Canzone per te: dentro il testo di “Mary” dei Gemelli DiVersi

Entriamo dentro il testo di una canzone per comprenderne il significato

Nuovo appuntamento con Canzone per te, la rubrica che ogni settimana ti porta alla scoperta di una canzone diversa, cercando di capire il significato e il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua musica e le sue parole. La canzone protagonista di questa settimana è Mary dei Gemelli DiVersi; si tratta del singolo facente parte dell’album Fuego, pubblicato nel febbraio 2003. Mary affronta un tema di grande importanza, ossia quello della violenza sulle donne.

«Mary è andata via, l’hanno vista piangere. Correva nel buio di una ferrovia. Notti di sirene in quella periferia. Si dice che di noi tutti ha un po’ nostalgia, ma lei se n’è andata, Mary.»: sono queste le parole con cui si apre il brano. Già dall’incipit si percepisce il dolore e la sofferenza della protagonista (Mary, appunto), vittima di violenza da parte del padre. La protagonista si sente sola e prova un’angoscia profonda. Non si capacita di come il padre, che dovrebbe tutelarla e difenderla in ogni situazione, sia invece il suo principale oppressore. Mary cerca una risposta, ma non è possibile trovare una giustificazione nei confronti di un fatto simile: «Si sente sola, Mary. Ora ha paura, Mary. L’ho vista piangere e poi chiedere una risposta al cielo, Mary. Ora il suo sguardo non mente. Ha gli occhi di chi nasconde alla gente gli abusi osceni del padre.»

Il dolore provato dalla protagonista è troppo forte per poterne parlare con qualcuno; per questo preferisce sfogarlo tra le pagine del suo diario. Sui polsi sono ancora presenti i segni di quegli anni terribili, in cui nemmeno la madre (probabilmente anche lei succube del marito) ha trovato il coraggio di ribellarsi contro quelle violenze inaudite: «Ma non vuol parlarne, Mary, e cela i suoi dolori in ogni foglio del diario che ora ha tra le mani. Guardando vecchie foto chiede aiuto ad una preghiera. Sui polsi i segni di quegli anni chiusa in una galera. La madre che sa tutto e resta zitta. Ora il suo volto porta i segni di una nuova sconfitta.»

La giovane Mary gira per la città senza una meta, è stanca e non ha più nemmeno la forza per piangere. Il suo desiderio è quello di poter cambiare totalmente pagina, iniziando così una nuova vita, lontana da quelle persone e da quei luoghi che hanno sconvolto la sua infanzia: «E l’ho vista girar per la città senza una meta. Dentro lo zaino i ricordi che le han sporcato la vita, tradita da chi l’ha messa al mondo, in un secondo. Sul suo corpo i segni di un padre che per Mary adesso è morto. È stanca Mary, non ha più lacrime ed ora chiede al destino un sorriso chiuso in un sogno la sera».

E da qui la grande decisione di Mary di scappare lontana da quel terribile mondo, in cerca di “sorrisi sinceri” e di sogni da realizzare: «Dicono che Mary se n’è andata via, l’hanno vista piangere. Correva nel buio di una ferrovia. Sanno che scappava. Notti di sirene in quella periferia, non bastava correre. Si dice che di noi tutti ha un po’ nostalgia, ma lei se n’è andata. Mary, che cammina su sentieri più scuri, sta cercando sorrisi sinceri oltre i muri di questa città. No, Mary, camminando su sentieri più scuri, sul diario segreto scrivevi: “Quella bestia non è il mio papà”.»

In quel momento il narratore ripensa alle parole pronunciate da Mary poco prima di fuggire. Ella era consapevole della notevole difficoltà di cambiare vita ma, nonostante ciò, era determinata nel provarci, promettendo che però, un giorno o l’altro, sarebbe tornata al suo paese d’origine: «Ora ripenso a quando mi parlavi in lacrime. Dicevi: “Questa vita non la cambio, ma ci sto provando, sto pregando, ma sembra inutile”. Abbracciandomi dicesti: “Tornerò.”»

Con queste parole si chiude la parte del brano riguardante l’infanzia della giovane protagonista. Le strofe successive, infatti, ritraggono Mary diversi anni dopo le violenze subite dal padre: «Hey guarda, c’è Mary! È tornata in stazione. Sai stringe la mano a due persone; il suo bel viso ha cambiato espressione, senza più gocce di dolore. Ora la bacia il Sole. Bacia il suo uomo e la bimba nata dal suo vero amore, con quel suo sorriso che dà senso a tutto il resto, protetto da un mondo sporco che ha scoperto troppo presto. Ha un’anima ferita, un’innocenza rubata. Sa che è la vita, non è una fiaba, ma ora Mary è tornata una fata. Cammina lenta, ma sembra che sia contenta, attenta. Una sfida eterna aspetta ma non la spaventa. Era altrove, suo padre ha smesso di vivere. Mary fissa la sua lapide, versare lacrime impossibile.»

Mary è tornata, mantenendo così la promessa fatta al narratore diversi anni prima. La sua vita, rispetto agli anni che hanno contraddistinto la sua infanzia, è notevolmente cambiata. Ella infatti ha trovato un uomo che la ama e la rispetta ed ha una bambina a cui dona tutto il suo amore e affetto. È consapevole di aver vissuto un’infanzia tormentata e difficile, ma il suo volto è tornato a sorridere e a risplendere. Il padre, nel mentre, è morto ma, nonostante ciò, è impossibile commuoversi ripensando ai terribili abusi e alle gravissime offese arrecatele quando era ancora una bambina.

In molti si chiedono se Mary è proprio “quella in fondo alla via”. È proprio lei. Mary è una donna che, nonostante i soprusi e le violenze subite, è riuscita a costruirsi una nuova vita: «Si chiedono: “Ma è Mary quella in fondo alla via?” È riuscita a crescere. Tornata con il giorno in quella ferrovia, fresca di rugiada. Parla di sé Mary, senza nostalgia, stanca ormai di piangere. Lei sa quanto dura questa vita sia, ma lei l’ha cambiata.»

La protagonista, nonostante le innumerevoli difficoltà, è infatti riuscita a trovare i “sorrisi sinceri” che tanto le erano mancati nel corso della tenera età: «Mary, camminando su sentieri più scuri, hai trovato sorrisi sinceri oltre i muri di questa città. Oh, Mary camminavi sentieri più scuri e sul diario segreto scrivevi: “Quella bestia non è il mio papà”.»

In definitiva, Mary è senza dubbio una pietra miliare della discografia italiana; in questo brano i Gemelli DiVersi hanno dimostrato una grande sensibilità e notevoli capacità sia interpretative che di scrittura, proponendo al grande pubblico un brano di grande valore e significato. Questa è l’ennesima dimostrazione che la musica può affrontare temi talvolta poco dibattuti all’interno della società o nel mondo della politica, ma di notevole importanza. Essa, inoltre, può essere (anche in piccola misura) d’aiuto nei confronti di tutte quelle persone che, ancora oggi, sono purtroppo vittime di violenza e alle quali è dedicato questo articolo.

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Luca Buson

Presentatore e conduttore radiofonico. Il microfono e il palcoscenico sono la mia vita. Grande appassionato di musica, in particolare italiana. Il mio motto è "break your limits".

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