad “Alexa” di riprodurla e mi aveva chiamata “quinta” perché leggeva V (di Visconti il mio cognome) come un numero romano. Mi ha fatto divertire ed ho deciso di non rinunciarci! Mi piace, sa di regale! P.s. Avrei sinceramente anche voluto una quinta di seno».

Quali skills pensi di aver maturato rispetto al precedente singolo “Coco Pops”?

«È passato soltanto un anno ma ho lavorato sodo, facendo tanta ricerca. La mia penna è cambiata, è diventata più seducente ma l’essenza pop si riconferma in “Sugar Daddy” con nuovi sound».

Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti in cantiere?

«”Sugar Daddy” è solo l’antipasto. Le prossime avventure saranno ricche di colore, glitter e nightlife». 

Per concludere, in un momento storico così delicato, quali riflessioni e quali sensazioni ti piacerebbe riuscire a trasmettere con la tua musica?

«È un periodo difficile a prescindere da ciò che cantiamo, per questo la mia musica vuole essere un luogo di leggerezza – da non confondere con superficialità – che ci distragga da questa realtà anche solo per treminuti».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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