Canzone per te: dentro al testo di “Pensa” di Fabrizio Moro

Entriamo dentro il testo di una canzone

Nuovo appuntamento con “Canzone per te”, la rubrica che ogni settimana ti porta alla scoperta di una canzone diversa, cercando di capire il significato e il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua musica e le sue parole. a canzone protagonista di questa settimana è “Pensa” di Fabrizio Moro; si tratta del singolo facente parte dell’omonimo album, pubblicato nel marzo 2007 e certificato con il disco di platino per le oltre 50 mila copie vendute. Con questo brano Fabrizio Moro si classificò primo al Festival di Sanremo del 2007, nella sezione giovani, riscuotendo grande consenso sia da parte del pubblico che della critica.

Pensa” è un vero e proprio inno alla vita e, in particolare, ai tanti uomini e donne che si sono sacrificati per ottenere una società più giusta. Fabrizio Moro vuole far riflettere l’ascoltatore e mettere in luce la ferocia ed efferatezza della mafia e, più in generale, della criminalità.

Il testo, come da lui stesso dichiarato, è stato scritto di getto dopo aver visto un film sulla vita del magistrato Paolo Borsellino, ucciso per mano di Cosa Nostra il 19 luglio 1992, appena due mesi dopo la morte del collega e amico Giovanni Falcone.

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine, appunti di una vita dal valore inestimabile, insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi, troppo spesso ignorato”: sono queste le parole con cui si apre il brano. L’autore pone subito al centro questi uomini, veri e propri eroi che hanno combattuto con tutte le forze per smascherare e demolire i diversi sistemi corrotti che da troppo tempo attanagliano il nostro Paese. Non si tratta di semplici uomini, bensì di eroi, se non angeli, che hanno deciso di combattere in prima linea pur di evitare che la violenza e la criminalità potessero sovrastare sulla pace e sulla libertà: “uomini o angeli mandati sulla Terra per combattere una guerra”.

Il sacrificio e il lavoro di questi uomini, però, non è stato vano: essi hanno lasciato un segno indelebile, destinato a rimanere nel tempo e a non essere scalfito dalle continue malefatte: “ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno”.

Nei versi successivi Fabrizio Moro rivendica anche l’importanza dei diritti che, in una società civile ed eguale, dovrebbero essere garantiti, indistintamente: “è nostra la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare, la bocca per parlare, le orecchie ascoltano”. La libertà di pensiero e di espressione, la cultura, la memoria del passato e un’adeguata informazione sono i requisiti migliori per combattere la criminalità e costruire una società libera e autonoma.

Il ritornello è una vera e propria esplosione di rabbia ed emozione: “pensa prima di sparare, pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare. Pensa che puoi decidere tu. Resta un attimo soltanto, un attimo di più con la testa fra le mani”. L’invito è quello di riflettere, di non farsi condizionare e di non giudicare a priori: l’autonomia di pensiero, svincolata da ogni possibile sviamento, è fondamentale.

Successivamente l’attenzione viene di nuovo riposta sui veri protagonisti del brano: “ci sono stati uomini che sono morti giovani, ma consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole intatte e reali come piccoli miracoli” e “ci sono stati uomini che hanno continuato, nonostante intorno fosse tutto bruciato”: Fabrizio Moro, oltre ad evidenziare l’eroicità di questi individui, pone anche l’accento sulle situazioni alquanto difficili e complicate che hanno dovuto affrontare. Talvolta essi sono stati lasciati soli, abbandonati al loro destino, senza alcun supporto e aiuto. Ma il senso civico e la grandezza di questi eroi prevalgono su tutto: nonostante “intorno fosse tutto bruciato” hanno continuato imperterriti per la loro strada.

Gli uomini passano e passa una canzone, ma nessuno potrà fermare mai la convinzione che la giustizia no, non è solo un’illusione”: con queste brevi ma autorevoli parole, l’artista romano ricorda all’ascoltatore quanto la forza delle idee sia in grado di andare al di là di ogni confine. Del resto, fu proprio lo stesso magistrato Giovanni Falcone ad affermare che “le persone passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

L’ideale di giustizia è ancora lontano dall’essere raggiunto; però, i passi compiuti da questi uomini sono determinanti nella strada che separa l’umanità da questo traguardo. Una società priva di giustizia non è una società libera; l’interesse personale deve necessariamente incontrare un limite in regole uguali per tutti che diano ad ognuno la possibilità di vivere liberamente, senza contrastare o sopraffare gli altri. Fabrizio Moro è da sempre legato ai diversi temi politici e sociali, per questo le sue canzoni sono dei veri e propri manifesti destinati a rimanere nel tempo e accompagnare gli uomini nel cammino verso una società più giusta e libera.

Testo |

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un’isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie, massacra figli e figlie
Di una generazione costretta a non guardare
A parlare a bassa voce, a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell’aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un’istituzione organizzata
Cosa Nostra, cosa vostra, cos’è vostro?
È nostra, la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare, le orecchie ascoltano
Non solo musica, non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira, ragiona
A volte condanna, a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto, un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza, idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile, contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto, un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no, non è solo un’illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto, un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto, un attimo di più
Con la testa fra le mani
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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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