Un focus all’interno di alcune tematiche più care ai grandi cantautori del passato e agli astri nascenti della nostra discografia

“L’uomo non conosce altra felicità se non quella che egli si va immaginando, e poi, finita l’illusione, ricade nel dolore di sempre”, dice Sofocle, forse secondo una visione troppo pessimista ma comunque non così fuori dal mondo. Immaginare un mondo diverso, immaginare per allontanarsi dalla pesante realtà o semplicemente per sopportare in maniera decisa le situazioni della vita. L’uomo sogna quello che non ha e si immedesima in quello che non sarà mai, viaggia lontano ma stando fermo e si rintana nelle solite piccole certezze. L’arte in questo senso si trasforma così in uno strumento per evadere ed allontanarsi dal freddo e distaccato “mondo reale”, sempre più frenetico e sempre meno gestibile.

In tanti nel macello del mondo musicale hanno provato a descrivere questo desiderio, in non molti invece ci sono riusciti. I perché del fatto che fra tanti Ultimo ci sia riuscito con lode saranno descritti in questa breve analisi attraverso la quale cercheremo di entrare all’interno della discografia del giovanissimo cantautore, andando a trovare i punti fermi della sua visione del mondo.

Si potrebbe partire con un’analisi basilare e poco dettagliata, dicendo che i punti dai quali partire dell’artista siano essenzialmente due: il mondo reale e quello immaginato. In mezzo poi possiamo trovare tutto il resto, compreso quell’amore descritto a volte come unica via di salvezza e altrettante come inesorabile fonte di straziante dolore. Per Ultimo quell’altrove si trasforma in un luogo idealizzato e dove sentirsi in ogni caso protetti, in cui il rifugio della mente non solo diventa necessario per fuggire dalle difficoltà della vita, ma rappresenta una vera e propria ricerca spasmodica di uno stato di pace interiore.

Non è un caso che in numerosi brani del cantautore romano questo “mondo immaginato” venga spesso accostato ad immagini che ci riconducono immediatamente ad uno stato di poetico di tranquillità:  “le onde del mare”, “il rumore del vento”, così come al contrario il mondo reale sia spesso legato ad immagini più crude e sicuramente meno poetiche.

Ma portami via
Dove il mondo è un’idea
Portami ovunque tu sia
E portami via
Dove ancora sei mia

Tutti abbiamo necessità di far viaggiare la mente e soprattutto tutti dovremmo avere la possibilità di essere metaforicamente “portati via”, Ultimo è riuscito molto spesso dove tanti altri hanno fallito, ovvero descrivere emozioni complesse senza la necessità di ricorrere a grandi paroloni o metafore incompressibili. Il concetto della fantasia come risorsa per vivere e per sopravvivere è un lietmotiv della sua discografia, la stessa fantasia che permette a l’uomo che sogna di “trasformare in pianeti i sassi”, anche a costo di sbattere poi la testa contro la nuda e cruda realtà, che al contrario viene denudata di ogni artificio poetico.

Tutto è poesia, ma allo stesso tempo nulla è poesia, questo sembra volerci suggerire il cantautore, capace di descrivere il mondo nei suoi aspetti più differenti scontrandosi spesso con le problematiche della realtà, impossibile da gestire. Ed è in questa incredibile confusione che viene introdotto il tema dell’amore, capace di spostare l’ago della bilancia probabilmente come nient’altro. Ultimo sembra voler collocare la sfera del sentimento amoroso proprio come un ponte tra i due mondi descritti, capace sia di trasportarti altrove senza il bisogno di parole, sia di riportarti a terra lasciandoti interdetto e senza forza.

Le confesso che non guardo mai i suoi occhi da vicino
Perché poi ci casco dentro e non mi accorgo che respiro
E spegni tu la luce che io non mi reggo in piedi
Poi la spegni e vedo poco, ma tutto è dentro le mie mani
Non ti vedo, ma ti sento e il letto è diventato mare
Ti avvicini e non so stare a te vicino senza amare
Si parla tanto di nuove generazioni senza valori, di un mondo che avanza solo basandosi su cose frivole, fra like, dislike e condivisioni e spesso ci si dimentica della tanto bistrattata “semplicità”. Beati allora i cantautori che ancora parlano di sogni, ricordandoci che l’immaginazione e l’evasione posso riuscire lì dove la realtà scricchiola. Che cosa meglio della musica può adempiere a questa funzione? “Eterni” sono i ragazzi che “sognano con gli occhi bagnati”, anche a costo di bruciarsi e di bruciare emozioni come “sogni appesi” troppo in alto…
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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Di Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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