Buon compleanno Don Backy, 87 primavere per l’autore de “L’immensità”
Il cantautore toscano festeggia 87 anni. Una carriera lunga oltre sei decenni tra musica, cinema, letteratura e fumetti, con canzoni diventate patrimonio della memoria collettiva italiana
Ottantasette primavere e una storia artistica che sembra avere ancora parecchie pagine da sfogliare. Don Backy, al secolo Aldo Caponi, compie oggi, 21 agosto 2026, 87 anni. Nato a Santa Croce sull’Arno nel 1939, è uno di quei personaggi che sarebbe riduttivo definire semplicemente “cantautore”. Perché nella sua lunga carriera ha attraversato musica, cinema, letteratura, teatro e fumetto, sempre con la stessa curiosità e con una cifra artistica difficilmente confondibile.
Soprattutto, Don Backy è l’uomo che ha scritto e interpretato “L’immensità”, una delle canzoni più riconoscibili e longeve della musica italiana. Un brano nato negli anni Sessanta e capace, a distanza di quasi sessant’anni, di non avere ancora bisogno di spiegazioni. Basta quell’attacco, quella voce graffiante, quelle parole sospese tra sentimento ed esistenzialismo, per riportare immediatamente a un’epoca nella quale la canzone italiana stava cambiando pelle.
Ma fermarsi a “L’immensità” sarebbe quasi un torto nei confronti di una carriera così ricca. La sua storia musicale parte nel 1956, dopo aver visto al cinema Bill Haley alle prese con “Rock Around the Clock”, imbraccia la chitarra e comincia un percorso che lo porterà molto lontano.
Gli esordi arrivano con il nome d’arte Kleiner Agaton e con alcuni singoli autoprodotti. È il mondo del rock and roll a fare da prima palestra, ma presto arrivano anche le prime composizioni originali. Tra queste c’è “La storia di Frankie Ballan”, il brano che gli apre una porta decisiva. Quella porta conduce al Clan Celentano, la neonata realtà fondata da Adriano Celentano. Ed è proprio all’interno del Clan che Kleiner Agaton diventa Don Backy, nome suggerito da Ricky Gianco, Guidone e dagli altri artisti dell’etichetta.
Con il Clan approda il Cantagiro, arrivano i primi successi e arriva anche una collaborazione sempre più intensa con gli altri artisti della scuderia. Don Backy non è soltanto interprete: scrive. E scrive per sé e per gli altri. È sua, per esempio, la versione italiana di “Stand by Me”, trasformata per Adriano Celentano in “Pregherò”. Una dimostrazione di quella capacità di prendere melodie e suggestioni internazionali e trasformarle in qualcosa di profondamente italiano.
Poi arriva Sanremo. Don Backy sale sul palco del Festival in coppia con Johnny Dorelli per cantare “L’immensità”. Se il 1967 rappresenta uno dei vertici della sua affermazione, il 1968 diventa invece l’anno della frattura. La vicenda di “Canzone” e “Casa bianca” porta infatti alla rottura con il Clan Celentano. Una storia complessa, fatta di brani, regolamenti, diritti e contrasti personali e professionali, che finirà persino nelle aule di tribunale.
“Canzone”, interpretata da Adriano Celentano, arriva terza al Festival di Sanremo, mentre “Casa bianca”, interpretata da Marisa Sannia e Ornella Vanoni, si piazza seconda. Don Backy, intanto, è fuori dalla gara ma al centro della cronaca. Il giorno dopo il Festival, il titolo del quotidiano La Notte sintetizza perfettamente la situazione: “Don Backy vince senza cantare”.
Uscito dal Clan, fonda la propria etichetta, Amico, e continua per la sua strada. Nel 1969 torna a Sanremo con “Un sorriso”, cantata insieme a Milva, conquistando il terzo posto.
Gli anni Settanta mostrano un altro Don Backy. La musica resta centrale, ma il cinema acquista sempre più spazio. Partecipa a numerosi film, spesso occupandosi anche delle musiche. Parallelamente continua a scrivere canzoni e a sperimentare. Ed è proprio in questo periodo che emerge un altro lato fondamentale della sua produzione: la capacità di affrontare temi non convenzionali.
Negli anni Ottanta si dedica anche al fumetto e realizza “L’inferno”, un’opera monumentale in dodici cerchi e oltre tremila versi in quartine a rime alternate. Scrive e lavora per il teatro musicale, si occupa di musica e torna periodicamente in televisione, soprattutto attraverso i programmi dedicati alla memoria della canzone italiana.
Oggi Don Backy compie 87 anni. Sessantasei anni dopo quel primo singolo inciso nel 1960, il suo nome continua a essere legato a una stagione irripetibile della musica italiana, ma soprattutto a un’idea di artista decisamente più ampia.