Briga: “Sono stati anni intensi e di cambiamenti importanti” – INTERVISTA
A tu per tu con Briga in occasione del suo concerto ai Magazzini Generali di Milano, per parlare dei singoli “Sentimenti” e “Allegra”, usciti in questo 2026
A pochi giorni dalla chiusura del suo “Sentimenti Club Tour”, andata in scena ai Magazzini Generali di Milano lo scorso 4 maggio, Briga si racconta in un momento di profonda trasformazione personale e artistica.
Il concerto conclusivo ha segnato non solo la fine di un percorso live articolato tra rap, pop e momenti acustici, ma anche un passaggio simbolico: per la prima volta sul palco da padre, l’artista romano ha portato dal vivo “Allegra”, il brano dedicato alla figlia appena nata, affiancato dal singolo “Sognatori”, manifesto di una nuova fase della sua carriera.
Tra cambiamenti di vita, ritorno all’autoproduzione e una rinnovata consapevolezza, Briga ripercorre con noi le tappe più recenti del suo percorso, tra musica e dimensione privata, guardando già a ciò che verrà.
Briga ci parla dei singoli “Sognatori” e “Allegra”, l’intervista
Che momento particolare è questo della tua vita, come lo descriveresti?
«Da qualche tempo a questa parte è tutto una grande novità, sia a livello professionale sia nella vita privata. È nata mia figlia da poco più di un mese ed è un momento molto felice. A giugno scorso è uscito anche il mio primo disco completamente autoprodotto: per me è un ritorno alle origini, perché ho iniziato così, poi sono passato dalle etichette e ora sono tornato indipendente. Sono stati anni intensi, che mi hanno dato la spinta per fare cambiamenti importanti».
Il tuo ultimo singolo, “Allegra” è dedicato alla nascita di tua figlia. Com’è diventare papà per la prima volta?
«Era un grande desiderio, nostro come coppia. Allegra è una figlia molto voluta. Io mi sono sentito un uomo diverso nel momento in cui è nata. Ho vissuto il parto, ed è stato il momento di più grande stupore della mia vita».
Com’è pensare che ci sarà sempre una canzone ad accompagnare la vita di tua figlia?
«Ci ho messo un po’ a scriverla. Ho fatto quattro versioni prima di arrivare a quella definitiva, perché ho bisogno di vivere davvero le emozioni di cui parlo. All’inizio mettevo il focus su di lei, poi ho capito che dovevo metterlo su di me, su quello che immaginavo di provare alla sua nascita. È una canzone semplice, che racconta quel momento. Non è “la” canzone per mia figlia, ma quella della sua nascita. Quella arriverà magari più avanti».
“Sognatori” è un brano che rivendica il diritto di continuare a sognare: cosa lo ha ispirato?
«È legato a un periodo difficile, in cui non riuscivamo a realizzare il desiderio di diventare genitori. Ci sentivamo sopraffatti, anche a livello lavorativo, perché la vita degli artisti è una montagna russa. L’ho scritto come buon auspicio. Ricordo il momento preciso: ero con mia moglie a Roma, davanti a una vetrina, e il riflesso di noi mi ha colpito. Da lì è partita la canzone».
Che rapporto hai con il tempo che passa? Esiste un’età per sognare?
«Per me il tempo è relativo. Conta come lo impieghi: se fai cose che ti rendono felice, il tempo si ferma. Io ho sempre messo davanti la mia vita personale, sono un uomo di passioni. Il momento più difficile è stato quando avevo perso la mia libertà, negli anni di maggiore esposizione. Oggi sono felice perché posso vivere e lavorare con più tranquillità».
“Sognatori” e “Aurora” porteranno a un nuovo disco?
«In realtà fanno parte del disco uscito a giugno che si intitola “Sentimenti”. Dal prossimo singolo invece inizierà una nuova fase. Non potevo non inserire “Sognatori” e “Allegra” in un progetto che si chiama così, perché sono brani perfettamente coerenti».
Per concludere uali elementi ti rendono orgoglioso del tuo percorso?
«Tutte le canzoni che ho cantato le ho scritte io, ed è una cosa di cui vado molto fiero. Ho fatto dischi diversi tra loro, sono partito dal rap e sono arrivato a lavori suonati con la band. Sono migliorato nel canto, non ho mai imbrogliato, mi sono autoprodotto e ho avuto esperienze importanti, anche con grandi artisti. Mi sono tolto tante soddisfazioni e sono convinto che ne arriveranno altre».